{"id":26892,"date":"2019-10-11T21:33:10","date_gmt":"2019-10-11T19:33:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26892"},"modified":"2019-10-11T21:47:35","modified_gmt":"2019-10-11T19:47:35","slug":"sul-selvino-con-contador-bang-bang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/10\/11\/sul-selvino-con-contador-bang-bang\/","title":{"rendered":"Sul Selvino con Contador: &#8220;Bang, bang&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/sder.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26895\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/sder-228x300.jpg\" alt=\"sder\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/sder-228x300.jpg 228w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/sder.jpg 606w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a>Alberto Contador<\/strong> lo vedi da dietro. Anche oggi che non corre pi\u00f9, per\u00f2 corre lo stesso. Lo vedi che se ne va\u00a0 sulla prima rampa del Selvino in Val Seriana, un tiro di schioppo da Bergamo, salita delle salite per molti da queste parti che qui hanno la fortuna di venire a pedalare anche in pausa pranzo.\u00a0 Se ne va perch\u00e8 \u00e8 ovvio che va via e non ci provi nemmeno a stargli a ruota. D&#8217;accordo \u00e8 un gioco<strong>.\u00a0\u00a0<\/strong>E<strong>&#8216;\u00a0<\/strong>una mattinata che serve a provare le nuove bici della <strong>Trek<\/strong> che a valle ha aperto una nuova sede italiana che sembra di essere a Waterloo, nel Wisconsin, dove tutto \u00e8 cominciato. Che \u00e8 un&#8217;ottima occasione per fare un po&#8217; di pubbliche relazioni, per far finta di fare gli atleti, per divertirsi. Ma non ha senso neanche provarci a seguire il <em>pistolero<\/em>. Come fai a stare a ruota a uno che ha vinto un paio di Tour, un paio di Giri, che sul Tourmalet, sullo Stelvio, sul Mont Ventoux ha dettato legge?\u00a0 Come fai a inseguirlo anche se \u00e8 chiaro che non spinge, che non \u00e8 pi\u00f9 come prima, che ora \u00e8 tutta un&#8217;altra storia. Infatti non si pu\u00f2 e il gioco finisce l\u00ec. Cinquecento metri di salita e ognuno per la sua strada, ognun per s\u00e8 e Dio per tutti.\u00a0 Ci si vede in cima. Ci si vede in paese per due chiacchiere e un caff\u00e8. Magari per un&#8217;intervista, dopo le tv, dopo il web, dopo i siti perch\u00e8 la carta stampata non posta, non tagga, non linka ma insegue. Prova a &#8220;resistere&#8221;. Tanti anni in mezzo,\u00a0 gambe diverse,\u00a0 talenti diversi, storie diverse,\u00a0 non cambia nulla. Davanti, di fianco, da dietro fare una salita con Alberto Contador \u00e8 sempre un sogno per uno che ha il mal di ciclismo e non c&#8217;\u00e8 verso di venirne a capo.\u00a0 Sembra di essere al Tour.\u00a0 L&#8217;hai visto mille volte in tv scattare e andarsene. L&#8217;hai visto mille volte suonarle a tutti, alzarsi sui pedali e<em>\u00a0salutos\u00a0 a todos<\/em>.\u00a0\u00a0Non cambia nulla. Non \u00e8 cambiato nulla. Qualche anno \u00e8 passato ma lo stile \u00e8 lo stesso, stessa danza, stesse smorfie. Uno, due, tre cinque, sette,\u00a0 tornanti. <strong>Vanotti, Fidanza<\/strong>, l&#8217;ingegner <strong>Pinotti, Belli, Corti,<\/strong>\u00a0 <strong>Giupponi, Guerini<\/strong> e <strong>Gianbattista Baronchelli<\/strong>,\u00a0 un campione una curva, tutti bergamaschi. Cos\u00ec l&#8217;hanno intitolato il Selvino, cos\u00ec l&#8217;hanno fatto diventare la salita dei ciclisti, nonostante il traffico, nonostante le macchine. Sei quasi s\u00f9 e provi a guardare se vedi qualcuno, se lo trovi ma chiss\u00e0 dov&#8217;\u00e8. E allora continui smanettando sul cambio elettrico\u00a0 che \u00e8 un giochino meraviglioso ma soprattutto un lusso a cui non sei abituato. Ne mancano tre di tornanti. Passi quello del Falco <strong>Savoldelli<\/strong> e quello di <strong>Ivan Gotti<\/strong> che fanno quattro Giri in due, e dopo una rampetta che gira a destra vai verso l&#8217;ultima svolta, il tornante numero Uno dedicato a <strong>Gimondi.<\/strong> Non \u00e8 un caso. Felice \u00e8 gloria nazionale qui e ovunque. Felice \u00e8 Felice e cos\u00ec sar\u00e0 per sempre. Lo sa anche Contador che si ferma, si toglie il casco e sta qualche secondo per fatti suoi proprio a fianco di un mazzo di fiori che un tifoso ha portato fin quass\u00f9. &#8221; La foto aqui&#8230;&#8221;, la foto la facciamo qui par di capire. E il gruppetto che arriva alla spicciolata quasi per miracolo si ricompatta. Non servono tante parole, intendersi \u00e8 un attimo. Selvino \u00e8 s\u00f9 ad un paio di chilometri, il tempo di arrivare e girarsi perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 un aereo per la Spagna che non si pu\u00f2 perdere. E allora in discesa si fa sul serio, pi\u00f9 che in salita. E&#8217; un&#8217; altra tappa del Tour e stavolta provi a restare in classifica, provi a seguirlo, a tenergli una ruota che pennella le curve e riparte ad ogni tornante girando a doppia velocit\u00e0. Dieci chilometri in un amen, poi il falsopiano verso Bergamo sperando ogni tanto di beccare un rosso o uno stop per tirar fiato. Trovi anche il modo per chiedergli chi vincer\u00e0 domani il Lombardia, ma \u00e8 solo una scusa per prendere tempo: &#8221; Roglic, Bernal e ovviamente NIbali&#8230;&#8221;. Tre nomi, tre secondi. Poi a tutta, via di nuovo: &#8220;bang, bang&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Alberto Contador lo vedi da dietro. 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