{"id":26900,"date":"2019-10-12T17:07:35","date_gmt":"2019-10-12T15:07:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26900"},"modified":"2019-10-12T19:44:38","modified_gmt":"2019-10-12T17:44:38","slug":"la-maratona-kipchoge-e-il-record-che-non-fa-sognare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/10\/12\/la-maratona-kipchoge-e-il-record-che-non-fa-sognare\/","title":{"rendered":"La maratona, Kipchoge e il record che non fa sognare"},"content":{"rendered":"<div id=\"js_1j\" class=\"_5pbx userContent _3576\">\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/ineos.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26901\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/ineos-300x260.jpg\" alt=\"ineos\" width=\"300\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/ineos-300x260.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/ineos.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 una linea netta che separa record e vittoria. Intanto per\u00f2 \u00e8&#8217; fatta. Il muro delle due ore in maratona non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.\u00a0 A buttarlo gi\u00f9 con una prestazione fantastica \u00e8 stato stamattina a Vienna il keniano <strong>Eliud Kipchoge<\/strong>\u00a0, il pi\u00f9 forte maratoneta in circolazione oggi a prescindere da questa sfida pensata e studiata\u00a0dalla\u00a0Ineos,\u00a0 l\u2019azienda del miliardario inglese Jim Ratcliffe, l\u2019uomo pi\u00f9 ricco di Gran Bretagna, che si \u00e8 fatta carico dell\u2019organizzazione di una maratona che ovviamente non sar\u00e0 certificata dalla Iaaf perch\u00e8\u00a0 maratona non \u00e8. E&#8217; un&#8217;altra cosa e per ci\u00f2 va presa.\u00a0 E&#8217; un test che sgretola un limite sportivo ma soprattutto psicologico, che apre una via sportiva ma anche commerciale. Un&#8217;ora 59 minuti e 40 secondi per correre 42,195 metri sono un tempo pazzesco.\u00a0 Inimmaginabile fino a qualche anno fa. Una prestazione atletica eccezionale ottenuta per\u00f2 con un&#8217;auto davanti al gruppetto dei maratoneti\u00a0 a scandire l&#8217;andatura, con una quarantina di lepri che si sono date il cambio nel proteggere\u00a0dall&#8217;aria Kipcoghe che correva ben coperto nel mezzo, con un percorso disegnato nel\u00a0parco del Prater, lungo l\u2019Hauptallee, con un strada completamente riasfaltata\u00a0 e con sole due\u00a0curve a 180 gradi, due soli cambi di direzione che hanno permesso al keniano di risparmiare parecchi secondi: &#8220;Quanto si pu\u00f2 guadagnare cos\u00ec rispetto a una abituale maratona cittadina? &#8211; si chiede il campione olimpico di Atene <strong>Stefano Baldini-<\/strong> Come minimo 3 secondi al chilometro.\u00a0 Infatti a mio parere la prestazione di oggi vale esattamente come il record mondiale di Maratona a Berlino 2018, corso dallo stesso Kipchoge in 2h01\u201939\u201d.\u00a0 Personalmente, preferisco le gare, e per fortuna Eliud Kipchoge \u00e8 un campione anche in quelle&#8230;&#8221;.\u00a0 E qui si torna al punto d&#8217;inizio. C&#8217;\u00e8 una linea netta tra record e vittoria. C&#8217;\u00e8 e si vede. I record sono esperimenti: \u00e8 tutto studiato, calcolato,\u00a0 programmato, racchiuso in un algoritmo che (in teoria) garantisce il risultato.\u00a0 Sicuramente affascinante ma la vittorie si ottengono in gara, misurandosi con gli avversari, guardandoli negli occhi, sentendoli respirare..\u00a0 E poi\u00a0 la maratona \u00e8 storia e mito. E&#8217; anima. E il pathos dove le forze che regolano l\u2019animo umano si contrappongono al logos, la parte razionale e scientifica. E allora si vince guardando il crono, ma non si sogna. Si vince davvero solo entrando a braccia alzate nel Panatinaik\u00f2\u00a0 dopo aver battuto ad uno ad uno tutti gli avversari, evitando le buche, difendendosi dal caldo, dal vento, facendo i conti con un rifornimento mancato perch\u00e8 nella ressa qualcuno ti ha dato una gomitata. Ed \u00e8 ci\u00f2 che fa la differenza e la storia. Tutto il resto sembra un audace esercizio di stile che ricorda un po&#8217; il record dell&#8217;ora del britannico<strong> Graeme Obree<\/strong> che, negli anni Novanta, face a pezzi il primato di <strong>Francesco Moser.<\/strong> Ma pedalava su una bici che sembrava una lavatrice&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"_3x-2\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 una linea netta che separa record e vittoria. Intanto per\u00f2 \u00e8&#8217; fatta. 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