{"id":26950,"date":"2019-10-23T21:44:01","date_gmt":"2019-10-23T19:44:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26950"},"modified":"2019-10-24T00:40:28","modified_gmt":"2019-10-23T22:40:28","slug":"wielemie-ultima-sfida-si-lascia-morire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/10\/23\/wielemie-ultima-sfida-si-lascia-morire\/","title":{"rendered":"Wielemie, ultima sfida: si lascia morire"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/vee.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26951\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/vee-300x169.jpg\" alt=\"vee\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/vee-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/10\/vee.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E&#8217; stato il sindaco di Diest,\u00a0 il paesino in cui viveva nelle Fiandre, a dare la notizia:\u00a0 <strong>Marieke Vervoort<\/strong>\u00a0 non c&#8217;\u00e8\u00a0 pi\u00f9, ha deciso di andarsene. Dopo aver dato una scarmigliata alla sua zazzera bionda ha scelto l&#8217;eutanasia e a 40 anni\u00a0 ha tolto il disturbo. Fine. Fine di una vita vissuta in fretta ma vissuta,\u00a0 goduta in tutte le sue sfumature dalla gioia al dolore, in ogni attimo, in ogni sguardo, in ogni respiro. Assaporata intensamente nonostante tutto, nonostante, come aveva detto in un momento di sconforto, Dio avesse deciso di punirla&#8230; Fine di una vita tormentata\u00a0 ma che &#8220;Wielemie\u201d,\u00a0 come la chiamavano tutti,\u00a0 ha preso di petto, sfidandola,\u00a0 esorcizzando il male e senza mai chiedere compassione. Ha 14 anni quando le dicono che le sue gambe sono paralizzate per una \u00abquadriplegia progressiva\u00bb.\u00a0 Un&#8217;adolescenza cancellata. Una vita\u00a0 che ti sfugge, che non riesci pi\u00f9 neppure ad immaginare. Cos\u00ec Marieke decide di darsela da sola la prospettiva vivendo attimo per attimo tutto ci\u00f2 che le capita a tiro. Lo sport la fa sentire viva. E allora fa tutto ci\u00f2 che pu\u00f2. Prima il basket su una sedia a rotelle, poi il nuoto, che la porta al triathlon, la sua vera passione. Diventata campionessa mondiale di Paratriathlon nel 2006 e l\u2019anno successivo, nell\u2019ottobre 2007, realizza uno dei suoi sogni partecipando a Kona all&#8217;Ironman Hawaii. Ma la malattia non fa sconti. Il triathlon diventa troppo impegnativo e allora inizia con la vela e con l\u2019atletica leggera. Nel 2012\u00a0 diventa campionessa paralimpica sui 100 metri Giochi di Londra e tripla campionessa mondiale\u00a0 su 100\u00a0 200 e 400 metri. Ai Giochi di Rio \u00e8 argento sui 400 e bronzo sui 100.\u00a0 Ma \u00e8 proprio l\u00ec che annuncia ci\u00f2 che forse nessuno avrebbe mai voluto sentire e cio\u00e8 che soffre troppo e che ha deciso di terminare il suo viaggio. La\u00a0gioia dello sport sta lentamente lasciando il posto al dolore di una malattia implacabile e lei\u00a0gioca d\u2019anticipo come solo sanno fare i campioni. Annuncia ai media del suo Paese che si lascer\u00e0 morire, che sceglier\u00e0 l\u2019eutanasia che in Belgio \u00e8 legale: \u00abTutti mi vedono sorridere quando vinco una medaglia-\u00a0 racconta in un\u2019intervista a Le Parisen- ma nessuno mi vede quando sono scura in volto. Mi alleno duramente ma ogni giorno devo lottare con una malattia che mi permette di fare sempre meno e la cosa pi\u00f9 difficile \u00e8 accettare ci\u00f2 che non riesco pi\u00f9 a fare\u2026 Lotto per conquistare un oro poi vedremo quello che mi porter\u00e0 la vita: prover\u00f2 a godermi i momenti migliori\u00bb. Detto fatto. Ci ha provato con tutte le sue forze a godersela fino a quando ce l&#8217;ha fatta, fino a quando a resistito, fino a quando ha deciso, fino alla fine. Poi in silenzio ha salutato tutti. Le sue ceneri saranno sparse tra le onde dell&#8217;Oceano Atlantico davanti all&#8217;isola di Lanzarote e chi le ha voluto bene brinder\u00e0. Perch\u00e8\u00a0come si \u00e8 sempre raccomandata Wielemie: &#8220;Il giorno del mio funerale, voglio che tutti abbiano un calice di champagne in mano\u2026\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; stato il sindaco di Diest,\u00a0 il paesino in cui viveva nelle Fiandre, a dare la notizia:\u00a0 Marieke Vervoort\u00a0 non c&#8217;\u00e8\u00a0 pi\u00f9, ha deciso di andarsene. Dopo aver dato una scarmigliata alla sua zazzera bionda ha scelto l&#8217;eutanasia e a 40 anni\u00a0 ha tolto il disturbo. Fine. Fine di una vita vissuta in fretta ma vissuta,\u00a0 goduta in tutte le sue sfumature dalla gioia al dolore, in ogni attimo, in ogni sguardo, in ogni respiro. 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