{"id":26998,"date":"2019-11-02T15:46:21","date_gmt":"2019-11-02T14:46:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=26998"},"modified":"2019-11-02T15:46:21","modified_gmt":"2019-11-02T14:46:21","slug":"new-york-la-maratona-e-il-sogno-di-gianni-sasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/11\/02\/new-york-la-maratona-e-il-sogno-di-gianni-sasso\/","title":{"rendered":"New York, la maratona e il sogno di Gianni Sasso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/sax.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26999\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/sax-202x300.jpg\" alt=\"sax\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/sax-202x300.jpg 202w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/sax.jpg 612w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><strong>C&#8217;\u00e8 sempre una maratona da conquistare ma spesso la sfida \u00e8 un&#8217;altra.<\/strong> Per un maratoneta correre a New York \u00e8 il coronamento di un sogno che a volte ti fa nascere e rinascere.\u00a0 Vale per i grandi campioni, vale per tutti. Vale per <strong>Gianni Sasso,<\/strong> 50 anni ischitano, atleta paralimpico azzurro a Rio nel 2016 e detentore, tra i suoi tanti record, anche di quello sulla maratona con le stampelle. Domenica mattina all&#8217;alba sar\u00e0 sul ponte di Verrazzano a giocarsi di nuovo la maratona pi\u00f9 maratona del mondo. Sar\u00e0 uno dei 50mila che dopo avere ascoltato l&#8217;inno americano partiranno tra due ali di folla impazzita sulle note del Boss che da queste parti \u00e8 musica sacra: \u00abCorro per la seconda volta a New York &#8211; racconta Sasso -. Nel 2008 ho tagliato il traguardo in 5 ore e 5 minuti conquistando il record del mondo senza saperlo. Quest&#8217;anno parteciper\u00f2 per accompagnare alcuni atleti dell&#8217;organizzazione di Roberto Cer\u00e8 che seguo come coach e per preparare l&#8217;attacco al record mondiale di 4 ore e 28 minuti che ho ottenuto sette anni fa ad Amsterdam e che prover\u00f2 a battere il 24 novembre correndo la maratona di Firenze\u00bb.<\/p>\n<p>D<strong>ifficile pensare cosa significhi.<\/strong> Difficile pensare cosa voglia dire correre i 42 chilometri e 195 metri di una maratona per chi non lo ha mai fatto; addirittura impossibile rendersi conto di quale difficolt\u00e0 sia farlo su un paio di stampelle. Conta tutto. Contano la testa, il pensiero, la voglia di vivere, di dimostrare soprattutto a se stessi che non c&#8217;\u00e8 nulla di impossibile, che la sorte si pu\u00f2 battere, che i limiti per uno che a sedici anni ha perso una gamba in un incidente stradale sono quelli che fissano gli altri. Tu sei li per far vedere a tutti che c&#8217;\u00e8 sempre una strada da percorrere e che ne vale la pena. Gianni Sasso non conosce mezze misure. Lo chiamano l&#8217;uomo dei record perch\u00e9 nella sua nuova vita da amputato ha deciso che con lo sport doveva esagerare. Campione italiano di paraciclismo a cronometro, campione italiano e bronzo europeo di paratriathlon, alpinista, maratoneta, calciatore capocannoniere del campionato italiano di calcio amputati che quest&#8217;anno si appresta a rivincere con la maglia del Vicenza, ambasciatore dell&#8217;Isola d&#8217;Ischia nel mondo. E chiss\u00e0 cos&#8217;altro verr\u00e0: \u00abLa maratona \u00e8 la via maestra per imparare ad arrivare in fondo alle cose, a non arrendersi, a non mollare a non piangersi addosso &#8211; spiega -. \u00c8 uno sprone ad andare avanti sempre e comunque. Per me undici anni fa New York \u00e8 stata una sfida fondamentale e domenica sar\u00e0 una grande emozione tornare&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Torna per s\u00e9 e torna per gli altri.<\/strong> Per guidare alcuni atleti che fino a qualche mese fa nella vita facevano tutt&#8217;altro ed ora si ritrovano a correre una delle sfide sportive pi\u00f9 esaltanti e complicate. Si pu\u00f2 fare, bisogna solo crederci. E Gianni Sasso \u00e8 l&#8217;esempio perfetto di come si pu\u00f2 arrivare fin qui. New York \u00e8 New York, emozione infinita che ti fa venire il groppo in gola e ti resta sottopelle. Per sempre. Una sfida dove sei protagonista della scena, anche se mischiato a quei popolo infinito che arriva da mezzo pianeta. Tanti, come Sasso, sono italiani: 2850 per la precisione. Tutti al via domenica mattina con il tricolore nel cuore e magari addosso e poi molti invitati al ricevimento organizzato dal console italiano Francesco Genuardi che il 2 giugno per la Festa della Repubblica, ha portato con la Italy Run tremila podisti a correre con il tricolre a Central Park. Ci sar\u00e0 anche Gianni Sasso a brindare. Perch\u00e9 New York \u00e8 cos\u00ec: ti regala un sogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 sempre una maratona da conquistare ma spesso la sfida \u00e8 un&#8217;altra. Per un maratoneta correre a New York \u00e8 il coronamento di un sogno che a volte ti fa nascere e rinascere.\u00a0 Vale per i grandi campioni, vale per tutti. Vale per Gianni Sasso, 50 anni ischitano, atleta paralimpico azzurro a Rio nel 2016 e detentore, tra i suoi tanti record, anche di quello sulla maratona con le stampelle. Domenica mattina all&#8217;alba sar\u00e0 sul ponte di Verrazzano a giocarsi di nuovo la maratona pi\u00f9 maratona del mondo. Sar\u00e0 uno dei 50mila che dopo avere ascoltato l&#8217;inno americano partiranno tra [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/11\/02\/new-york-la-maratona-e-il-sogno-di-gianni-sasso\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26998"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26998"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26998\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27000,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26998\/revisions\/27000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}