{"id":27052,"date":"2019-12-03T22:36:28","date_gmt":"2019-12-03T21:36:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27052"},"modified":"2019-12-03T22:36:28","modified_gmt":"2019-12-03T21:36:28","slug":"maratona-la-musica-che-non-finisce-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/12\/03\/maratona-la-musica-che-non-finisce-mai\/","title":{"rendered":"Maratona, la musica che non finisce mai&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/cd-cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-27054\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/cd-cover-300x295.jpg\" alt=\"cd-cover\" width=\"300\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/cd-cover-300x295.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/cd-cover.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non so se sia possibile riassumere il senso di una maratona in un pezzo musicale. Uno solo. Per chi corre nella pancia del gruppo intorno alle quattro ore, se mai dovesse usare le cuffiette, la base musicale sarebbe molto, molto\u00a0pi\u00f9 lunga. Tanti pezzi, tanti ricordi di una vita che a cinquant\u2019anni e pi\u00f9\u00a0 \u00e8 segnata ormai da parecchie canzoni. Da\u00a0<strong>De Andr\u00e8<\/strong>, ai\u00a0<strong>Waterboys<\/strong>, da\u00a0<strong>Van de Sfroos<\/strong>\u00a0ai\u00a0<strong>Saw Doctors<\/strong>, da\u00a0<strong>Finardi<\/strong>\u00a0ai\u00a0<strong>Modena city rambler\u2019s<\/strong>, dai<strong>\u00a0Rolling Stones<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Bob Dylan<\/strong>, agli\u00a0<strong>U2<\/strong>. Ovviamente dimenticando un sacco di altri brani. Dimenticando un mondo. Piccoli &#8220;pezzi&#8221; di storia, d\u2019amore e di malinconia. Ma esiste un brano che pi\u00f9 di ogni altro riassuma una maratona? Una risposta secca,\u00a0\u00a0<em>One shot <\/em>come si dice adesso?\u00a0 C\u2019\u00e8 un suono che pi\u00f9 di tutti mi ricorda la fatica, la passione, l\u2019emozione e la magia di\u00a0 una 42 chilometri e non a caso viene dall\u2019Irlanda terra di grandi spazi,e meravigliosi colori, ma anche di grandi conflitti per ora sopiti.\u00a0\u00a0<strong>Carrickfergus<\/strong>\u00a0non \u00e8 solo una canzone. E\u2019 un inno\u00a0popolare che arriva dal Nord di quell\u2019isola e dal cuore di un popolo da sempre\u00a0abituato soffrire e a non mollare. Come chi corre, con le ovvie differenze. C\u2019\u00e8 una versione che potrei ascoltare ininterrottamente per 42 chilometri e 195 metri ed \u00e8 quella dei\u00a0<strong>Chieftains<\/strong>\u00a0insieme con\u00a0<strong>Van Morrison<\/strong>. Cosa c&#8217;entra con la maratona? Forse niente. Per\u00f2 proprio come una maratona \u00e8 un&#8217;emozione che non finisce mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non so se sia possibile riassumere il senso di una maratona in un pezzo musicale. Uno solo. Per chi corre nella pancia del gruppo intorno alle quattro ore, se mai dovesse usare le cuffiette, la base musicale sarebbe molto, molto\u00a0pi\u00f9 lunga. Tanti pezzi, tanti ricordi di una vita che a cinquant\u2019anni e pi\u00f9\u00a0 \u00e8 segnata ormai da parecchie canzoni. Da\u00a0De Andr\u00e8, ai\u00a0Waterboys, da\u00a0Van de Sfroos\u00a0ai\u00a0Saw Doctors, da\u00a0Finardi\u00a0ai\u00a0Modena city rambler\u2019s, dai\u00a0Rolling Stones\u00a0a\u00a0Bob Dylan, agli\u00a0U2. Ovviamente dimenticando un sacco di altri brani. Dimenticando un mondo. Piccoli &#8220;pezzi&#8221; di storia, d\u2019amore e di malinconia. 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