{"id":27063,"date":"2019-11-18T16:35:16","date_gmt":"2019-11-18T15:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27063"},"modified":"2019-11-18T16:35:16","modified_gmt":"2019-11-18T15:35:16","slug":"scarponi-a-de-marchi-in-bici-si-muore-professionisti-fermatevi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/11\/18\/scarponi-a-de-marchi-in-bici-si-muore-professionisti-fermatevi\/","title":{"rendered":"Scarponi  a De Marchi: &#8220;In bici si muore: professionisti fermatevi&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/dema.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-27067\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/dema-300x150.jpg\" alt=\"dema\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/dema-300x150.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/dema-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/11\/dema.jpg 1050w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Caro Alessandro, vorrei fare alcune riflessioni con te. Innanzitutto ti abbraccio forte come non mai perch\u00e9 sei vivo e sei qui&#8230;&#8221;. Inizia cos\u00ec una lunga lettera aperta di <strong>Marco Scarponi<\/strong>, fratello di Michele\u00a0 ucciso nel 2017 dal conducente di un furgone, ad <strong>Alessandro De Marchi <\/strong>(nella foto)<strong>\u00a0<\/strong>, ciclista del <strong>Team Ccc<\/strong> che nei giorni scorsi ha raccontato sui suoi social di essere scampato alla morte sotto un&#8217;automobile per un soffio. &#8220;Poi ti abbraccio ancora per avere raccontato quello che ti \u00e8 successo e per il modo in cui l&#8217;hai raccontato. Da quando \u00e8 nata la <strong>Fondazione Michele Scarponi<\/strong> non abbiamo passato un giorno senza ricevere notizie simili al tuo sfogo o peggio ancora. Come ben sai muore in Italia un ciclista ogni 30 ore. Ogni 30 ore vuol dire che non c&#8217;\u00e8 tregua, che non si respira, che non si pu\u00f2 pi\u00f9 sognare niente. Che pedali sulla soglia della fine. Per quale motivo ti alleni in bici su queste strade quando non viene garantita la sicurezza minima?&#8221; Da qui la proposta: &#8220;Perch\u00e9 non vi fermate tutti, tu e tuoi colleghi professionisti? Ma chi soprattutto, oltre la pagina Facebook personale di ognuno di noi, deve denunciare questa violenza quotidiana e proteggere i ciclisti sportivi come te?La Federazione Ciclistica Italiana, caro Alessandro, cosa fa? Perch\u00e9 nessuno nel palazzo alza la voce? A parte <strong>Davide Cassani<\/strong> che ci mette tutto se stesso, io vedo il vuoto. Ascolto il vuoto. Un vuoto arredato da pubblicit\u00e0 di auto ovunque, soprattutto alle vostre competizioni. Zero prevenzione. Zero educazione. Nessun progetto degno di questo nome. Nessuna volont\u00e0 di cambiare lo status quo. Anzi sembra che ci sia una gran voglia di distruggere, alla base, il\u00a0<span style=\"color: #000000\">ciclismo<\/span> su strada&#8221;. &#8220;Nessuno ci sente, caro Alessandro -conclude <strong>Scarponi-<\/strong>, perch\u00e9 noi non siamo uniti e non abbiamo coscienza della gravit\u00e0 della situazione, se non quando ne veniamo coinvolti personalmente; e chi dovrebbe essere sul pezzo tutti i giorni, perch\u00e9 ne ha invece gli strumenti e la forza, ha altre cose pi\u00f9 importanti da fare, a quanto sembra, che preoccuparsi della vita dei propri tesserati&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Caro Alessandro, vorrei fare alcune riflessioni con te. Innanzitutto ti abbraccio forte come non mai perch\u00e9 sei vivo e sei qui&#8230;&#8221;. 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