{"id":27132,"date":"2019-12-02T18:14:53","date_gmt":"2019-12-02T17:14:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27132"},"modified":"2019-12-02T18:14:53","modified_gmt":"2019-12-02T17:14:53","slug":"eroi-di-fango-gente-da-ciclocross","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/12\/02\/eroi-di-fango-gente-da-ciclocross\/","title":{"rendered":"Eroi di fango, gente da ciclocross&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/bru.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-27134\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/bru-300x204.jpg\" alt=\"bru\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/bru-300x204.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/bru-1024x697.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/bru.jpg 1215w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fango. Fango e ruote tassellate. Il resto, pi\u00f9 o meno (ma molto meno o molto di pi\u00f9 dipende dai punti di vista) \u00e8 come sulla strada. Stessa bici da corsa, stesse maglie, stessa fatica. Ma il ciclocross \u00e8 un&#8217;altra cosa. Basta guardarli in faccia i corridori. Bastava guardare com&#8217;\u00e8 arrivato al traguardo domenica a Brugherio\u00a0 nel Master Internazionale Smp <strong>Jakob Dorigoni<\/strong>\u00a0 (nella foto)\u00a0 per capire bene che cos&#8217;\u00e8. Il fango racconta tutto il fascino di un sport antico e glorioso da quando \u00e8 nato, alla fine dell\u2019Ottocento nelle pianure della Francia e del nord Europa, quando i ciclisti che non avevano timore di uscire dalle vie principali e si azzardavano a pedalare tra campi e sentieri. Le strade erano spesso piene di buche o segnate dai solchi lasciati dai carri e per questo in molti passaggi bisognava smettere di pedalare, scendere di sella e continuare con la bici in spalla. Ci\u00f2 era e ci\u00f2 \u00e8 rimasto per una specialit\u00e0 che riporta indietro nel tempo, quando a sporcarsi la faccia e le gambe di terra c\u2019erano anche i campioni che sugli sterrati si preparavano per la stagione delle classiche e che, non \u00e8 un caso,\u00a0 stanno tornando da <strong>Mathieu Van Der Poel<\/strong> a <strong>Wout Van Aert<\/strong>, tanto per citarne un paio. Bici e fango che \u00e8 un po&#8217; la storia del ciclismo stampata sulla faccia piena di goia di<strong>\u00a0Franco Ballerini<\/strong>\u00a0che alza le braccia sul traguardo del Velodrome di Roubaix. E\u2019 la maglia sporca di\u00a0<strong>Vincenzo Nibali<\/strong>\u00a0che pedala sul pav\u00e8 verso Arenberg nella giornata in cui fa capire a tutti che vincer\u00e0 il Tour de France. Il fango \u00e8 l\u2019inchiostro con cui si scrivono pagine indimenticabili dello sport. E\u2019 la polvere magica che ci fa tornare un po\u2019 tutti bambini quando si aspettava la pioggia per andare a giocare al campo. E\u2019 il coraggio di provarci lo stesso anche quando non si potrebbe o non si dovrebbe. Il fango \u00e8\u00a0l\u2019essenza del cross, di un\u2019ciclismo forse meno aristocratico per\u00f2 pi\u00f9 epica dove per vincere bisogna sporcarsi le mani e non solo quelle. Dove forse bisogna essere un po\u2019 pi\u00f9 eroi. E\u2019 il fango che esalta i gesti e il racconto. Che sfigura le facce, che cancella gli sponsor delle maglie, che rende tutto e tutti uguali. La differenza la fanno i sorrisi. La differenza la fa la gioia che si legge al traguardo sulle facce di tutti quelli che sono arrivati alla fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fango. Fango e ruote tassellate. Il resto, pi\u00f9 o meno (ma molto meno o molto di pi\u00f9 dipende dai punti di vista) \u00e8 come sulla strada. Stessa bici da corsa, stesse maglie, stessa fatica. 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