{"id":27204,"date":"2019-12-26T19:14:27","date_gmt":"2019-12-26T18:14:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27204"},"modified":"2019-12-26T19:20:37","modified_gmt":"2019-12-26T18:20:37","slug":"santo-stefano-la-bici-un-presepe-e-il-senso-del-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2019\/12\/26\/santo-stefano-la-bici-un-presepe-e-il-senso-del-natale\/","title":{"rendered":"Santo Stefano, la bici, un presepe e il senso del Natale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/mus.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-27205\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/mus-208x300.jpg\" alt=\"mus\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/mus-208x300.jpg 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2019\/12\/mus.jpg 442w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Un paio di ore di pedalata nella tiepida mattinata di Santo Stefano, la tappa a Robecco, il caff\u00e8 e la foto al presepe che sta tra le acque del Naviglio ben ancorato agli argini con un paio di funi. E&#8217; sempre l\u00ec ogni anno, tradizione di un Natale che poi \u00e8 una festa semplice, non ha bisogno di tante (troppe) luci, cene, pranzi, doni e sfarzi per essere festeggiata. E la bellezza semplice di questo piccolo presepe di paese\u00a0 riluce ancor di pi\u00f9 se messa al fianco del \u00abSuper Christmas\u00bb milanese, cos\u00ec come lo ha chiamato con buona enfasi il comitato delle Feste di Palazzo Marino.\u00a0 \u00a0Chiss\u00e0 poi perch\u00e9 in inglese. E chiss\u00e0 poi perch\u00e9 super. In realt\u00e0 sarebbe bastato augurare un sereno Natale ai pi\u00f9 laici e un Santo Natale a chi ancora crede. Non serve esagerare. Anzi. A forza di strafare sfugge l&#8217;essenza di una festa che un presepe e un albero rappresentano in tutta la sua pienezza. Il resto quasi sempre \u00e8 di pi\u00f9 per non dire troppo.\u00a0 In citt\u00e0 in queste settimane di festeggiamenti c&#8217;\u00e8 di tutto e di pi\u00f9: mercatini come se piovesse, villaggi delle meraviglie con piste di pattinaggio, funi di acciaio e carrucole per attraversare volando le piazze, luminarie da mille e una notte, alberi hi-tech, di metallo, ecosostenibili, griffati e sponsorizzati. E chiss\u00e0 cos&#8217;altro ancora per alzare l&#8217;asticella dello stupore. Per non parlare del presepe. C&#8217;erano una volta una capanna, un bue, un asinello e Maria e Giuseppe a rappresentare la Nativit\u00e0. Fine. Oggi nei presepi ci si trova di tutto e di pi\u00f9 dai carillon alle mongolfiere, dalle statuine stilizzate a quelle fatte con i mattoncini in plastica delle costruzioni, slitte, motoslitte, cioccolatini, lustrini e cotillons. E delle capanne e delle mangiatoie si sono perse le tracce. Cambiano i tempi, cambia tutto e cambia la tradizione che molti, erroneamente, confondono con l&#8217;abitudine. Con ci\u00f2 che si fa di solito e che quindi, col passare del tempo, sostituiscono con altri riti, con altre usanze importate chiss\u00e0 da dove, in una miscellanea che mette insieme il sacro e il profano senza troppe distinzioni e che stravolge i valori di una festa che invece ha un solo senso. Ed uno solo. Perch\u00e9 se per tradizione si intende il pi\u00f9 pregnante significato della \u00abtraditio\u00bb latina e cio\u00e8 la trasmissione nel tempo, da una generazione a quelle successive, di memoria e testimonianza, di ci\u00f2 che \u00e8 stato visto e vissuto allora il racconto della \u00abNotte di Natale\u00bb acquista un valore assoluto che non pu\u00f2 essere sostituito, modificato, arricchito e stravolto. Il racconto del Natale non pu\u00f2 essere che quello della Notte di Betlemme, di una capanna, di un bue e di un asinello con Ges\u00f9 tra Giuseppe e Maria sotto la luce della stella cometa. Il resto \u00e8 di troppo. Liberi tutti poi di credere, non credere o di celebrare le Feste secondo la propria sensibilit\u00e0. Di festeggiare in piazze e villaggi con alberi ecosostenibili, presepi rivisti e corretti e piste di pattinaggio sponsorizzate, con luminarie, mercatini, frittelle e vin brul\u00e8. Liberi, ci mancherebbe. Perch\u00e9 ognuno ha il suo \u00abSuper Christmas\u00bb fantastico e scintillante. Ma il Santo Natale \u00e8 un&#8217;altra cosa. E qui a Robecco pedalando una mattina in bici e osservando la nativit\u00e0 che silenziosa galleggia tra le acque se ne coglie un po&#8217; meglio l&#8217;essenza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un paio di ore di pedalata nella tiepida mattinata di Santo Stefano, la tappa a Robecco, il caff\u00e8 e la foto al presepe che sta tra le acque del Naviglio ben ancorato agli argini con un paio di funi. E&#8217; sempre l\u00ec ogni anno, tradizione di un Natale che poi \u00e8 una festa semplice, non ha bisogno di tante (troppe) luci, cene, pranzi, doni e sfarzi per essere festeggiata. 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