{"id":2721,"date":"2011-09-07T13:30:59","date_gmt":"2011-09-07T12:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=2721"},"modified":"2011-09-07T13:44:00","modified_gmt":"2011-09-07T12:44:00","slug":"nonni-da-corsa-e-maratoneti-fino-centanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/09\/07\/nonni-da-corsa-e-maratoneti-fino-centanni\/","title":{"rendered":"Nonni da corsa e maratoneti fino a cent&#8217;anni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/09\/runner_1986342i.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2725\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/09\/runner_1986342i-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" \/><\/a>La prima notizia \u00e8 che a cento anni si pu\u00f2 ancora correre una maratona che, per chi non \u00e8 del mestiere, sono (sempre) 42 chilometri e 195 metri. Non un centimetro di meno. L\u2019altra \u00e8 che Faujia Singh, contadino indiano del Punjab da anni ormai trapiantato a Londra, \u00e8 tutto fuorch\u00e9 una persona normale. Un \u00abfenomeno\u00bb con 4 figli, 13 nipoti, una dozzina di pronipoti e una serie importante di maratone alle spalle: da New York, a Toronto a Londra dove ha gi\u00e0 corso cinque volte e dove ha conquistato il record mondiale maschile nella categoria over 90, con un tempo di 5 ore e 40 minuti. Ora l\u2019ingresso trionfale nel Guinness dei primati come il pi\u00f9 longevo maratoneta di sempre. Ma come si pu\u00f2 a cent\u2019anni sopportare la fatica di una maratona? Come pu\u00f2 un anziano, arzillo e in forma quanto si vuole, reggere il peso di una corsa tra le pi\u00f9 faticose?<br \/>\n\u00abChiaro che Faujia Singh \u00e8 un\u2019eccezione &#8211; spiega il professor Gabriele Rosa, tecnico tra i pi\u00f9 famosi nel mondo della maratona &#8211; Un caso straordinario anche se nella storia delle corse di lunga durata ci sono altri esempi come quello di John Kelley che nella sua vita ha corso oltre 60 edizioni della maratona di Boston, l\u2019ultima credo a 83 anni. Ma la normalit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra ed \u00e8 quella di un tipo di esercizio sportivo che per un anziano comporta ovviamente grandi difficolt\u00e0\u00bb. Con l\u2019et\u00e0 la struttura fisica si modifica e affrontare sforzi continuati di diverse ore, come possono essere quelli legati ad una gara di 42 chilometri, diventa sempre pi\u00f9 complicato. \u00abIl primo problema \u00e8 legato all\u2019apparato locomotore e al subentrare di patologie legate all\u2019et\u00e0 come la maggior fragilit\u00e0 muscolare e scheletrica &#8211; continua Rosa &#8211; La corsa lunga \u00e8 molto dispendiosa e sottopone chi la fa ad grandi sollecitazioni. Diverso \u00e8 per la corse pi\u00f9 brevi o addirittura la camminata: in questo caso ci sono solo benefici. Sia dal punto di vista cardiaco, sia da quello psicologico senza contare che il movimento migliora la stabilit\u00e0 dell\u2019individuo avanti con gli anni e la sua capacit\u00e0 di evitare traumi da caduta che sono, tra l\u2019altro, tra le prime cause di decesso\u00bb. Ma, senza offesa, sono tanti i \u00abnonnetti\u00bb che corrono. Basta dare un\u2019occhiata agli ordini di arrivo delle maratone per rendersi conto che gli \u00abover 60\u00bb, ma anche gli \u00abover 70\u00bb, non sono una rarit\u00e0. Un dato incoraggiante viene dalle statistiche: vent\u2019anni fa i sessantenni che gareggiavano erano pochissimi e pochissimi i cinquantenni ben allenati.<br \/>\nOggi la categoria dei 50enni \u00e8 tra le pi\u00f9 numerose ed \u00e8 ben nutrita la schiera di chi ha passato i 60 ma si allena e corre quotidianamente. Ad occhio l\u2019indicatore dell\u2019et\u00e0 sportiva si \u00e8 spostato in avanti di una decina d\u2019anni. Ma Faujia Singh \u00e8 fuori concorso. Per il sikh che corre con il turbante e la barba da santone e che a New York, pochi anni dopo l\u2019attentato alle Torri gemelle, gli organizzatori non volevano far partire perch\u00e9 pensavano fosse un terrorista, le controindicazioni sembrano non esistere. Cento anni e non sentirli. Un secolo e guardare avanti, al 2012, al Festival della maratona di Edimburgo dove si \u00e8 gi\u00e0 iscritto e dove ha tutta l\u2019intenzione di esserci. La sua massima \u00e8 disarmante: \u00abSe dovesse succedermi qualcosa in gara sono sicuro di essere assistito, a casa da solo chiss\u00e0&#8230;\u00bb.<br \/>\nTutto torna. Molto anche nella sua vita e nelle sue giornate che cominciano con un quarto d\u2019ora di meditazione, proseguono con una quindicina di chilometri di jogging e finiscono con un bagno caldo. Niente alcol e niente carne: solo acqua, piatti di verdura, un po\u2019 di curry e tanto the. Ma l\u2019elisir di lunga vita va ricercato nella sua mente che, dice chi lo conosce bene, resta illuminata, serena e soprattutto \u00aballenata\u00bb con quotidiani esercizi spirituali. E cos\u00ec si resta concentrati sulle cose che contano che, per Faujia Singh, non sono certo fama e denaro. Al punto che, quando nel 2004 divenne testimonial dell\u2019Adidas con Mohammed Ali, David Beckham e Zinedine Zidane, accett\u00f2 alla sola condizione che il suo compenso fosse completamente devoluto ad aiutare i bimbi prematuri. Naomi Klein, la scrittrice portabandiera dell\u2019impegno no global contro le multinazionali diventata famosa con \u00abNo Logo\u00bb rimase delusa e arrabbiata vedendo Faujia Singh che nello spot recitava: \u00abNulla \u00e8 impossibile&#8230;\u00bb. Non aveva capito niente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La prima notizia \u00e8 che a cento anni si pu\u00f2 ancora correre una maratona che, per chi non \u00e8 del mestiere, sono (sempre) 42 chilometri e 195 metri. Non un centimetro di meno. L\u2019altra \u00e8 che Faujia Singh, contadino indiano del Punjab da anni ormai trapiantato a Londra, \u00e8 tutto fuorch\u00e9 una persona normale. 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