{"id":27343,"date":"2020-01-29T16:08:08","date_gmt":"2020-01-29T15:08:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27343"},"modified":"2020-01-29T16:08:08","modified_gmt":"2020-01-29T15:08:08","slug":"il-finto-fair-play-mette-alla-gogna-il-bimbo-anti-juve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/01\/29\/il-finto-fair-play-mette-alla-gogna-il-bimbo-anti-juve\/","title":{"rendered":"Il finto fair play mette alla gogna il bimbo anti-Juve"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/01\/fair.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-27345\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/01\/fair-205x300.jpg\" alt=\"fair\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/01\/fair-205x300.jpg 205w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/01\/fair.jpg 618w\" sizes=\"(max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a>Ipocrisia del fair play,<\/strong> di chi si illude che basti far indossare a un bambino la maglia della squadra avversaria e mandarlo in campo mano nella mano con i campioni per insegnargli i valori dello sport. Ipocrisia di un calcio incapace a volte (spesso) di dare l\u2019esempio. Di un calcio che insulta, fa \u00abbuuu\u00bb, minaccia, fa a botte e arriva anche a uccidere come \u00e8 successo poche settimane in un agguato tra tifosi in Basilicata. Ipocrisia di uno sport che s\u2019indigna e che alla fine mette alla gogna un ragazzino di nove anni che in realt\u00e0 fa solo ci\u00f2 che vede, ci\u00f2 che gli insegnano,che fanno gli adulti e i suoi \u00aberoi\u00bb in campo e fuori.<\/p>\n<p><strong>La storia \u00e8 di pochi giorni fa.<\/strong> Domenica sera, quando allo stadio entrano in campo Napoli e Juventus, ad accompagnare le squadre come sempre ci sono anche i bambini che indossano le maglie di padroni di casa e avversari e si mettono a centrocampo per salutare il pubblico. Davanti alle telecamere, che lo inquadrano con la divisa bianconera dell&#8217;\u00abodiata\u00bb Juve, c\u2019\u00e8 per\u00f2 un bimbo-mascotte che copre il simbolo dello scudetto bianconero fiero di rivendicare il tifo e una rivalit\u00e0 che a Napoli \u00e8 sanguigna, che va oltre la logica, oltre Higuain e anche oltre a Sarri. Roba da grandi. Ma lui \u00e8 in campo e quindi ne approfitta. Buonsenso vorrebbe che finisse tutto l\u00ec. Anche e perch\u00e8 \u00e8 gi\u00e0 successo, durante un derby Juve-Toro, che una piccola mascotte granata che indossava la maglia bianconera mimasse alle telecamere la cresta del \u00abgallo\u00bb Belotti.<\/p>\n<p><strong>E invece (purtroppo) la storia continua<\/strong> perch\u00e8 a fine partita, sotto il naso del piccolo tifoso partenopeo, qualcuno mette addirittura un microfono e lui completa l\u2019invettiva anti juventina scimmiottando ci\u00f2 che fanno gli adulti con una colorita serie di insulti. Tanti anni fa sarebbe finita con una sgridata, una sculacciata o magari un ceffone. A futura memoria, a spiegargli che alla sua et\u00e0 andare in campo al San Paolo con Ronaldo, Dybala, Ruiz o Insigne non capita a tutti e non serve fare i fenomeni ma bisogna imparare a stare al proprio posto. Ma ormai web e social amplificano ogni respiro. Cos\u00ec in poche ore il video di quell\u2019assurda \u00abintervista\u00bb finisce in rete commentato da decine di migliaia di persone: \u00abCome sempre accade &#8211; spiega l&#8217;avvocato della famiglia Sergio Pisani &#8211; si \u00e8 scatenata una vera e propria gogna contro il piccolo e la sua famiglia con migliaia di commenti, di insulti e anche minacce. Ho chiesto l&#8217;immediata rimozione del video da parte di chiunque lo abbia pubblicato o solo condiviso perch\u00e8 \u00e8 assurdo che un minorenne possa subire l&#8217;invadenza di microfoni e telecamere senza il consenso dei genitori&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma sono gli adulti a dare l\u2019esempio.<\/strong> Nella vita e anche nello sport perch\u00e8 \u00e8 l\u00ec che si comincia. Nei campetti di periferia, negli spogliatoi, nelle sfide tra pulcini, allievi, juniores \u00e8 tutto uno scimmiottare ci\u00f2 che fanno i grandi in campo e fuori. E non sempre il circolo \u00e8 virtuoso, anzi: la deriva \u00e8 pessima. Non c\u2019entrano solo il calcio, la pallavolo, il basket o chiss\u00e0 quale altro sport, non c\u2019entrano solo i campioni che insultano, mandano arbitri a quel paese, barano in campo e fuoricampo. C\u2019entrano cultura ed educazione. C\u2019entrano genitori arroganti sugli spalti che sono ugualmente arroganti in auto, durante la coda ad uno sportello, con i professori dei loro ragazzi, al lavoro, in casa. E i figli fanno ci\u00f2 che fanno loro perch\u00e8 sono carte assorbenti che raccolgono il bene e il male. E\u2019 una perversa catena di Sant\u2019Antonio dove conta solo primeggiare, battere l\u2019avversario, vincere e magari poi sbeffeggiare i battuti.<\/p>\n<p><strong>E allora arrivano quasi come una boccata d\u2019ossigeno le prime dichiarazioni di Quique Seti\u00e8n,<\/strong> neo allenatore del Barcellona che, arrivato al Nou Camp, ha spiegato al mondo qual \u00e8 la sua filosofia di sport: \u00abBisogna dare un\u2019importanza anche allo sforzo, all\u2019impegno, a come si valorizzano le risorse di cui si dispone e alla verit\u00e0- ha detto- Stiamo trasmettendo ai nostri figli e alle nuove generazioni l\u2019idea che se non vinci non sei una persona valida. Stiamo creando cos\u00ec una tremenda quantit\u00e0 di falliti\u00bb. Il resto sono chiacchiere. Anzi, solo ipocrisia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ipocrisia del fair play, di chi si illude che basti far indossare a un bambino la maglia della squadra avversaria e mandarlo in campo mano nella mano con i campioni per insegnargli i valori dello sport. Ipocrisia di un calcio incapace a volte (spesso) di dare l\u2019esempio. Di un calcio che insulta, fa \u00abbuuu\u00bb, minaccia, fa a botte e arriva anche a uccidere come \u00e8 successo poche settimane in un agguato tra tifosi in Basilicata. 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