{"id":27366,"date":"2020-02-04T20:41:43","date_gmt":"2020-02-04T19:41:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27366"},"modified":"2020-02-04T20:41:43","modified_gmt":"2020-02-04T19:41:43","slug":"quando-la-corsa-fa-bip-bip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/02\/04\/quando-la-corsa-fa-bip-bip\/","title":{"rendered":"Quando la corsa fa &#8220;bip bip&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cStiamo andando a 5 e quindici\u2026siamo troppo veloci. Ecco adesso 5 e venti. Perfetto\u201d. Bip, bip. \u201cE di quanto sarebbe \u2018sta corsa? Ventuno chilometri? Ma figurati, il mio Gps segna 20 e 880 metri\u2026\u201d. E ancora bip, bip. Che non c\u2019entra nulla Willy il Coyote o i cartoni animati dello \u201cScacciapensieri\u201d che ha accompagnato i pomeriggi di intere generazioni di bambini davanti alla tv della Svizzera italiana quando ancora consolle, iPad e giochi sugli IPhone facevano parte delle fantasie e di un futuro che sembrava lontanissimo. Bip, bip e\u2019 il suono di un orologio da polso che sembra un orologio da polso ma che in realta\u2019 e\u2019 tante altre cose. E\u2019 il suono della tecnologia applicata alla corsa. Un bip ogni 100, 500, mille metri basta solo decidere l\u2019impostazione e sul display dell\u2019orologione ti appare tutto ci\u00f2 che non ti immagini. \u00c8 la magia dei satelliti che ci ci spiano, ci dicono se tra un mese sar\u00e0 nebbia, pioggia o grandine e ci dicono anche in tempo reale a che velocit\u00e0 stiamo correndo. Ci informano sui battiti del nostro cuore, sulle calorie che stiamo consumando, sul percorso che stiamo seguendo, se dobbiamo rallentare o accelerare rispetto alla nostra tabella di marcia, se stiamo per affrontare una salita, una discesa o se dobbiamo continuare ad andare dritti e in piano. Insomma ci guidano. Forse anche troppo. Gi\u00e0 perch\u00e8 negli anni gli orologioni sono diventati sempre piu precisi, stilosi, piccoli e funzionali. E si sono moltiplicati. Cosi oggi si puo\u2019 correre con gps da polso, da braccio, da mettere alla cintola dei calzoncini, nella suola delle scarpe. Si puo\u2019 correre con la musica o con la voce di un trainer che da un auricolare ti dice quando e\u2019 il momento di accelerare, di scattare e di recuperare. \u00c8 se si accorge che sei in crisi ti spiega anche come fare per non mollare. Quasi fantascienza, anzi no. Cosi\u2019 nella pancia del gruppo c\u2019\u00e8 sempre quello con l\u2019orologione al polso che detta il ritmo agli amici che corrono con lui. Funziona cos\u00ec perch\u00e9 al Gps da corsa non ci si arriva subito. Chi comincia a correre all\u2019inizio non sa neppure che esista. Si affida alle proprie sensazioni e mette un piede davanti all\u2019altro senza preoccuparsi troppo. Ma la corsa piano piano ti presenta il conto. All\u2019inizio sembra una fatica immonda, poi diventa un po\u2019 (ma solo un po\u2019 ) pi\u00f9 piacevole e alla fine ti avvolge stravolgendoti la vita e le giornate. Sar\u00e0 che cambia il metabolismo, saranno le endorfine, sar\u00e0 che nonostante qualche doloretto ci si sente tutti un po\u2019 leoni ma lentamente nella testa di ogni corridore inizia un irreversibile processo di cambiamento. Cambiamento nel senso che si cominciano a cambiare tutti gli accessori della corsa che fino a qualche giorno prima sembravano perfetti. \u00c8 una questione di esigenze. Cos\u00ec scarpe pi\u00f9 \u201cfiche\u201d (come dice mio figlio)\u2019 pi\u00f9 tecniche e pi\u00f9 leggere, pantaloncini griffati e aderenti, maglia in rivoluzionario tessuto caldo d\u2019inverno, freddo d\u2019estate e tiepido nelle mezze stagioni (che per\u00f2 non ci sono pi\u00f9\u2026 ), guanti e cappellino hi-tech, calze turbo auto massaggianti per piedi e polpacci. \u00c8 il punto di non ritorno. Benvenuti nel mondo dei runner tecnologici, da cui non se ne esce pi\u00f9. \u00c8 da qui a mettersi al polso l\u2019orologione satellitare il passo non \u00e8 breve: e\u2019 immediato. Librettino delle istruzioni, cavo, presa USB, computer, ricarica e via. Si parte per una dimensione assistita della corsa che nulla pi\u00f9 lascia al caso. Allenamenti, ripetute, distanze, tempi, recuperi, calorie consumate e da consumare, zone di frequenza cardiaca per \u201clipidici\u201d e potenziamenti, altimetrie, velocit\u00e0 minima, media e massima indicate al millimetro. \u00c8 tutto indicato, tutto scritto su quel display quadrato che si pu\u00f2 dividere in tre, quattro, cinque finestre. E in ognuna c\u2019\u00e8 il riassunto di un pezzettino della tua fatica. E chi se lo mette al polso dopo un primo momento di infantile, giustificabile euforia per le sorprendenti capacit\u00e0 del nuovo giocattolino poi sente l\u2019irrefrenabile esigenza di condividere. \u00c8 torniamo nella pancia del gruppo, di una tapasciata, di una mezza o di una maratona. Dopo tanti anni di corse e di corridori incontrati non ho ancora ben capito cosa spinga qualcuno che ti sta correndo a fianco improvvisamente ad informanti sulle condizioni della tua corsa. Ogni volta la sorpresa e la stessa di quando ci si imbarca su un aereo e nei primi minuti di volo si resta un po\u2019 storditi e assort\u00ec nei propri pensieri un po\u2019 anche per la paura. \u00c8 la voce del comandante ti fa sussultare, un po\u2019 come quella del tipo col Gps che ti sta correndo al fianco. Bip,bip: \u201cStiamo correndo a 5 minuti al chilometro che equivale ad andare a 12 orari, abbiamo percorso 19 km e 770 metri, consumato 1870 calorie e se manteniamo questo passo l\u2019arrivo al traguardo e\u2019 previsto per le ore 11.48\u2033. Bip, bip. \u201cAh, dimenticavo\u2026ci sono 18 gradi, una umidit\u00e0 dell\u201980 per cento e all\u2019arrivo il tempo e\u2019 buono\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cStiamo andando a 5 e quindici\u2026siamo troppo veloci. Ecco adesso 5 e venti. Perfetto\u201d. Bip, bip. \u201cE di quanto sarebbe \u2018sta corsa? Ventuno chilometri? 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