{"id":27370,"date":"2020-02-05T18:26:08","date_gmt":"2020-02-05T17:26:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27370"},"modified":"2020-02-05T18:26:08","modified_gmt":"2020-02-05T17:26:08","slug":"calderan-nel-deserto-del-quarto-vuoto-un-viaggio-allinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/02\/05\/calderan-nel-deserto-del-quarto-vuoto-un-viaggio-allinferno\/","title":{"rendered":"Calderan nel deserto del Quarto Vuoto: &#8220;Un viaggio all&#8217;inferno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/02\/de2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-27374\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/02\/de2-300x225.jpg\" alt=\"de2\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/02\/de2-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/02\/de2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/02\/de2.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ha rischiato <strong>Max\u00a0Calderan.<\/strong> Ha rischiato di non farcela, di non finire la sua incredibile attraversata che in diciannove giorni lo ha portato a percorrere quasi 1200 chilometri nel Quarto vuoto, il deserto del <strong>Rub Al Khali,<\/strong> la pi\u00f9 grande distesa\u00a0di\u00a0sabbia al mondo nella parte pi\u00f9 meridionale della\u00a0Penisola araba. Ma anche anche rischiato la pelle\u00a0 perch\u00e8 gli ultimi duecento chilometri di traversata sono stati davvero terribili,\u00a0 con il &#8220;figlio del deserto&#8221; come lo chiamano da quelle parti, che ha dovuto fare i conti con fatica, un meteo estremo con temperature altissime e sabbia bollente e la disidratazione per venire a capo di un&#8217;impresa che mai nessun uomo aveva osato neppure pensare.\u00a0\u201c\u00c8 stato un viaggio all\u2019inferno- racconta- per procedere lungo il percorso che avevo programmato ho dovuto fare molte deviazioni a causa di alcune dune impossibili da superare\u00a0e ad un certo punto mi sono ritrovato uno stato di profonda allucinazione.\u00a0 L\u2019ultimo tratto l\u2019ho affrontato in totale solitudine, il mio team mi aspettava all\u2019arrivo e persino la societ\u00e0 saudita che gestiva logistica e sicurezza si \u00e8 rifiutata di procedere a causa della pericolosit\u00e0 del percorso. Ho pensato di fermarmi, di arrendermi, che avesse vinto il deserto ma poi\u00a0vedere in lontananza le sagome dela mia squadra \u00e8 stato come vivere in un sogno. Mi sono sentito un miracolato\u201d.\u00a0 Paura e felicit\u00e0. A volte il confine \u00e8 una linea sottilissima, un crinale pericoloso su cui ci si incammina per inseguire un&#8217;avventura, un progetto. Quasi sempre un sogno.\u00a0 Paura che diventa felicit\u00e0 quando\u00a0 ritrovi i volti delle persone che lavorano con te, che ti hanno sostenuto e seguito. E che ti stanno aspettando: &#8220;Quando sono arrivato\u00a0erano increduli\u00a0 anche i poliziotti che ho \u00a0incontrato alla frontiera- racconta Calderan-\u00a0 Ho detto loro che avevo appena concluso la traversata del Quarto Vuoto e non riuscivano a capacitarsi, a pensare che stavo camminando da pi\u00f9 di mille chilometri in quel deserto. Subito sono arrivate altre auto della polizia e abbiamo festeggiato. Ci hanno offerto cibo e acqua, sono stati gentilissimi e alla fine abbiamo scattato una bellissima foto ricordo.\u201d\u00a0 <strong>Max Calderan,<\/strong> nato 52 anni fa a Portogruaro vive da tempo a Dubai, conosce perfettamente l&#8217;arabo e nei deserti si fa chiamare Al Madhi. Dal punto di vista medico \u00e8 una &#8220;anomalia fisiologica&#8221;: i test del Dna<strong>\u00a0<\/strong>hanno infatti rivelato che ha livelli estremamente bassi di cortisolo e quindi che il suo corpo pu\u00f2 tollerare livelli estremi di stress impensabili per la maggiorparte delle persone e che in molte sue imprese gli hanno permesso di sopravvivere\u00a0in condizioni che vanno oltre i limiti umani.\u00a0 Non \u00e8 nuovo ad imprese simili. Tra le sue esplorazioni\u00a0spiccano i 120 km percorsi nel deserto in 24 ore nel luglio del 2013, con temperature della sabbia prossime ai 74\u00b0, in totale privazione di acqua e cibo;\u00a0 l&#8217;attraversamento nel 2007 del Tropico del Cancro in Oman, 437 chilometri in 90 ore e nel maggio 2009\u00a0 la tratta\u00a0Ramallah-Monte Sinai, correndo la Run for Love partendo da Ramallah. Quattro anni fa ha attraversato\u00a0 un altro deserto di 365 chilometri in 128 ore negli Emirati Arabi.\u00a0 \u00a0Ma il Quarto Vuoto va oltre il limite e forse l&#8217;immaginazione.\u00a0 Il deserto del Rub Al Khalil \u00e8 uno degli ultimi angoli della Terra rimasto inesplorato.<strong>\u00a0 <\/strong>Calderan ne \u00e8 venuto a capo marcando oltre 100 punti d\u2019interesse lungo il percorso che \u00e8 profondamente diverso da quello\u00a0segnalato sulle mappe satellitari.\u00a0\u00a0Dune instabili, alte fino a 300 metri e accecanti tempeste di sabbia rendono la navigazione quasi impossibile.\u00a0 Non solo. Serpenti velenosi, ragni, scorpioni, caldo torrido e la scarsit\u00e0 di pioggia lo caratterizzano come\u00a0il clima pi\u00f9 proibitivo della Terra. Persino gli uccelli migratori volano con centinaia di miglia di distanza dal deserto\u00a0per evitarlo. La traversata lascer\u00e0 un segno perch\u00e8 il percorso diventer\u00e0 da subito\u00a0\u00a0la &#8220;Calderan\u00a0Line&#8221;\u00a0in onore di questa sua incredibile impresa e sar\u00e0\u00a0inserita nelle cartine geografiche dell\u2019Arabia Saudita.\u00a0<strong>\u00a0<\/strong>\u201cIn queste ore sto tornando a Dubai e ancora non posso credere a quello che abbiamo fatto- spiega- i grattacieli della citt\u00e0 mi sembrano finti. Da oggi nulla sar\u00e0 come prima per me. La prima cosa che far\u00f2 in albergo sar\u00e0 una doccia, momento che ho desiderato a lungo ma che al tempo stesso mi rende triste perch\u00e9 sar\u00e0 come scrollarsi di dosso quest\u2019avventura che con grande sacrificio mi sono vestito addosso\u201d. L&#8217;impresa diventer\u00e0 anche un documentario: &#8220;Nel deserto perduto&#8221; girato da una troupe dell\u2019Empty Quarter Studios, che ha l&#8217;esploratore veneto nel suo viaggio. &#8220;Alla maggior parte del pubblico Il Quarto Vuoto sembrer\u00e0 un pianeta come un altro incredibilmente secco, caldo e privo di vegetazione- racconta- Ma entro trent&#8217;anni, se non si far\u00e0 nulla per ridurre il cambiamento climatico, molti di questi spettatori troveranno paesaggi simili sempre pi\u00f9 vicino a loro&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ha rischiato Max\u00a0Calderan. Ha rischiato di non farcela, di non finire la sua incredibile attraversata che in diciannove giorni lo ha portato a percorrere quasi 1200 chilometri nel Quarto vuoto, il deserto del Rub Al Khali, la pi\u00f9 grande distesa\u00a0di\u00a0sabbia al mondo nella parte pi\u00f9 meridionale della\u00a0Penisola araba. 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