{"id":27599,"date":"2020-03-28T18:31:45","date_gmt":"2020-03-28T17:31:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27599"},"modified":"2020-03-28T20:02:41","modified_gmt":"2020-03-28T19:02:41","slug":"e-quando-tutto-sara-finito-ognuno-avra-il-suo-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/03\/28\/e-quando-tutto-sara-finito-ognuno-avra-il-suo-sport\/","title":{"rendered":"E quando tutto sar\u00e0 finito ognuno avr\u00e0 il suo sport&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/03\/libro-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-27600\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/03\/libro-1-300x214.jpg\" alt=\"libro (1)\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/03\/libro-1-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/03\/libro-1.jpg 803w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mai pi\u00f9 in gruppo? Mai pi\u00f9 tutti insieme, spalla a spalla, ruota a ruota? Niente pi\u00f9 abbracci, pacche sulle spalle, borracce passate? Niente di niente?\u00a0 Tutto cambier\u00e0, dicono. Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima e quel nulla mette insieme tutte le cose che riempiono la nostra vita. A cominciare dallo sport. Come sar\u00e0 lo sport dopo il coronavirus nessuno pu\u00f2 dirlo in questo momento.\u00a0 Impossibile prevedere gi\u00e0 solo quandosi potr\u00e0 anche solo tornare a correre sulle strade o a pedalare, figurarsi pronosticare il ritorno alla normalit\u00e0. Che poi, necessariamente,\u00a0 sar\u00e0 un&#8217;altra normalit\u00e0. Perch\u00e8 il tempo aggiusta le cose, le rimette in ordine,\u00a0 ricrea gli equilibri. C&#8217;\u00e8 sempre una nuova normalit\u00e0 anche nella situazione peggiore. E mi torna in mente &#8220;La Guerra del Peloponneso&#8221;, una versione di Tucidide fatta al Ginnasio che pochi giorni fa un mio compagno di liceo ha condiviso in un messaggio: &#8220;I medici nulla potevano, per fronteggiare questo morbo ignoto, che tentavano di curare per la prima volta. Ne erano anzi le vittime pi\u00f9 frequenti, poich\u00e9 con maggiore facilit\u00e0 si trovavano esposti ai contatti con i malati. Ogni altra scienza o arte umana non poteva lottare contro il contagio. Le suppliche rivolte agli altari, il ricorso agli oracoli e ad altri simili rimedi riuscirono completamente inefficaci: desistettero infine da ogni tentativo e giacquero, soverchiati dal male&#8221;.\u00a0 Non andr\u00e0 cos\u00ec.\u00a0 Torneremo a pedalare in gruppo, a imprecare per il vento in faccia, a sudare, soffrire e a star bene. Quando tutto sar\u00e0 finito ognuno avr\u00e0 il suo sport. E sar\u00e0 pi\u00f9 bello di prima&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo sport \u00e8 una strada innevata, un freddo cane, le foglie ghiacciate che scrocchiano sotto le ruote di una bici e un silenzio assoluto che trasforma l\u2019argine del Ticino in uno spazio\u00a0 metafisico dove la realt\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che vuoi tu. Finalmente. Il senso pi\u00f9 intimo dello sport \u00e8 quello che ti tieni dentro. Senza\u00a0 troppi selfie,\u00a0 senza smartphone, senza squilli di trombe. E\u2019 quello che fai per te: roba tua. Tua la gioia, tua la fatica, tuoi i chilometri, salite, discese,\u00a0 pioggia e fango quando capita. E capita. Il senso pi\u00f9 intimo dello sport \u00e8 la tua storia, il tuo presente che cambia di giorno in giorno, di anno in anno. L\u2019aspettativa che si trasforma, che diventa qualcos\u2019 altro, diventa ci\u00f2 che vuoi tu. Cambiano le sfide e gli avversari se mai ce ne sono stati. Cambiano le velocit\u00e0 e le distanze. Cambia un po\u2019 anche la filosofia, perch\u00e8 lo sport \u00e8 soprattutto una filosofia che mette a posto un sacco di cose, di casini quotidiani, di pensieri, di \u201crogne\u201d. E allora svaniscono come d\u2019incanto le gabbie,\u00a0 le griglie, i chip che non servono pi\u00f9. Non sono pi\u00f9 necessari perch\u00e8 la fatica e la voglia di farla non hanno bisogno di essere misurate. Si va a sensazione e non ci si prova neanche pi\u00f9 a fermare il tempo. Niente classifiche, niente cronometri, si arriva quando si arriva ed \u00e8 il tempo giusto.\u00a0 Senza\u00a0tagliare, senza cercare scorciatoie che non servono perch\u00e8 poi i conti li fai tu ed \u00e8 ovvio che non tornano. A pane e acqua,\u00a0 rallentando con gli anni,\u00a0 un po\u2019 pi\u00f9 tranquilli per non sembrare presuntuosi e patetici e perch\u00e8 la\u00a0<em>ubris<\/em>\u00a0\u00e8 un peccato di quelli che si pagano a caro prezzo, il peggio che si possa fare per inimicarsi gli dei. E allora testa bassa e pedalare come sempre. Magari non pi\u00f9 in gruppo, in direzione ostinata e contraria ma senza esibirsi, senza fare gli sbruffoni, tosti come sempre. Per\u00f2 un po\u2019 pi\u00f9 saggi come chi conosce le salite, l\u2019unica sfida, quella che vale, dove s\u2019incrociano gli sguardi e dove resti sempre solo con le tue gambe. Forza e pazienza. Fiato e tenacia che non hanno tempo e non hanno et\u00e0.\u00a0 Fino in cima e\u00a0 fino alla fine perch\u00e8 in fondo basta avere e pazienza e si arriva.\u00a0 E quando si va un po\u2019 avanti con gli anni cambia il modo di vedere le cose. Eviti di sprecare tempo, fai ci\u00f2 che ti piace ( o almeno ci provi), dici sempre pi\u00f9 spesso ci\u00f2 che pensi, scegli chi vedere, con chi mangiare, con chi pedalare e te ne freghi di essere di moda. Molto spesso eviti le folle. Si perch\u00e8 \u00e8 la folla, l\u2019affollamento, che fa la differenza. Sempre. Cos\u00ec la cena \u00e8 una buona cena se non devi sgomitare col vicino di tavolo al ristorante, un week end diventa un grande week end se non ti intruppi nel rientro in autostrada e una vacanza \u00e8 una bella vacanza se ti ritrovi in una spiaggia vuota o \u00a0nel silenzio di una montagna, a godere di una strada deserta dove l\u2019unico rumore \u00e8 quello dei copertoncini della tua bici. \u00a0E chissenefrega se su trip advisor sono posti non pervenuti\u2026Meglio. Quando si va un po\u2019 avanti negli anni ci si rassegna a fare i conti con se stessi. Non \u00e8 una sconfitta. E\u2019 l\u2019esatto contrario. E\u2019 il meglio che possa capitare perch\u00e8 la frenesia del competere, dello star davanti, del tempo da fermare su un cronometro lascia spazio all\u2019impresa, alla tua impresa. A prescindere. Fai i conti con te stesso e resti esigente. Niente sconti, come sempre. Per\u00f2 al tuo ritmo, con la tua voglia, le tue forze. Con la tua soddisfazione. Una maratona, un triathlon, un allenamento lungo, un viaggio in bici diventano il terreno per \u00a0capire a che punto sei, come stai messo, cosa ti puoi concedere e fino a che punto potrai arrivare. E la tua quotidiana resa dei conti. Il bilancio della tua capacit\u00e0 e della tua voglia di continuare a sognare. Che che si misura nei soliti gesti: \u00a0allacciarsi le scarpe da corsa, \u00a0il casco, \u00a0la cerniera del body. \u00a0Fatica e voglia di patire il caldo, di prendere freddo e acqua in bici se capita. E capita. Di sentire il sudore che cala sugli occhi e ti fa impazzire, di aver male ai muscoli, di sentirli bruciare quando sali le scale di casa. \u00a0Funziona cos\u00ec. Funziona che piano piano rallenti per\u00f2 proprio quella lentezza ti permette di godere in pieno di una nuotata in mare, bracciata dopo bracciata. Ti permette di assaporare un lungo a piedi o in bici chilometro dopo chilometro. Sembra un miracolo vedere l\u2019asfalto che continua a scorrere sotto le tue ruote. Sembra un miracolo trovare l\u2019energia per pedalare 50, 100, 130, 180 chilometri,\u00a0 continuare a salire quando la strada s\u2019impenna,\u00a0 arrivare al traguardo. Piano. Senza fretta. Senza strafare. Senza dover dimostrare nulla a nessuno. Senza l\u2019idea di fare cose straordinarie se non per te stesso. Senza presunzione. Cambia la prospettiva ma non \u00e8 detto che sia peggio\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Lo Sport rende felici&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong>edizioni Il Giornale<\/strong><br \/>\n<strong>Fuori dal Coro<\/strong><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mai pi\u00f9 in gruppo? Mai pi\u00f9 tutti insieme, spalla a spalla, ruota a ruota? Niente pi\u00f9 abbracci, pacche sulle spalle, borracce passate? Niente di niente?\u00a0 Tutto cambier\u00e0, dicono. 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