{"id":27788,"date":"2020-05-07T17:53:33","date_gmt":"2020-05-07T15:53:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27788"},"modified":"2020-05-07T17:54:05","modified_gmt":"2020-05-07T15:54:05","slug":"con-queste-regole-nuoto-e-sport-muoiono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/05\/07\/con-queste-regole-nuoto-e-sport-muoiono\/","title":{"rendered":"&#8220;Con queste regole nuoto e sport affogano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/sacchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-27789\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/sacchi-206x300.jpg\" alt=\"sacchi\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/sacchi-206x300.jpg 206w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/sacchi.jpg 609w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a>Ripartire? Noi siamo pronti, certo \u00e8 che con queste linee guida la prospettiva \u00e8 abbastanza inquietante&#8230;\u00bb. <strong>Luca Sacchi,<\/strong> olimpionico del nuoto azzurro a Barcellona nel &#8217;92 e presidente della DDs di Settimo milanese, uno dei centri e delle societ\u00e0 sportive che vanno per la maggiore nel nostro Paese, parla da dirigente sportivo ma soprattutto da imprenditore di una azienda che d\u00e0 lavoro a una settantina di persone tra addetti e tecnici e intorno alla quale gravitano 3500 sportivi tra cui molti atleti di livello nazionale tra nuoto e triathlon.<\/p>\n<p><strong>Il suo \u00e8 un Sos su una Fase 2 che potrebbe ricominciare dal prossimo 18 maggio<\/strong> ma che, anche per lo sport, appare tutta in salita cos\u00ec com&#8217;\u00e8 confusa tra regole spesso contraddittorie e difficilmente sostenibili: \u00abIl problema non \u00e8 solo ci\u00f2 che \u00e8 stato- spiega- ma sopratutto ci\u00f2 che ci aspetta, una bomba economica che rischia di non far neppure riaprire molti centri sportivi. Due mesi e pi\u00f9 di quarantena pesano. Sono un stop che rischia di mettere in ginocchio anche realt\u00e0 solide. Per noi il danno si aggira sul mezzo milione, che \u00e8 un quarto del nostro fatturato&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vasche vuote, senz&#8217;acqua.<\/strong> Impianti spenti come mai era successo ed \u00e8 un precedente che apre molti interrogativi: \u00abIl nostro centro sportivo non ha mai chiuso- spiega Sacchi- Lo stop pi\u00f9 lungo \u00e8 stato di 5 giorni e quindi non sappiamo bene cosa accadr\u00e0 quando rimetteremo in moto gli impianti per riempire le vasche, per disinfettare le acque con il cloro\u00bb. \u00abA tutto ci\u00f2 si aggiunge l&#8217;incertezza su come dovremo riorganizzare tutta la gestione nella fase 2- continua il presidente della Dds- Siamo in attesa di sapere qualcosa dal governo, che ci spieghi con chiarezza cosa fare perch\u00e8 attualmente l&#8217;unica disposizione \u00e8 la direttiva sulle linee guida della Federnuoto, 18 pagine di disposizioni molto articolate ma anche difficilmente applicabili a partire da una serie infinita limitazioni che impongono il rispetto delle distanza in acqua e che partono dal presupposto che atleti, amatori, appassionati nuotino tutti alla stessa velocit\u00e0 e non si fermino mai. Praticamente impossibile&#8230;\u00bb. Non solo.<\/p>\n<p><strong>Anche per i centri sportivi si parla infatti di ingressi contingentati,<\/strong> di mascherine, di sanificazioni pi\u00f9 o meno quotidiane, di gel agli ingressi, di distanze negli spogliatoi e nelle docce, di sanificazione degli attrezzi dopo il singolo uso. Teoria e pratica, quasi sempre due mondi distanti che cozzano con quelle che sono poi le esigenze reali. \u00abIl problema vero \u00e8 che attenendosi alle regole che ci verranno imposte per gestire un centro sportivo servirebbe il doppio del personale e diventerebbe impossibile da sostenere economicamente &#8211; spiega Sacchi- Non solo da un punto di vista agonistico ma soprattutto da quello che riguarda l&#8217;azienda che vive non solo ovviamente sull&#8217;attivit\u00e0 di atleti e campioni ma anche su chi viene qui a fare sport per il semplice benessere, sui corsi, sull&#8217;attivit\u00e0 giovanile.<\/p>\n<p><strong>Un esempio sono i campus per i ragazzi<\/strong> che da sempre noi organizziamo in estate e sono molto frequentati perch\u00e8 rappresentano una soluzione per molte famiglie che lavorano e, a scuole chiuse, hanno spesso il problema di dover gestire i figli. Generalmente riusciamo a contenere i costi allargando i gruppi a 15-20 ragazzi, ora dovremmo limitarci a gruppi di 5 e sinceramente la cifra che dovremmo chiedere alle famiglie \u00e8 improponibile&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; un po&#8217; l&#8217;effetto domino scatenato da questa pandemia<\/strong> che, ancora una volta mette purtroppo in chiaro come nel nostro Paese lo sport continui a venire dopo, da sempre considerato solo gioco e divertimento e mai invece impresa che produce lavoro, benessere e soprattutto risparmi su una spesa sanitaria su cui chi si allena non va ad incidere: \u00abPurtroppo \u00e8 cos\u00ec- spiega Sacchi- Da noi manca la cultura della pratica sportiva legata al benessere, alla produttivit\u00e0, ai valori sociali. Lo sport continua ad essere considerato come un vuoto a rendere con tutto ci\u00f2 che ne consegue. Anche per questo le prospettive di ripartenza sono inquietanti&#8230;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ripartire? Noi siamo pronti, certo \u00e8 che con queste linee guida la prospettiva \u00e8 abbastanza inquietante&#8230;\u00bb. Luca Sacchi, olimpionico del nuoto azzurro a Barcellona nel &#8217;92 e presidente della DDs di Settimo milanese, uno dei centri e delle societ\u00e0 sportive che vanno per la maggiore nel nostro Paese, parla da dirigente sportivo ma soprattutto da imprenditore di una azienda che d\u00e0 lavoro a una settantina di persone tra addetti e tecnici e intorno alla quale gravitano 3500 sportivi tra cui molti atleti di livello nazionale tra nuoto e triathlon. 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