{"id":27857,"date":"2020-05-21T23:11:06","date_gmt":"2020-05-21T21:11:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27857"},"modified":"2020-05-23T14:31:52","modified_gmt":"2020-05-23T12:31:52","slug":"mai-in-scia-ora-piu-che-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/05\/21\/mai-in-scia-ora-piu-che-mai\/","title":{"rendered":"Mai in scia, ora pi\u00f9 che mai"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/die.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-27858\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/die-300x156.jpg\" alt=\"die\" width=\"300\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/die-300x156.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/die-1024x531.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/die.jpg 1153w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il problema sono droplet e\u00a0 sudore: un metro, due, cinque, forse anche dieci o venti. In bici ai tempi del coronavirus in scia non si pu\u00f2 stare, bisogna stare parecchio lontani. E&#8217; come in certe gare di triathlon, &#8220;no draft&#8221; si chiamano\u00a0 che poi \u00e8 la stessa cosa che in italiano.\u00a0 Ma, rischi di contagio a parte, c&#8217;\u00e8 chi in scia non ci sa stare. Troppo vantaggio. Ci si mette in coda alla bici davanti e si va pi\u00f9 veloci di ci\u00f2 che si \u00e8 capaci, si sfrutta la fatica degli altri. Comodo. Invece nelle corse dove la scia non c\u2019\u00e8 si impara\u00a0 a fare i conti solo sulle proprie forze. E\u2019 un patto, si sa prima. Ed \u00e8 un bell\u2019esercizio fisico ma soprattutto mentale perch\u00e8 quando si \u00e8 soli si ha pi\u00f9 tempo per pensare. Ti girano un sacco di cose nella testa. La fatica\u00a0 aiuta a metabolizzare i pensieri. E\u2019 un circolo vizioso: si pensa per non pensare alla fatica.\u00a0 Ma non si sta in scia\u00a0non\u00a0perch\u00e8 \u00e8 scritto in un regolamento, perch\u00e8 ci sono i giudici, per la paura di un cartellino rosso. Non si sta in scia per scelta, per coerenza, perch\u00e8 alla fine la classifica \u00e8 quella che ognuno sa, non quella che posta sui social.\u00a0 E quasi una filosofia non stare in scia. Che poi c\u2019\u00e8 una scia in bici e c\u2019\u00e8 una scia nella vita. Ci si accoda, si segue sempre qualcuno che fa cose per te, pensa per te, decide per te, amministra per te. Spesso \u00e8 un fatto di pigrizia. Ma\u00a0 mettersi in scia non \u00e8 delegare: \u00e8 arrendersi. Come scriveva Fabrizio\u00a0<strong>De Andr\u00e8<\/strong>\u00a0 la scelta\u00a0 coraggiosa non \u00e8 stare a ruota ma andare sempre \u201cin direzione ostinata e contraria\u2026\u201d.\u00a0 E ora pi\u00f9 che mai. E&#8217; un bell&#8217;allenamento, l&#8217;occasione perch\u00e8 diventi anche una bella abitudine&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il problema sono droplet e\u00a0 sudore: un metro, due, cinque, forse anche dieci o venti. In bici ai tempi del coronavirus in scia non si pu\u00f2 stare, bisogna stare parecchio lontani. E&#8217; come in certe gare di triathlon, &#8220;no draft&#8221; si chiamano\u00a0 che poi \u00e8 la stessa cosa che in italiano.\u00a0 Ma, rischi di contagio a parte, c&#8217;\u00e8 chi in scia non ci sa stare. Troppo vantaggio. Ci si mette in coda alla bici davanti e si va pi\u00f9 veloci di ci\u00f2 che si \u00e8 capaci, si sfrutta la fatica degli altri. Comodo. 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