{"id":27864,"date":"2020-05-23T18:04:51","date_gmt":"2020-05-23T16:04:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=27864"},"modified":"2020-05-23T20:41:13","modified_gmt":"2020-05-23T18:41:13","slug":"il-mal-di-ciclismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/05\/23\/il-mal-di-ciclismo\/","title":{"rendered":"Il mal di ciclismo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/tic.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-27865\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/tic-167x300.jpg\" alt=\"tic\" width=\"167\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/tic-167x300.jpg 167w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/05\/tic.jpg 442w\" sizes=\"(max-width: 167px) 100vw, 167px\" \/><\/a>Rassegnatevi, non si guarisce neppure con gli anni.\u00a0 Mamme, mogli, amici, fidanzate rassegnatevi tutti. La bici non cambier\u00e0 il mondo e forse non risolver\u00e0 i problemi di mobilit\u00e0 delle grandi citt\u00e0 ma il ciclismo \u00e8 una meravigliosa malattia da cui non si guarisce. Non c&#8217;\u00e8 modo, visto che fa tornar bambini e quindi chi si ammala non ha nessuna intenzione di curarsi. Strano sport quello dove si gode a far fatica. Uno dei pochi capaci di suscitare passione viscerale o disinteresse totale, dove non sono previste vie di mezzo. Basta una bici, una salita o uno sterrato per riavvolgere lo scorrere del tempo. Basta entrare in un negozio di biciclette e respirare quel profumo di copertoni nuovi,\u00a0 per ritrovarsi con gli occhi che brillano, gli stessi di quando a sette anni c&#8217;eri entrato la prima volta mano a mano con tuo padre. La prima bici non si scorda mai, ma neanche la seconda, la terza, la quinta. Tutte l\u00ec impresse nella mente o custodite in garage che a buttarle via si fa sempre in tempo. Strano sport il ciclismo perch\u00e8 anche a sessant&#8217;anni ti porta ancora a rischiare\u00a0 l&#8217;osso del collo seguendo tuo figlio in mountainbike sulle sponde del Ticino. Perch\u00e8 ti continua a far sentire &#8220;ignorante&#8221; nonostante i capelli bianchi e la saggezza profusa in tanti bei discorsi sull&#8217;agonismo che a una certa et\u00e0 deve lasciare il posto al piacere di pedalare per divertirsi, per star bene, per socializzare.\u00a0\u00a0Che poi quando uno ti supera ti si chiude la vena e buonanotte ai suonatori&#8230; Strano sport il ciclismo che ti porta e mettere sul tetto una bici che vale quasi sempre il doppio della tua auto, che \u00e8 sempre l&#8217; &#8220;affare&#8221; della vita e che guai se in hotel non te la lasciano portare\u00a0 in camera. Una &#8220;fede&#8221; che ti spinge a santificare i\u00a0 pomeriggi estivi alle tappe del\u00a0 Giro e del Tour e, nei casi pi\u00f9 gravi, anche alle volate del Giro della Norvegia. C&#8217;\u00e8 poi chi guarda anche le repliche, ma l\u00ec la malattia davvero non d\u00e0 pi\u00f9 speranze. Comunque non si scappa. Cascasse il mondo dalle due alle cinque ci si mette l\u00ec, davanti alla tv, e si aspetta che accada qualcosa ma anche se poi non accade nulla va bene lo stesso.\u00a0 Anzi meglio. Le tappe noiose sono quelle dove si fa la differenza, dove ci si conta, dove si capisce\u00a0 chi sono i\u00a0<em>parvenue\u00a0<\/em>dei pedali. I tapponi piatti dove il gruppo procede compatto, i\u00a0trasferimenti infiniti dove i telecronisti fanno i miracoli per inventarsi una telecronaca che abbia un senso sono la manna per i malati che vanno alla ricerca dei dettagli, spiano bici, rapporti, occhiali, caschi, scarpe. Colgono chiss\u00e0 quali discorsi tra i capitani che si avvicinano alle ammiraglie e i direttori sportivi, leggono i labiali,\u00a0 si affascinano vedendo i meccanici che regolano un cambio sporgendosi con mezzo busto da un\u2019auto in corsa. Noia assoluta. Noia totale che serve a scremare chi non pu\u00f2 capire.\u00a0 Viene da dire che restano i migliori, quelli che conoscono nomi, cognomi, maglie, e numeri. Quelli che se Sagan allunga, capiscono al volo se sta provando la gamba o se non lo prendono pi\u00f9.\u00a0 Quelli che quando c\u2019\u00e8 il tappone dolomitico si mettono in ferie. Quelli che i tornanti dello Stelvio li conoscono a memoria&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Rassegnatevi, non si guarisce neppure con gli anni.\u00a0 Mamme, mogli, amici, fidanzate rassegnatevi tutti. La bici non cambier\u00e0 il mondo e forse non risolver\u00e0 i problemi di mobilit\u00e0 delle grandi citt\u00e0 ma il ciclismo \u00e8 una meravigliosa malattia da cui non si guarisce. Non c&#8217;\u00e8 modo, visto che fa tornar bambini e quindi chi si ammala non ha nessuna intenzione di curarsi. Strano sport quello dove si gode a far fatica. 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