{"id":28011,"date":"2020-06-22T08:55:58","date_gmt":"2020-06-22T06:55:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28011"},"modified":"2020-06-22T08:55:58","modified_gmt":"2020-06-22T06:55:58","slug":"triathlete-la-magia-di-una-rivista-di-carta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/06\/22\/triathlete-la-magia-di-una-rivista-di-carta\/","title":{"rendered":"Triathlete, la magia di una rivista di carta&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/06\/tri.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28012\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/06\/tri-227x300.jpg\" alt=\"tri\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/06\/tri-227x300.jpg 227w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/06\/tri.jpg 678w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a>Parlando di ripartenza dopo il coronavirus scrive il grande direttore <strong>Marco Sbernadori<\/strong> su\u00a0<strong>Triathlete<\/strong> in edicola questo mese &#8220;che un conto \u00e8 allenarsi sui rulli, correre su un tappeto fare le scale di casa come tanti hanno fatto durante il lockdown, altro il contatto diretto con il terreno, con la strada con l&#8217;acqua&#8230;&#8221;. Insomma fare triathlon sul serio. Ed \u00e8 un po&#8217; come\u00a0 l&#8217;asettica lettura di un libro, di una rivista o di un giornale su un schermo. Manca il piacere tattile, manca il profumo delle pagine, il piacere d sfogliarle. Manca molto. Non tutto, ma comunque il meglio si perde. Bello l&#8217;ultimo numero di<strong> Triathlete<\/strong> che sta l\u00ec, paziente, sulla mia scrivania in redazione. E&#8217; la magia delle riviste di carta. Che non hanno fretta di essere consumate, archiviate in un pc che le far\u00e0 sparire.\u00a0 Un po&#8217; come le foto digitali. Le riviste di carta durano. Dai loro\u00a0 un&#8217;occhiata vorace appena te le ritrovi tra le mani fresche di stampa, leggi qualche titolo e poi le riponi quasi a conservarti il meglio, il gusto di sbocconcellarle piano piano come le buone pietanze. Leggere sulla carta \u00e8 un rito antico.\u00a0 Ma non solo leggere. E&#8217; un rito antico l&#8217;attesa del nuovo numero,\u00a0 andare a comprarlo in edicola, metterlo l\u00ec sul tavolino del salotto accanto al divano, sulla scrivania ma anche in bagno.\u00a0 A portata di mano che significa non subito, non di fretta,\u00a0 non il tempo di un like o di una condivisione.\u00a0 Perch\u00e8 leggere vuol dire prendersi il tempo che serve che non \u00e8 quello indicato al fondo degli articoli che si trovano in rete: tre, quattro, sei minuti&#8230;troppo. Chi legge sulla carta ha i suoi di tempi e non ha distrazioni,\u00a0 notifiche,\u00a0 messaggi, link che ti rimandano chiss\u00e0 dove. Se\u00a0la gode la lettura, magari con un po&#8217; di musica in sottofondo e una buona tazza di caff\u00e8.\u00a0 E poi legge, rilegge,\u00a0 a volte ritaglia, spesso sottolinea e prende appunti. Che a una certa et\u00e0 servono a ricordare, a capire, a ritrovare magari dopo qualche mese, qualche anno\u00a0 cose che non si vogliono perdere, emozioni che restano sottopelle. S\u00ec perch\u00e8, in genere, chi compra le riviste di carta molti numeri li conserva pure. Restano l\u00ec perch\u00e8 forse \u00e8 un rito anche quello o semplicemente perch\u00e8 la carta non \u00e8 come un link che lo archivi e non lo trovi pi\u00f9, svanito nell&#8217;immaterialit\u00e0 di una rete infinita e impalpabile. La carta resta, , ci si affeziona,\u00a0 scolorisce, sgualcisce, ti emoziona. La carta \u00e8 un&#8217;altra cosa. La carta canta. La carta vive&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Parlando di ripartenza dopo il coronavirus scrive il grande direttore Marco Sbernadori su\u00a0Triathlete in edicola questo mese &#8220;che un conto \u00e8 allenarsi sui rulli, correre su un tappeto fare le scale di casa come tanti hanno fatto durante il lockdown, altro il contatto diretto con il terreno, con la strada con l&#8217;acqua&#8230;&#8221;. Insomma fare triathlon sul serio. Ed \u00e8 un po&#8217; come\u00a0 l&#8217;asettica lettura di un libro, di una rivista o di un giornale su un schermo. Manca il piacere tattile, manca il profumo delle pagine, il piacere d sfogliarle. Manca molto. Non tutto, ma comunque il meglio si perde. 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