{"id":28138,"date":"2020-07-18T17:37:22","date_gmt":"2020-07-18T15:37:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28138"},"modified":"2020-07-18T17:37:22","modified_gmt":"2020-07-18T15:37:22","slug":"paola-gianotti-in-bici-non-pedala-fa-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/07\/18\/paola-gianotti-in-bici-non-pedala-fa-cultura\/","title":{"rendered":"Paola Gianotti in bici non pedala,  fa cultura&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/07\/paola.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28139\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/07\/paola-300x225.jpg\" alt=\"paola\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/07\/paola-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/07\/paola.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Rispettate i ciclisti&#8230;State a un metro e mezzo quando li sorpassate&#8230;&#8221; Cos\u00ec sta\u00a0 scritto sui cartelli gialli che <strong>Paola Gianotti,<\/strong> in questa sua settimana di girovagare in bici sulle strade del Piemonte, sta mettendo con sindaci e assessori all&#8217;inizio di molti Comuni che sposano questa sua battaglia di sicurezza iniziata due anni fa al Giro d&#8217;Italia. Pedala Paola. Pedala da sempre con tenacia e con passione, doti che l&#8217;hanno portata a fare il giro del mondo in bici e per ben tre volte nel Guinnes mondiale dei primati. Non solo. Da quando ha abbandonato, qualche anno fa, il suo lavoro da manager in una azienda per andare dove la portava il cuore,\u00a0 in bici ha messo insieme decine di migliaia di chilometri sulle strade del mondo sostenendo buone cause e battaglie di sicurezza. E i cartelli gialli sono solo l&#8217;ultima tappa di un lungo viaggio che continuer\u00e0.\u00a0 Che andr\u00e0 oltre. C&#8217;\u00e8 chi dice che che i cartelli che ricordano di rispettare chi pedala non servano a nulla. Pu\u00f2 darsi. Pu\u00f2 essere che chi non vuole vederli non se ne accorga neppure. Ma non \u00e8 questo il punto. Su quei cartelli c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9 che un&#8217;indicazione, c&#8217;\u00e8 la voglia di far incontrare mondi lontani e ostili, c&#8217;\u00e8 il seme di una cultura ciclistica che si fa sulla strada dove oggi troppo spesso ancora si &#8220;combatte&#8221; una guerra senza senso.\u00a0 Su quei cartelli c&#8217;\u00e8 un invito affinch\u00e8 ognuno faccia la sua parte perch\u00e8 incroci, semafori, precedenze, discese non fanno sconti a nessuno e basta una volta per pagare il conto finale. C&#8217;\u00e8 lo stimolo ad andare\u00a0\u00a0oltre l\u2019assurdo dibattito che vede auto contro bici e bici contro auto,\u00a0 categorie spesso interscambiabili \u00a0che portano a ragionare con la \u00a0pancia, a recriminare a insultare. Che non portano a nulla.\u00a0 Sempre la stessa litania, sempre le stesse cose, sempre il solito inconcludente confronto. Su quei cartelli gialli c&#8217;\u00e8 scritto di &#8220;accendere il cervello&#8221;, c&#8217;\u00e8\u00a0 l&#8217; appello alle\u00a0associazioni dei ciclisti, alle societ\u00e0 sportive, ai giornalisti, ai privati cittadini a sostenere la ciclabilit\u00e0 dove si decide: nei consigli comunali, nei dibattiti pubblici, negli incontri, anche nelle riunioni di condominio. Si cominci a pretendere che amministrazioni, sindaci, governatori si occupino di mettere a posto strade, segnaletica, incroci. E non \u00e8 detto che ci si debba battere solo per per le piste ciclabili, non servono battaglie talebane, non servono colpi di mano ma un chiaro confronto che spieghi come la mobilit\u00e0 sia tolleranza e rispetto di regole che valgono per chi va in auto ma anche per chi pedala. Si cominci a chiedere agli allenatori che portano i ragazzi ad allenarsi in strada di spiegar loro cosa devono fare, come si devono comportare, che siano educati e prudenti. Regole chiare. Si cominci\u00a0 mettere un freno a quelle\u00a0 Granfondo (non tutte per fortuna) che sono diventate sfide assurde per \u201cincistati\u201d, per ex agonisti bolliti\u00a0 pronti a tutto, anche a doparsi, sfide esasperate che portano ad un pensieri ed azioni esasperate&#8230;\u00a0Ecco dietro quei cartelli che <strong>Paola Gianotti<\/strong> sta mettendo sulle strade del Piemonte ci sono un bel po&#8217; di queste cose.\u00a0 E da li si comincia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Rispettate i ciclisti&#8230;State a un metro e mezzo quando li sorpassate&#8230;&#8221; Cos\u00ec sta\u00a0 scritto sui cartelli gialli che Paola Gianotti, in questa sua settimana di girovagare in bici sulle strade del Piemonte, sta mettendo con sindaci e assessori all&#8217;inizio di molti Comuni che sposano questa sua battaglia di sicurezza iniziata due anni fa al Giro d&#8217;Italia. Pedala Paola. 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