{"id":28141,"date":"2020-07-19T19:18:05","date_gmt":"2020-07-19T17:18:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28141"},"modified":"2020-07-19T19:18:05","modified_gmt":"2020-07-19T17:18:05","slug":"uomini-soli-al-comando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/07\/19\/uomini-soli-al-comando\/","title":{"rendered":"Uomini soli (al comando)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/07\/macerone.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-24617\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/07\/macerone-300x224.jpg\" alt=\"macerone\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/07\/macerone-300x224.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2018\/07\/macerone.jpg 812w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;era una volta <strong>Fausto Coppi<\/strong>, uomo solo al comando come lo ricordano tutti. Ma c&#8217;era una volta anche<strong> Colin Smith<\/strong>, un\u00a0ragazzo rinchiuso in\u00a0riformatorio a cui viene data la possibilit\u00e0 di guadagnarsi una borsa di studio e la libert\u00e0 vincendo una maratona. A un passo dal traguardo, quando \u00e8 solo al comando, per\u00f2 si ferma e lascia via libera ai suoi inseguitori rinunciando al mondo agiato dei college per continuare a vivere sulla &#8220;cattiva strada&#8221; con i suoi compagni d\u2019avventura. &#8220;La solitudine\u00a0\u00a0del maratoneta&#8221; scritto mezzo secolo fa da <strong>Allan Sillitoe<\/strong> racconta la sua corsa ma \u00e8 solo un pretesto per raccontare una storia di vita dove il giovane Colin, ad un certo punto della sua gara, decide di perdere.\u00a0 Sceglie di non\u00a0 rischiare un&#8217;esistenza che non fa per lui,\u00a0 senza riflettori ma nella direzione che preferisce. E la solitudine non \u00e8\u00a0 solo prerogativa\u00a0 dei maratoneti. C&#8217;\u00e8 la solitudine di chi si arrampica, di chi va per mare, di chi\u00a0nuota\u00a0 e di chi pedala. Gi\u00e0 i ciclisti. Facile viaggiare in gruppo. Il vento non ti sbatte addosso e se appena appena hai un po\u2019 di dimestichezza e di coraggio il gruppo ti porta a spasso senza una goccia di sudore.\u00a0 Ma non sempre c\u2019\u00e8 il gruppo. E allora la consapevolezza di ci\u00f2 che ti sta capitando diventa pi\u00f9 reale. Perch\u00e8 metro dopo metro l\u2019aria che ti arriva in faccia si fa pi\u00f9 forte e anche se cerchi di scivolar via, \u00a0di darti la forma\u00a0 pi\u00f9 aerodinamica che si pu\u00f2 non c\u2019\u00e8 nulla da fare. S\u2019infila, ti frena e ti rallenta in una sfida che non puoi vincere perch\u00e8 quando sei solo in sella al vento non si sfugge.\u00a0Ti complica la vita, \u00a0ti abbatte l\u2019umore e ti fa sentire pi\u00f9 solo di quello che sei.\u00a0Dallo sport al lavoro \u00e8 pieno di persone che scelgono di non stare in gruppo, di non sfruttare la scia, di far da s\u00e8. C&#8217;\u00e8 un senso in tutto ci\u00f2: \u00e8 un altro modo di stare al comando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;era una volta Fausto Coppi, uomo solo al comando come lo ricordano tutti. Ma c&#8217;era una volta anche Colin Smith, un\u00a0ragazzo rinchiuso in\u00a0riformatorio a cui viene data la possibilit\u00e0 di guadagnarsi una borsa di studio e la libert\u00e0 vincendo una maratona. 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