{"id":28271,"date":"2020-08-18T16:50:36","date_gmt":"2020-08-18T14:50:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28271"},"modified":"2020-08-18T16:50:36","modified_gmt":"2020-08-18T14:50:36","slug":"jakobsen-passo-dopo-passo-torno-a-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/08\/18\/jakobsen-passo-dopo-passo-torno-a-vivere\/","title":{"rendered":"Jakobsen: &#8220;Passo dopo passo torno a vivere&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/08\/18\/jakobsen-passo-dopo-passo-torno-a-vivere\/fab2-2\/\" rel=\"attachment wp-att-28273\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28273\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/08\/fab2-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/08\/fab2-300x203.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/08\/fab2-1024x694.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/08\/fab2-768x520.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/08\/fab2.jpg 1064w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abPasso dopo passo posso guardare lentamente al futuro e combatter\u00f2 per riprendermi. Passo dopo passo posso iniziare a vivere in modo pi\u00f9 indipendente. Ora sono a casa, dove le ferite al viso e sul corpo possono continuare a guarire e nei prossimi mesi dovr\u00f2 riposare molto a causa di una grave commozione cerebrale. Mi sottoporr\u00f2 a molteplici interventi chirurgici e a trattamenti per curare le lesioni facciali. Voglio far sapere a tutti che sono molto grato di essere ancora vivo&#8230;&#8221; <strong>Fabio Jakobsen<\/strong> ha 23 anni, di professione fa il ciclista professionista e fino ad un paio di settimane fa alla morte non ci pensava proprio. Perch\u00e8 a vent&#8217;anni alla morte non ci si pensa mai: si sogna, si fanno progetti, ci si diverte, si gode e si vive. Ma poi, un giorno qualunque in un posto qualunque, basta una transenna che cede in un volata spalla a spalla come se ne fanno a migliaia e ti ritrovi al centro di una carambola assurda che ti cambia la vita, che ti obbliga a ripensarla, a riacciuffarla con una fatica incredibile come quando sei l\u00e0 davanti al gruppo per andare a chiudere una fuga in una giornata di vento contrario. \u00abSono trascorse due settimane dal mio incidente in Polonia- racconta il corridore olandese della <strong>Deceuninck-Quick Step<\/strong> in una lettera pubblicata sui social- I medici traumatologi e gli infermieri al traguardo di Katowice mi hanno salvato la vita, cosa di cui sono estremamente grato. Ho passato una settimana nel reparto di terapia intensiva dell\u2019ospedale St. Barbara di Sosnowiec. Qui mi hanno subito operato per cinque ore e mi hanno dato la possibilit\u00e0 di vivere&#8230;\u00bb. \u00ab\u00c8 stato un periodo difficile e buio per me in terapia intensiva dove avevo paura di non sopravvivere &#8211; spiega il vincitore nel 2019 di due tappe alla Vuelta &#8211; Grazie anche agli organizzatori del Giro di Polonia e al mio team, la mia famiglia \u00e8 stata in grado di starmi vicino, il che mi ha dato molta forza&#8221;. Mercoled\u00ec scorso Jakobsen \u00e8 stato trasferito al Centro medico dell\u2019Universit\u00e0 di Leida dove ha continuato le cure di riabilitazione per il recupero della funzionalit\u00e0 dei muscoli facciali e dai ieri \u00e8 tornato a casa. Da l\u00ec si riparte: buona strada&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abPasso dopo passo posso guardare lentamente al futuro e combatter\u00f2 per riprendermi. Passo dopo passo posso iniziare a vivere in modo pi\u00f9 indipendente. 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