{"id":28322,"date":"2020-08-28T18:25:52","date_gmt":"2020-08-28T16:25:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28322"},"modified":"2020-08-28T18:25:52","modified_gmt":"2020-08-28T16:25:52","slug":"colle-del-nivolet-in-cima-ti-sorride-il-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/08\/28\/colle-del-nivolet-in-cima-ti-sorride-il-cuore\/","title":{"rendered":"Colle del Nivolet, in cima ti sorride il cuore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?attachment_id=28316\" rel=\"attachment wp-att-28316\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-28316\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/08\/nivo5-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?attachment_id=28315\" rel=\"attachment wp-att-28315\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-28315\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/08\/nivo8-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?attachment_id=28314\" rel=\"attachment wp-att-28314\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-28314\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/08\/nivo3-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul Colle, come lo chiamano qui nella valle dell&#8217;Orco, bisogna andarci per capire che salita \u00e8.\u00a0 In bici ovviamente. In bici perch\u00e8 lass\u00f9,\u00a0 ai 2600 metri e rotti del <strong>Nivolet<\/strong> tra cime innevate, laghi, strapiombi e raffiche di vento che ti spazzano via \u00e8 un attimo sentirsi in cima al mondo.\u00a0 Non importa da dove si comincia. Da Cuorgn\u00e8, Sparone, Locana la fatica \u00e8 infinita, perch\u00e8 si sale sempre. Si sale subito e si continua a salire verso Ceresole Reale dove la strada s&#8217;impenna all&#8217;improvviso su un vecchio tratturo rimesso a nuovo lo scorso anno per il passaggio del Giro che permette a chi pedala di\u00a0 non infilarsi in galleria. Una bella comodit\u00e0 che vale il prezzo di un paio di strappi anche al 16 per cento. Poi da Ceresole si attacca il \u201cColle\u201d che a tutti gli effetti \u00e8 passo alpino di prima categoria, per dislivello, pendenza e per i suoi 2612 metri a cui si arriva dopo una scalata che lascia senza fiato.\u00a0 &#8220;Non ti puoi sbagliare, la strada \u00e8 una sola e sale sempre&#8230;&#8221; spiega il <strong>Pirata<\/strong> che qui a Ceresole noleggia E-bike ai turisti ma se la cava anche molto bene con cacciaviti e brugole. E infatti resuscita il cambio della mia bici che non dava pi\u00f9 segni di vita. &#8220;No tranquillo, va bene cos\u00ec, non mi devi niente- mi liquida dopo una quarantina di minuti-\u00a0 Facciamo che quando scendi ti fermi qui da me a bere una birra&#8230;&#8221; Grande. Grande come il Nivolet che \u00e8 un\u00a0 valico \u201cciclo-pedonale\u201d che unisce Torino alla Valle d\u2019Aosta, in particolare Ceresole Reale alla Valsavaranche all\u2019interno del Parco Naturale del Gran Paradiso, in uno dei luoghi meno contaminati delle Alpi. Un incanto naturalistico e ciclistico, una salita evocativa, iconica, indimenticabile. Il Giro ci \u00e8 passato l&#8217;anno scorso e si vede. Si vede dalle bici appese ai portoni delle case, ai cancelli per salutare la carovana, si vede all&#8217;ingresso di Ceresole Reale\u00a0 con i muri tappezzati di rosa , si vede sull&#8217;asfalto dove dal tifo per lo squalo a quello per Ciccone \u00e8 tutta una scritta. Allora a\u00a0 vincere, staccando tutti, era stato il russo<strong> Ilnur Zakarin<\/strong> che tra due muri di neve se l&#8217;era bevuta la salita. Non bisognerebbe mai guardarla in tv una salita perch\u00e8 i professionisti la fanno facile, \u00a0sembrano volare, agili e leggeri si mangiano via asfalto e tornanti. Che invece, quando tocca a te, non passano mai.\u00a0 Pedali e sei sempre l\u00ec. Pedali e non sai pi\u00f9 come asciugarti il sudore che ti fa impazzire gli occhi. Pedali e senti le gambe che fanno sempre pi\u00f9 fatica.\u00a0 Alzi lo sguardo e pensi che non ci arriverai mai lass\u00f9. E invece ci arrivi.\u00a0 Piano piano, con pazienza, senza strafare e, come dice <strong>Vladimir Chiuminatto,<\/strong>\u00a0 presidente dell&#8217;Egan Bernal fans club che conta oltre 200 membri e che qui nel Canavese ha scortato il colombiano vincitore del Tour quando arriv\u00f2 in Italia, &#8220;tenendoti un po&#8217; di energie anche per scendere, perch\u00e8 spesso c&#8217;\u00e8 vento e le gambe servono&#8230;&#8221;. Ma ci pensi dopo a scendere. Sul Nivolet prima bisogna arrivarci. E quando sei in cima ti sorride il cuore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Sul Colle, come lo chiamano qui nella valle dell&#8217;Orco, bisogna andarci per capire che salita \u00e8.\u00a0 In bici ovviamente. 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