{"id":28353,"date":"2020-09-03T16:20:56","date_gmt":"2020-09-03T14:20:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28353"},"modified":"2020-09-03T16:20:57","modified_gmt":"2020-09-03T14:20:57","slug":"van-aert-quando-lernesto-lo-battezzo-campione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/09\/03\/van-aert-quando-lernesto-lo-battezzo-campione\/","title":{"rendered":"Van Aert, quando l&#8217;Ernesto lo battezz\u00f2 campione&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/09\/03\/van-aert-quando-lernesto-lo-battezzo-campione\/wout-2\/\" rel=\"attachment wp-att-28355\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-28355\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/09\/wout-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/09\/wout-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/09\/wout.jpg 663w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\u00abPane, salame e pedalare, questo qui \u00e8 uno che va lontano\u2026\u00bb. \u00a0\u00a0<strong>Ernesto\u00a0\u00a0Colnago\u00a0<\/strong> capisce al volo quando la stoffa \u00e8 buona. E\u00a0 alcuni anni fa a Cambiago, festeggiando il fresco mondiale di ciclocross che <strong>Wout Van Aert<\/strong> aveva vinto a Zolder con la sua bici e i suoi colori lo battezz\u00f2 all\u2019istante.\u00a0 &#8220;<em>Ques chi<\/em> far\u00e0 strada&#8230;&#8221;. Poi di campionati del mondo ne sono arrivati altri senza contare i titoli nazionali e le vittorie nel superprestige,\u00a0 le vittorie sulla strada, le Strade Bianche , la Sanremo. Ieri <strong>\u00a0Van Aert<\/strong>\u00a0 ha vinto\u00a0 la quinta tappa del <span style=\"color: #000000\">Tour<\/span> de France\u00a0 da Gap a Privas. Ha vinto in volata ma d\u00e0 l&#8217;impressione di poter vincere ovunque: decide e vince, questo pare. E\u00a0 l&#8217;Ernesto lo sapeva. Pare ancora di sentirlo Colnago mentre accompagnava quel ragazzino un po&#8217; timido,\u00a0 col ciuffo impomatato di gel\u00a0 tra i tubi in carbonio del suo stabilimento e poi a vedere il suo museo con le bici che hanno fatto la storia del ciclismo da quella di <strong>Franco Ballerini<\/strong>\u00a0alla Roubaix a quella del mondiale di Goodwood di\u00a0<strong>Beppe Saronni<\/strong>. Lui ci aveva scommesso gi\u00e0 quattro anni fa e quando gli avevano detto di fare la squadra per partecipare al mondiale di ciclocross non ci aveva pensato un attino. Ed infatti era arrivato il titolo, il 53mo per una bici Colnago. Poi ognuno era andato per la sua strada.\u00a0 E quel ragazzino esile di quasi un metro e 90 aveva messo muscoli e potenza. Ora il &#8220;signorino&#8221; belga \u00e8 l&#8217;astro nascente di un ciclismo che ha bisogno di campioni come lui e di storia si prepara a scriverne un&#8217;altra. Anzi per la precisione ha ripreso a sciverla perch\u00e8 l&#8217;anno scorso \u00e8 stato purtroppo sfortunato\u00a0 protagonista di una brutta caduta al Tour de France che avrebbe potuto costargli caro. Una ferita alla gamba di quasi 30 centimetri, le terapie, la riabilitazione, un muscolo quasi scomparso e la paura di non avere pi\u00f9 coraggio di rimettersi in sella. Poi \u00e8 passata. Poi sono arrivate Strade Bianche, Sanremo e ieri la volata a Privas. Il resto deve ancora venire. E verr\u00e0. L&#8217;Ernesto lo sapeva gi\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abPane, salame e pedalare, questo qui \u00e8 uno che va lontano\u2026\u00bb. \u00a0\u00a0Ernesto\u00a0\u00a0Colnago\u00a0 capisce al volo quando la stoffa \u00e8 buona. 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