{"id":28389,"date":"2020-09-09T18:48:43","date_gmt":"2020-09-09T16:48:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28389"},"modified":"2020-09-09T19:40:59","modified_gmt":"2020-09-09T17:40:59","slug":"un-avvocato-attraversa-a-nuoto-la-manica-ed-e-la-prima-italiana-farlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/09\/09\/un-avvocato-attraversa-a-nuoto-la-manica-ed-e-la-prima-italiana-farlo\/","title":{"rendered":"Un avvocato attraversa a nuoto La Manica:  \u00e8 la prima italiana a farlo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/09\/09\/un-avvocato-attraversa-a-nuoto-la-manica-ed-e-la-prima-italiana-farlo\/sab-6\/\" rel=\"attachment wp-att-28392\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28392\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/09\/sab-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/09\/sab-300x210.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/09\/sab.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sul muro del pub \u00abLe Fleur\u00bb a Dover da ieri c\u2019\u00e8 anche la sua firma. Usa cos\u00ec tra quelli che hanno \u00abnuotato\u00bb La Manica e se ne fregano dei transitivi.\u00a0 Mica uno scherzo. E <strong>Sabrina Peron,<\/strong> 55enne avvocato milanese con la \u00abfissa\u00bb del nuoto in acque libere forse all\u2019inizio l\u2019aveva presa un po\u2019 cos\u00ec la sua passione, poi si \u00e8 messa a fare sul serio. Anche perch\u00e8 attraversare la Manica a nuoto, di notte, tra onde che ti ribaltano, traghetti e cargo te ti passano minacciosamente di fianco non \u00e8 proprio da tutti. Ce ne vuole di coraggio anche solo a tuffarsi, a cominciare: \u00abNo paura non ne ho mai avuta- racconta- perch\u00e8 di fianco avevo una barca di appoggio guidata da Paul Foreman, che \u00e8 il miglior pilota in circolazione per queste imprese. Per\u00f2 ho avuto freddo. Molto freddo. Tant\u2019\u00e8 che dopo qualche ora che nuotavo mi sentivo come in una lavatrice ghiacciata e l\u2019ho avuta davvero la tentazione di uscire. Poi ho gridato a chi era a bordo di darmi rifornimenti bollenti e sono andata avanti&#8230;\u00bb. Che poi in mezzo al mare un rifornimento \u00e8 quello che \u00e8: una borraccia di acqua calda con zucchero e limone in cui vengono sciolti dei gel energetici. Te la lanciano legata ad una cordicella e, giusto il tempo di bere tra le onde che ti sbtacchiano, e si riparte. Cos\u00ec per 35 chilometri. dall\u2019Inghilterra alla Francia in 14 ore e 46 minuti che sono un\u2019eternit\u00e0 di notte in mezzo al mare: \u00abSono partita alle due di perch\u00e8 quella per le correnti era l\u2019ora pi\u00f9 favorevole- racconta- In effetti non \u00e8 che si vedesse molto, anzi non si vedeva nulla, quindi fino all\u2019alba ho seguito la luce che dal bordo della barca mi illuminava e mi indicava la rotta. Io per farmi vedere avevo una piccola lucina sulla cuffia ed una sulla schiena\u00bb. Niente muta, solo un costume ed un paio di occhialini cos\u00ec come vuole il regolamento internazionale per omologare il risultato e l\u2019impresa che la vede entrare nella storia come prima italiana a riuscirci. Ma che non \u00e8 la prima per l\u2019avvocatessa di Bassano del Grappa ma milanese d&#8217;adozione che ha nel cassetto anche una laurea in filosofia e quando non \u00e8 in mare a sbracciare si occupa di diffamazione a mezzo stampa e di risarcimenti del danno. Roba seria. Cinque anni fa infatti \u00e8 stata la prima donna italiana ad attraversare lo stretto di Catalina, 33 chilometri che separano l\u2019isola da Los Angeles. Prima era toccato a quello di Gibilterra, a quello Messina ed alla traversata del Bosforo. Quattro anni fa con l\u2019atleta paralimpico vicentino Enrico Giacomin, ha coperto a nuoto quasi 23 chilometri dall\u2019isola di Vulcano a Milazzo e, all\u2019inizio dell\u2019estate, i 53 chilometri sul Po che portano da Cremona a Casalmaggiore. Due anni fa infine \u00e8 stata la prima italiana a passare a nuoto sotto i venti ponti di Manhattan, nella Island Marathon Swim. Ora \u00e8 l\u2019unica nuotatrice ad aver inanellato le \u00abTre Corone\u00bb, \u00abTriple crown\u00bb, una sorta di challenge dell\u2019impossibile di open water: il giro dell\u2019isola di Manhattan, la Catalina-California e ora la Manica per un totale di 150 chilometri. \u00abLa sfida pi\u00f9 complicata? Sicuramente questa perch\u00e8 La Manica resta La manica&#8230;\u00bb. Che una volta finita, una volta arrivati a Calais dove non ci si pu\u00f2 fermare, va ripercorsa al contrario. E a tornare in barca ci si mettono pi\u00f9 di tre ore. Tanto per capirsi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sul muro del pub \u00abLe Fleur\u00bb a Dover da ieri c\u2019\u00e8 anche la sua firma. Usa cos\u00ec tra quelli che hanno \u00abnuotato\u00bb La Manica e se ne fregano dei transitivi.\u00a0 Mica uno scherzo. E Sabrina Peron, 55enne avvocato milanese con la \u00abfissa\u00bb del nuoto in acque libere forse all\u2019inizio l\u2019aveva presa un po\u2019 cos\u00ec la sua passione, poi si \u00e8 messa a fare sul serio. Anche perch\u00e8 attraversare la Manica a nuoto, di notte, tra onde che ti ribaltano, traghetti e cargo te ti passano minacciosamente di fianco non \u00e8 proprio da tutti. 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