{"id":285,"date":"2010-07-14T23:45:43","date_gmt":"2010-07-14T22:45:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/07\/14\/correre-sulla-spiaggia-mi-e-tornato-in-mente-guido-angeli\/"},"modified":"2010-07-14T23:47:28","modified_gmt":"2010-07-14T22:47:28","slug":"correre-sulla-spiaggia-mi-e-tornato-in-mente-guido-angeli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/07\/14\/correre-sulla-spiaggia-mi-e-tornato-in-mente-guido-angeli\/","title":{"rendered":"Correre sulla spiaggia? Mi \u00e8 tornato in mente Guido Angeli"},"content":{"rendered":"<p>Non so chi si ricorda di\u00a0Guido Angeli. Io s\u00ec. In un certo senso ha segnato la mia giovent\u00f9.\u00a0 Erano gli Anni Ottanta, imperversavano in tv gli spot del mobilificio Aiazzone\u00a0 e il suo &lt;provare per credere&gt; era diventato un tormentone che girava di bocca in bocca. Io preparavo i miei esami di diritto e studiavo di notte con la tv accesa solo per farmi un po&#8217; di compagnia. Mi trovavo a ripetere le procedure e lui sullo sfondo era come se mi ascoltasse. Anni fa. Tanti anni fa. Poi mister Aiazzone era finito in chiss\u00e0 quale cassetto della mia mente, nascosto e dimenticato come tante altre cose. Oggi sulla spiaggia che da Peschici va a Vieste\u00a0 mi \u00e8 tornato in testa come una visione. &lt;Prova a correre sulla sabbia- mi aveva detto qualche tempo fa un mio amico runner- \u00e8 come quando durante un allenamento di calcio o di rubgy il tuo mister ti fa fare le ripetute con il giubbottino di sabbia sulle spalle per potenziare &#8230;&gt;.\u00a0 E cos\u00ec ci ho provato. \u00a0Ore tredici, ad occhio trentacinque gradi, forse qualcuno di pi\u00f9. Mare piatto, non una bava di vento. Decido di allenarmi sul bagnasciugna con pantaloncini, canotta e scarpe da running perch\u00e8 a piedi nudi proprio non mi viene. Sedici chilometri, certificati dal mio gps, \u00a0arrampicandomi anche su diversi costoni di roccia perch\u00e8 su questo litorale la spiaggia spesso si interrompe per lasciare spazio ad una serie di fantastiche calette dove per\u00f2 ci si pu\u00f2 arrivare solo in barca o a nuoto.\u00a0 Non \u00e8 semplice raccontare la sofferenza, il caldo, la voglia di bere, l&#8217;incertezza della corsa che si prova sulla sabbia. All&#8217;inizio \u00e8 come se si corresse su un tapis roulant che continua a variare la pendenza e la velocit\u00e0. Poi, chilometro dopo chilometro, le gambe si gonfiano, diventano &lt;piene&gt;, e il promontorio che vedi ad un chilometro la in fondo \u00e8 come se, anzich\u00e8 avvicinarsi, fosse una sfinge\u00a0che scappa via. I piedi affondano, il passo si fa sempre pi\u00f9 pesante e le ginocchia non si alzano pi\u00f9. C&#8217;\u00e8 solo il mare che ti d\u00e0 sollievo.\u00a0Ma serve a poco perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 il sale e se ti bagni poi paghi dazio. Cos\u00ec, in un pomeriggio di grande fatica, ti tornano alla mente il tormentone di Guido Angeli e la maratona sulla sabbia che in febbraio si corre a San benedetto del Tronto. Era un mio chiodo fisso ma oggi ho\u00a0deciso che\u00a0ci penso ancora un po&#8217;. Correre in spiaggia non \u00e8 come correre sull&#8217;asfalto o sullo sterrato: &lt;provare per credere&gt;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non so chi si ricorda di\u00a0Guido Angeli. Io s\u00ec. In un certo senso ha segnato la mia giovent\u00f9.\u00a0 Erano gli Anni Ottanta, imperversavano in tv gli spot del mobilificio Aiazzone\u00a0 e il suo &lt;provare per credere&gt; era diventato un tormentone che girava di bocca in bocca. Io preparavo i miei esami di diritto e studiavo di notte con la tv accesa solo per farmi un po&#8217; di compagnia. Mi trovavo a ripetere le procedure e lui sullo sfondo era come se mi ascoltasse. Anni fa. Tanti anni fa. 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