{"id":28537,"date":"2020-10-03T23:43:52","date_gmt":"2020-10-03T21:43:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28537"},"modified":"2020-10-04T11:51:15","modified_gmt":"2020-10-04T09:51:15","slug":"ganna-armonia-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/10\/03\/ganna-armonia-rosa\/","title":{"rendered":"Ganna, armonia rosa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/10\/03\/ganna-armonia-rosa\/fil\/\" rel=\"attachment wp-att-28538\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-28538\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/10\/fil.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"187\" \/><\/a>&#8220;In fondo, la bicicletta altro non \u00e8 che una povera bonaria concessione alla nostra ansia di andare. Dunque uno strumento. Non avesse avuto i gusti estetici che sappiamo, amando per conseguenza il cavallo come il miglior modello dopo l&#8217;uomo, forse Leonardo avrebbe concepito l&#8217;idea della bicicletta dopo aver inventato il differenziale. La costruirono invece, utile, ma certo antiestetico complemento della loro natura comune, uomini che il genio non innalzava. E rimase poi sempre com&#8217;era, nel suo concetto fondamentale: un aiuto alle nostre povere gambe negate al moto veloce. Uno strumento suppletivo. Sinch\u00e9 non venne allo sport Fausto Coppi&#8230;&#8221;. Cos\u00ec scriveva <strong>Gianni Brera<\/strong> raccontando il campionissimo che era tutt&#8217;uno con la bici, amalgama assoluto tra muscoli e meccanica. <strong>Filippo Ganna <\/strong>non \u00e8 <strong>Fausto Coppi<\/strong>, non lo sar\u00e0 mai: campioni diversi, ciclismi diversi, epoche diverse e diversi talenti\u00a0 ma bastava vederlo oggi nel cronoprologo del Giro da Monreale a Palermo per capire che questo ragazzone di Verbania di un metro e 93 centimetri per 83 chili quando pedala \u00e8 la perfetta sintesi tra armonia e potenza. Spinge un 60&#215;11,\u00a0 rapporto assurdo per tutti gli altri esseri umani, senza far mai fatica. O almeno cos\u00ec sembra. Dissimula lo sforzo nella rotondit\u00e0\u00a0 di una pedalata sempre fluida sconcertante per la\u00a0 facilit\u00e0. Eppure vola. Vola a 58.8 chilometri orari lasciando il vuoto dietro di s\u00e8, lasciando il portoghese <strong>Joao Almeida<\/strong>\u00a0 e il danese <strong>Mikkel Bjerg<\/strong> per andare a vestirsi di rosa nel primo giorno del Giro come nel 2011 aveva fatto l&#8217;ingegner\u00a0 <strong>Marco Pinotti.<\/strong>\u00a0 Una cavalcata reale, con la maglia iridata e con un bolide tutto dorato che Pinarello ha costruito appositamente per lui. Bici, uomo e una fusione meravigliosa. Bici e poesia. Bici e Filippo Ganna che non \u00e8 Fausto Coppi ma pare ancora di leggerlo Gianni Brera quando raccontava il Campionissimo: &#8220;Una struttura morfologica che, arricchendosi di un mezzo meccanico da spingere stando seduti, assurgeva a potenza incredibile e spaventosa&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;In fondo, la bicicletta altro non \u00e8 che una povera bonaria concessione alla nostra ansia di andare. Dunque uno strumento. 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