{"id":28694,"date":"2020-10-25T19:50:10","date_gmt":"2020-10-25T18:50:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28694"},"modified":"2020-10-26T10:13:57","modified_gmt":"2020-10-26T09:13:57","slug":"per-vincere-il-giro-bisogna-fidarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/10\/25\/per-vincere-il-giro-bisogna-fidarsi\/","title":{"rendered":"Per vincere il Giro bisogna fidarsi&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/10\/25\/per-vincere-il-giro-bisogna-fidarsi\/teo\/\" rel=\"attachment wp-att-28697\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28697\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/10\/teo-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/10\/teo-300x207.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/10\/teo-1024x705.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/10\/teo-768x529.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/10\/teo.jpg 1266w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nella vita bisogna fidarsi. E, di questi tempi, \u00e8 il miglior messaggio possibile. Bisogna fidarsi sempre, anche quando gira male,\u00a0 quando sembra che sia finita, quando sei dietro, quando arranchi, quando cadi e ti fratturi una clavicola.\u00a0 Anche per vincere il Giro d&#8217;Italia bisogna fidarsi e Tao\u00a0 lo ha capito in fretta che dei &#8220;suoi&#8221; si poteva fidare.\u00a0 L&#8217;ha vinto cos\u00ec il suo Giro, con le sue gambe e con la sua testa ma anche perch\u00e8 sapeva che<strong> Rohan, Filippo, Jonathan, Salvatore<\/strong> e tutti gli altri sulle ammiraglie, in hotel,\u00a0 in cucina , sul bus e nei magazzini\u00a0 pedalavano dalla sua parte. Vuoi mettere? Lo ha vinto cos\u00ec il Giro 103, il pi\u00f9 strano della storia, il pi\u00f9 tormentato tra bolle, tamponi e mascherine. Con una crono che \u00e8 arrivata in una piazza Duomo deserta in una citt\u00e0 spaventata da una pandemia che non ne vuole proprio sapere di andare in fuga. Ma bisogna fidarsi. Sempre, anche in questo caso, cos\u00ec si spera. Venticinque anni, londinese di origini irlandesi, <strong>Tao Gheoghegan Hart<\/strong>\u00a0 \u00e8 un bel ragazzone allegro di quelli che dalle sue parti incontri nei pub durante le partite dell&#8217;Arsenal o del Totteham,\u00a0 con una chioma vagamente rossa, tagliata a spazzola come \u00e8 giusto che sia alla sua et\u00e0, e una non troppo vaga somiglianza con <strong>Ralph Malph,<\/strong> scanzonato protagonista di Happy Days. Roba di tanti anni fa,\u00a0 roba da vecchi, antiquariato.\u00a0 Lui invece \u00e8 presente e futuro di un ciclismo che, in questa stagione triste e folle,\u00a0 ha rivoluzionato le gerarchie. Presente e futuro di ci\u00f2 che verr\u00e0, gioia e disperazione di chi le sue gesta dovr\u00e0 raccontarle per un bel po&#8217; in radio e tv,\u00a0 rassegnandosi a rincorrerlo tra Taio, Tao, Teo e\u00a0 un cognome che solo lui, forse, sa come si pronuncia. In bici <strong>Taio, Teo, Tao<\/strong>\u00a0 ci va da sempre e da adolescente \u00e8\u00a0 cresciuto nel mito di <strong>Bradley Wiggins<\/strong> che dalle sue parti Elisabetta II ha nominato baronetto mica per nulla. Ha cominciato una decina di anni fa a pedalare sul serio,\u00a0 una promessa tra i pi\u00f9 giovani dove gi\u00e0 se la vedeva con <strong>Jay Hindley<\/strong> che per\u00f2 lo metteva dietro, e un po&#8217; in retrovia tra i professionisti dove fino ad oggi\u00a0 aveva messo insieme quattro vittorie di cui due al Giro quest&#8217;anno a Piancavallo e due giorni fa al\u00a0 Sestriere. Poi per\u00f2 ha deciso di fidarsi e ha fatto saltare il banco. Va cos\u00ec, bisogna crederci nelle cose e lui forse nemmeno lo immaginava come ha raccontato all&#8217;arrivo dopo aver abbracciato e baciato la sua fidanzata che era l\u00ec ad aspettarlo e aveva gi\u00e0 capito tutto perch\u00e8 le donne, si sa, vanno pi\u00f9 veloci: &#8221; In una corsa cos\u00ec-\u00a0 ha detto con un sorriso di quelli che ti stampano la felicit\u00e0 eterna sulla faccia-\u00a0 Ho sempre sognato di arrivare nei primi dieci, al massimo nei cinque. Poi per\u00f2 a un paio di\u00a0 chilometri dalla fine dall&#8217;ammiraglia mi hanno detto di non prendere pi\u00f9 rischi e mi sono reso conto che stavo vincendo il Giro d&#8217;Italia&#8230;&#8221;. Vedi a fidarsi?\u00a0 E pensare\u00a0 che su queste strade non era tornato per questo. I compiti erano altri. Chiari.\u00a0 La prima crono in Sicilia quindi col freno tirato perch\u00e8 c&#8217;era <strong>Geraint Thomas<\/strong> da scortare fino a Milano e cos\u00ec era stato finch\u00e8 una borraccia non l&#8221;aveva tolto di mezzo. Strana la sfiga. Quando sembra che si accanisca invece ti d\u00e0 una possibilit\u00e0. Ma bisogna essere svelti a capirlo. Cos\u00ec\u00a0 Taio, Teo, Tao il Giro se l&#8217;\u00e8 preso perch\u00e8 si e messo anima e cuore nelle mani di uno squadrone che al traguardo aveva gli occhi lucidi per lui, che non riusciva a trattenere le lacrime.\u00a0 Che ha vinto sette tappe, che lo ha tirato sulle montagne, che gli ha fatto coraggio quando serviva, che gli ha passato borracce, mantelline, barrette, the caldo e\u00a0 che non lo ha mai lasciato da solo. Serve la squadra, eccome se serve, Serve anche in uno sport dove quando non ne hai pi\u00f9 non c&#8217;\u00e8 compagno che tenga e devi solo raccomandarti a tutti i santi che conosci. E non \u00e8 detto che basti.\u00a0 Eppure \u00e8 sempre meglio avere qualcuno dalla tua parte, se non altro per consolarti. Sul podio al fianco di Taio, Teo, Tao c&#8217;erano anche <strong>Jay<\/strong> e <strong>Wilco,<\/strong> secondo e terzo,\u00a0 che non si sono degnati di uno sguardo e che\u00a0 in un paio di giorni,\u00a0 su e gi\u00f9 dallo Stelvio e dal Sestriere, si sono passati e sfilati la maglia rosa facendo finta di essere amici. Ce l&#8217;avevano in mano il Giro ma non pedalavano nella stessa direzione. Non si sono fidati. Peggio per loro&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nella vita bisogna fidarsi. E, di questi tempi, \u00e8 il miglior messaggio possibile. 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