{"id":28773,"date":"2020-11-08T18:04:26","date_gmt":"2020-11-08T17:04:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=28773"},"modified":"2020-11-08T18:07:49","modified_gmt":"2020-11-08T17:07:49","slug":"sei-un-ironman-anche-con-la-sindrome-di-down","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/11\/08\/sei-un-ironman-anche-con-la-sindrome-di-down\/","title":{"rendered":"&#8220;Sei un Ironman&#8230;&#8221; (anche con la sindrome di down)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/11\/08\/sei-un-ironman-anche-con-la-sindrome-di-down\/emtyhe7weaarvey\/\" rel=\"attachment wp-att-28782\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-28782\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/11\/EmTyHe7WEAArVeY-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/11\/EmTyHe7WEAArVeY-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/11\/EmTyHe7WEAArVeY-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/11\/EmTyHe7WEAArVeY.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Ed ora come festeggerai?&#8221; gli hanno chiesto. E <strong>Chris<\/strong> ha spiazzato tutti a cominciare da chi, tra dubbi e pregiudizi, mai avrebbe pensato che un giovanotto con la sindrome di Down sarebbe stato capace di arrivare alla fine di un Ironman,\u00a0 la sfida pi\u00f9 dura che, per chi non \u00e8 del mestiere, sono 3,8 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bici e una 42 chilometri di corsa tutti insieme, tutti di un fiato, senza fermarsi. Non c&#8217;era mai riuscito nessuno, lui s\u00ec: &#8220;E per festeggiare ho gi\u00e0 scelto una discoteca e ci andr\u00f2 appena mi sar\u00e0 passato il dolore al sedere per e tante ore passate in bici- ha risposto al giornalista di Runners World he lo intervistava-\u00a0 Inviter\u00f2 un po&#8217; di ragazze bionde che fumano&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;altra storia.<\/strong> A cui sicuramente ne seguir\u00e0 un&#8217;altra e un&#8217;altra ancora perche <strong>Chris Nikic<\/strong> non si fermer\u00e0 qui.\u00a0 Ventun anni, nato e cresciuto in Florida,\u00a0 \u00a0ad appena 5 mesi di vita subisce un intervento a cuore aperto e fino ai 3 anni \u00e8 costretto a camminare con un deambulatore.\u00a0 Ma,\u00a0 con l&#8217;aiuto dei suoi genitori ce la fa,\u00a0 fa progressi ed \u00e8 lo sport a sostenerlo nella sua crescita. A \u00a09 anni entra nella squadra paralimpica americana come golfista e nel 2016, dopo essersi cimentato nel nuoto, nel basket e sulle piste di atletica comincia a gareggiare nel\u00a0 triathlon &#8220;perch\u00e8 &#8211; racconta- \u00e8 l&#8217;unico sport che non mi annoia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ma ha un problema alle orecchie<\/strong> che complica non poco i suoi allenamenti in acqua e quindi finisce nuovamente in sala operatoria. Tre interventi che lo tengono fermo per due anni e lo debilitano a tal punto che quando\u00a0 torna a fare sport, nel 2019, riesce a malapena a nuotare in una piscina e a correre a 100 metri. Di pedalare in bici neppure a parlarne: non riesce a salire in sella.\u00a0 Ma non si arrende. E&#8217; abituato a lottare contro le difficolt\u00e0 e contro le barriere che la vita pone da sempre sul suo cammino: &#8220;La cosa che mi ferisce di pi\u00f9 \u00e8 essere considerato uno stupido- racconta in una intervista a <strong>Usa Today<\/strong>&#8211; Non mi va quando mi considerano &#8220;meno&#8221; dei miei coetanei. E lo sport per me \u00e8\u00a0 fondamentale non come rivalsa ma perch\u00e8 mi ha permette di far qualcosa insieme agli altri, di far parte di una squadra, di uscire dall&#8217;isolamento&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E allora il triathlon torna in cima ai suoi pensieri e in cima alla sua vita.<\/strong> Quattro ore di allenamento al giorno per sei, sette giorni la settimana: fatica, sacrifici ma soprattutto tanta gioia. E tornano le gare.\u00a0 \u00a0Sei\u00a0 triathlon sprint, uno su distanza olimpica e\u00a0 un mezzo Ironman ad agosto dell&#8217;anno scorso a Panama con il chiodo fisso in testa di diventare il primo ragazzo con sindrome di Down a concludere un Ironman completo e sempre seguito dal suo fido allenatore <strong>Daniel Grieb<\/strong>: &#8220;Non gli importa vincere- racconta- si d\u00e0 degli obiettivi cercando\u00a0 di ispirare persone che come lui sono nati con la sindrome di Down. Grazie al triathlon sta inconsciamente imparando a vivere in modo indipendente ed \u00e8 incredibile se uno pensa che fino a qualche anno fa dipendeva completamente dalle persone che si occupano di lui . Sta imparando non solo a diventare un atleta migliore, ma anche un uomo migliore&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Sfide enormi, entrambe.\u00a0\u00a0<\/strong>E pochi giorni, nel Golfo del Messico, in 16 ore, 46 minuti e 9 secondi questo ragazzo americano che sta diventando un simbolo per tanti suoi coetanei, ha portato a termine l&#8217;Ironman della Florida. Nesuno &#8220;sconto&#8221; se fosse arrivato al traguardo solo 13 minuti dopo il risultato non sarebbe stato omologato. Ma sinceramente non sarebbe cambiato molto. Ora il sogno \u00e8 partecipare alla finale del mondiale Ironman che ogni anno si svolge a Kona, e che \u00e8 un Santo Graal per tutti i triatleti figurarsi per lui.<\/p>\n<p><strong>Ma in realt\u00e0 il sogno \u00e8 un altro, quello di suo padre<\/strong> che racconta:\u00a0 &#8220;Mia figlia, Jacky, \u00e8 un\u2019atleta dotata e l\u2019ho sempre trattata come \u00abdotata\u00bb, mentre trattavo Chris come \u00abspeciale\u00bb. A volte \u00abspeciale\u00bb significa che non pu\u00f2 fare qualcosa. Perci\u00f2 non ho dato a lui le stesse possibilit\u00e0 che ho dato a sua sorella, ed era per proteggerlo. Ma due anni fa ho cominciato a trattarlo come dotato e pochi giorni fa ha finito un Ironman&#8230;&#8221;.\u00a0 Che per un genitore come Nick non \u00e8 solo la soddisfazione di vedere un figlio che termina un&#8217;impresa straordinaria ma\u00a0 molto, molto, di pi\u00f9: &#8221;\u00a0 &#8220;Quando hai un figlio con bisogni speciali- confessa-\u00a0 una delle cose a cui pensi spesso \u00e8 se ce la far\u00e0 quando non sarai pi\u00f9 con lui come genitore. Ti chiedi se sar\u00e0 in grado di prendersi cura di se stesso, di vivere senza di te. L&#8217;aver completato un Ironman \u00e8 pi\u00f9 del raggiungimento del traguardo,\u00a0 mi dice che andr\u00e0 sempre bene anche quando io me ne sar\u00f2 andato&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Ed ora come festeggerai?&#8221; gli hanno chiesto. E Chris ha spiazzato tutti a cominciare da chi, tra dubbi e pregiudizi, mai avrebbe pensato che un giovanotto con la sindrome di Down sarebbe stato capace di arrivare alla fine di un Ironman,\u00a0 la sfida pi\u00f9 dura che, per chi non \u00e8 del mestiere, sono 3,8 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bici e una 42 chilometri di corsa tutti insieme, tutti di un fiato, senza fermarsi. 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