{"id":29044,"date":"2020-12-26T11:52:28","date_gmt":"2020-12-26T10:52:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29044"},"modified":"2020-12-26T11:52:28","modified_gmt":"2020-12-26T10:52:28","slug":"il-don-la-passione-e-la-fatica-ed-e-natale-ogni-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/12\/26\/il-don-la-passione-e-la-fatica-ed-e-natale-ogni-giorno\/","title":{"rendered":"Il Don , la passione e la fatica: ed \u00e8 Natale ogni giorno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2020\/12\/26\/il-don-la-passione-e-la-fatica-ed-e-natale-ogni-giorno\/don-3\/\" rel=\"attachment wp-att-29045\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29045\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/12\/don-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/12\/don-208x300.jpg 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2020\/12\/don.jpg 404w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Nel giorno di Natale, nel giorno dei buoni propositi, nel giorno della speranza che solo Ges\u00f9 pu\u00f2 dare val la pena di ricordare chi il Natale lo festeggia ogni giorno con la quotidiana fatica. Capita a volte che il lavoro ti porti a conoscere realt\u00e0 che non immagini. E questo \u00e8 un ottimo antidoto alla routine ma soprattutto un\u2019occasione per riflettere e, perch\u00e8 no, per crescere. Un paio di anni fa\u00a0 nella comunit\u00e0 di accoglienza<strong> Don Guanella<\/strong> a Valmadrera ci\u00f2 \u00e8 accaduto. Un piccolo miracolo che ha trasformato una delle tante interviste nella scoperta del mondo vivo, tenace e solidale della Cascina di lavoro e accoglienza di <strong>Don Agostino.<\/strong> Da allora con il &#8220;Don&#8221; ci sono stati nuovi incontri, nuove storie ascoltate e raccontate, nuove pedalate insieme ed altre ce ne saranno nel segno di un cammino di stima e passione comune.\u00a0 \u00a0C\u2019\u00e8 chi il Natale lo festeggia il 25 dicembre, qui a Valmadrera la sensazione \u00e8 che si festeggi ogni giorno e non \u00e8 una differenza da poco. E la festa sono il lavoro quotidiano, i sacrifici e la fatica di tutti i giorni che il Don dispensa ai suoi ragazzi tra i campi, nelle serre di coltivazione, nella raccolta dei frutti. Qui \u00e8 sempre Natale e val la pena di ricordarlo con un&#8217;intervista uscita tempo fa sul Giornale\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl prossimo anno andr\u00f2 in Terra Santa e far\u00f2 le prime tre tappe del Giro d\u2019Italia\u2026\u00bb.\u00a0<strong>Pedala Don Agostino.<\/strong>\u00a0Pedala e fa pedalare un mondo che gira intorno a lui. Un mondo accogliente e volenteroso che a Valmadrera, tra il lago di Lecco e quello di Annone, sta diventando il sogno che da sempre accompagna la Comunit\u00e0 di don Guanella, 85 anni di storia, di accoglienza, di orfani di guerra, di ragazzi difficili, di minori affidati dai tribunali e ora anche di profughi che qui trovano rifugio, ospitalit\u00e0, lavoro e una strada lungo cui incamminarsi: \u00abPerch\u00e8 noi ci adeguiamo alle emergenze- spiega il Don- e perch\u00e8 \u201ctutto il mondo \u00e8 patria vostra\u201c, come ci ha sempre insegnato don Guanella\u00bb. Ma per molti, quasi per tutti qui, \u00e8 una strada in salita, perch\u00e8 tutto si guadagna e si conquista. Un tappa di quelle alpine, come lo Stelvio, il Pordoi o come il Resegone, che sta proprio di fronte alla cascina che Don Agostino da quattro anni sta facendo crescere con i suoi ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Torna sempre il ciclismo.<\/strong>\u00a0Torna sulle facciate della nuova stalla costruita in 13 mesi dove un murales ritrae i volti di campioni come Cadel Evans, Gianni Bugno, Giovan Battista Baronchelli e Claudio Chiappucci. Torna nella bici stilizzata che c\u2019\u00e8 all\u2019ingresso della comunit\u00e0. Nelle fotografie, nei racconti, nella vita di tutti giorni. Torna nella vita di don Agostino, prete da trent\u2019anni ordinato dal Cardinal Martini, ma sempre nella comunuit\u00e0 di Don Guanella. Qui si pedala sempre. E non solo per far chilometri in strada: \u00abLa bici \u00e8 la mia passione- spiega il don che quando deve andare in udienza dal papa a Roma ci va con la sua bici da corsa- Una passione sportiva ma anche uno stile di vita. Perch\u00e8 in bici si fa fatica, non ti regala mai niente nessuno e tutto ci\u00f2 che conquisti lo devi sudare. E la fatica aiuta a riflettere \u00e8 elevazione spirituale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec quattro anni fa \u00e8 nata l\u2019idea<\/strong>\u00a0di trovare un luogo dove i ragazzi della comunit\u00e0 potessero cominciare a coltivare, allevare, trasformare i prodotti della terra in un lavoro. \u00abLa mia idea era quella di cominciare con un orto- racconta il don- Un piccolo pezzetto di terra. Cos\u00ec provai a guardarmi intorno. Provai a chiedere. Dissi no a una vecchia filanda e ad altri due luoghi che non so perch\u00e8 ma non mi sembravano adatti. Cercavo qualcos\u2019altro e forse \u00e8 stata la provvidenza a guidarmi qui\u00bb. In una antica fattoria di mezzadri dove vivevano (e vivono) Gianna e Valerio, una vita insieme, una vita qui. Che oggi sono il simbolo di questa comunit\u00e0, la testimonianza, il ricordo di un mondo che il don e i suoi ragazzi stanno conservando e che loro gli hanno insegnato ad apprezzare ed amare.\u00a0 La cascina di don Guanella in quattro anni \u00e8 diventata una stalla modello con mucche di razza Fassona, capre, e conigli. Un orto che produce di tutto e una serie di filari di viti che ogni anno permettono di imbottigliare duemila litri di vino\u00a0\u00abBarabin\u00bb che prende il nome dai\u00a0\u00abbarabit\u00bb,\u00a0piccoli\u00a0Barabba, come hanno sempre chiamato i ragazzi di Don Guanella.<\/p>\n<p><strong>Una cascina inaugurata dal ministro Cecile Kyenge<\/strong>\u00a0e visitata poi dal \u00abcollega\u00bb Maurizio Martina che oggi \u00e8 una piantagione con 370 piante di ulivi che hanno preso il posto di arbusti e sterpaglie, che \u00e8 stata terrazzata con muri in pietra dove ora si pu\u00f2 coltivare, che \u00e8 stata bonificata, recintata e resa autonoma con un impianto di irrigazione costruito con tre enormi cisterne e che ora garantisce l\u2019acqua dove non c\u2019\u00e8 mai stata. Sembra un miracolo, un grande segno della\u00a0Provvidenza\u00a0ma dietro a tutto ci\u00f2 c\u2019\u00e8 la passione, c\u2019\u00e8 un lavoro enorme garantito dai ragazzi della comunit\u00e0 ma non solo da loro perch\u00e8 qui tutti danno una mano: volontari, artigiani pensionati che regalano il loro mestiere, amici ciclisti che gi\u00f9 dalla sella si rimboccano le maniche. Capitani di industria come Giorgio Squinzi che da sempre mette a disposizioni tutti i materiali da costruzione che servono. \u00abNoi non facciamo business ma solidariet\u00e0 e chi ci aiuta lo ha capito- spiega don Agostino- Tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato realizzato \u00e8 stato fatto con le nostre forze e grazie alle donazioni che sono arrivate in quattro anni: 870 mila euro che ci hanno permesso di fare ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto\u00bb. Ma il meglio deve ancora venire. Il progetto non \u00e8 pi\u00f9 un progetto perch\u00e8 \u00e8 gi\u00e0 diventato cantiere e l\u2019anno prossimo di fianco alla stalla nasceranno uno spazio di ristorazione e un paio di laboratori: \u00abPianteremo\u00a0il grano saraceno \u00e8 cominceremo a panificare- annuncia don Agostino- E poi stiamo gi\u00e0 raccogliendo l\u2019orzo che abbiamo piantato che manderemo a maltare per la produzione della birra che in realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 cominciata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La birra, come il vino, si chiama \u00abbarabina\u00bb<\/strong>\u00a0sempre per lo stesso motivo di cui sopra e la produzione \u00e8 stata avviata grazie alla preziosa consulenza di Fabio Negri, un ex ciclista professionista che ogni tanto pedala col don. E torna la bici. Torna perch\u00e8 il sogno \u00e8 quello di realizzare un AgriBike che sta prendendo corpo grazie ad Alex Zanardi, che si \u00e8 innamorato di questa storia e qui ha portato la beneficenza della fondazione Vodafone. E torna perch\u00e8 poche settimane fa, proprio per raccogliere fondi,<\/p>\n<p><strong>Don Agostino ha messo in bici 1200 ciclisti nella prima granfondo don Guanella.<\/strong>\u00a0Una pedalata di oltre cento chilometri sulle strade classiche del Giro di Lombardia, da Lecco a Valmadrera con arrivo proprio nella piazzetta della cascina. Una festa di sport, di passione, di solidariet\u00e0 con Cadel Evans, un Tour e un mondiale in bacheca, a tirare il gruppo. \u00abCadel \u00e8 un campione e un uomo speciale- spiega don Agostino- \u00c9 al nostro fianco da sempre. \u00c9 uno di noi\u2026Anni fa alla viglia della Milano-Sanremo che noi anticipiamo sempre con un gruppo di amici doveva essere dei nostri ma poi non riusc\u00ec perch\u00e8 aveva promesso al suoi figlioletto che per la festa del pap\u00e0 sarebbe rimasto con lui. Cos\u00ec non ci segu\u00ec. Ma alle 5 e mezzo del mattino me lo ritrovai a Mesero a salutarci. Ci aveva portato il termos con il caff\u00e8 caldo\u2026\u00bb. Storie. Racconti. Emozione che sui selciati di cascina Guanella trovano terreno fertile. Qui si arriva e si rimane. E si cresce. \u00abCome la vite e come l\u2019ulivo- spiega Don Agostino- Li abbiamo piantati e ora li guardiamo venir s\u00f9. Tra qualche anno questa montagna sar\u00e0 un bosco di piante sacre che sono il simbolo della nostra comunit\u00e0. \u00c9 un segno di bellezza che \u00e8 importante ma non c\u2019entra nulla con l\u2019estetica. E\u2019 un valore che aiuta a crecescere. E non c\u2019\u00e8 solo la bellezza delle chiese, ma anche quella dei luoghi\u2026\u00bb. Qui si arriva in cerca di approdo alla ricerca di uno spiraglio per conquistarsi un pezzo di vita. Con sudore e fatica, sporcandosi le mani di terra e qualche volta spingendo sui pedali.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel giorno di Natale, nel giorno dei buoni propositi, nel giorno della speranza che solo Ges\u00f9 pu\u00f2 dare val la pena di ricordare chi il Natale lo festeggia ogni giorno con la quotidiana fatica. Capita a volte che il lavoro ti porti a conoscere realt\u00e0 che non immagini. E questo \u00e8 un ottimo antidoto alla routine ma soprattutto un\u2019occasione per riflettere e, perch\u00e8 no, per crescere. Un paio di anni fa\u00a0 nella comunit\u00e0 di accoglienza Don Guanella a Valmadrera ci\u00f2 \u00e8 accaduto. 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