{"id":29091,"date":"2021-01-03T12:53:37","date_gmt":"2021-01-03T11:53:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29091"},"modified":"2021-01-03T22:46:38","modified_gmt":"2021-01-03T21:46:38","slug":"la-sconfitta-e-meravigliosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/03\/la-sconfitta-e-meravigliosa\/","title":{"rendered":"Anche la sconfitta \u00e8 meravigliosa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/03\/la-sconfitta-e-meravigliosa\/1-4\/\" rel=\"attachment wp-att-29094\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29094\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/1-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/1-300x240.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/1-1024x818.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/1-768x613.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/1.jpg 1032w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abLa vittoria contiene un brivido che \u00e8 persino difficile da descrivere, ma anche \u200bla sconfitta\u200b ha qualcosa di meraviglioso. Per chi \u00e8 abituato a vincere, la tentazione di sentirsi invincibili \u00e8 forte: la vittoria, a volte, pu\u00f2 rendere \u200barroganti \u200be condurre a pensarsi arrivati. La sconfitta, invece, favorisce \u200bla meditazione\u200b: ci si chiede il perch\u00e9 della sconfitta, si fa un esame di coscienza, si analizza il lavoro fatto. Ecco perch\u00e9, da certe sconfitte, nascono delle bellissime vittorie: perch\u00e9, individuato lo sbaglio, si accende \u200bla sete del riscatto\u200b. Mi verrebbe da dire che chi vince \u200bnon sa che cosa si perde\u200b\u00bb. Cos\u00ec Papa Francesco ieri nella lunga intervista alla Gazzetta dello sport. Un&#8217;enciclica laica che mette lo sport al centro e che dall&#8217;impegno al sacrificio, dalla lealt\u00e0 allo spirito di gruppo fissa i paletti e il senso pi\u00f9 intimo della pratica sportiva. Papa Francesco celebra lo sport perch\u00e8 lo sport nella sua essenza \u00e8 &#8220;celebrazione&#8221;: della vita, delle sue gioie, delle delusioni, dei riscatti, delle ripartenze, dei bilanci e delle sconfitte. In un mondo che ci vuole sempre perfetti e vincenti, alle imperfezioni e\u00a0 alle sconfitte\u00a0 si d\u00e0, a torto, spesso una valenza negativa. E ha fatto bene il Papa a ricordarne invece il valore.<\/p>\n<blockquote><p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 il pareggio, per questo il ciclismo \u00e8 crudele. Non c\u2019\u00e8 il pareggio e per questo il ciclismo \u00e8 lo sport pi\u00f9 ingiusto che c\u2019\u00e8. Che ti porta a celebrare chi\u00a0 vince ma a fare sempre il tifo per chi perde.\u00a0\u00a0<strong>Dario Cataldo\u00a0<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Mattia Cattaneo,<\/strong>\u00a0 una carta vince e l\u2019altra perde,\u00a0 funziona cos\u00ec anche al Giro\u2026 Anche se\u00a0 dopo 200 chilometri di fuga la voglia \u00e8 quella di strapparle le carte, di prendersi per mano, abbracciarsi e arrivare al traguardo insieme. Duecento chilometri di fuga, da Ivrea a Como, sono una vita , sono un viaggio infinito ma non il pi\u00f9 lungo che rimane quello di Albert Burlon, francese in terra di Francia, da Carcasson a Luchon tappa del Tour di 253 chilometri. Era il 1947. Duecento chilometri in fuga si fa in tempo a guardarsi, a parlarsi, a diventare amici, ad odiarsi, a farsela passare e a diventare amici di nuovo. Stessa fatica, stesso orizzonte. Pronti via e si va, c\u2019\u00e8 tempo per pensare alla vittoria, ci si penser\u00e0 alla fine, agli ultimi duecento metri che se ci fosse il pareggio sarebbe un peso in meno\u2026Cos\u00ec i minuti diventano dieci, dodici, sedici ma, anche se il gruppo lascia fare, l\u00e0 davanti bisogna dannarsi l\u2019anima per non farsi rosicchiare tutto, per aggrapparsi a quei venti secondi che rimangono all\u2019ultimo chilometro sul lungolago, per dar senso al sogno della prima vittoria in una tappa.\u00a0 Dario vince e Mattia perde che se ci fosse il pareggio sarebbe la cosa pi\u00f9 giusta, come sul ring dove spesso capita che l\u2019arbitro alzi le mani di chi se l\u2019\u00e8 date e le ha prese senza far torto a nessuno. Pari e patta, sarebbe dovuta finire cos\u00ec, senza vincitori n\u00e8 vinti, anzi con due vincitori. Ma nel ciclismo vince uno solo\u2026 E in duecento chilometri ci pensi alla vittoria. Hai tutto il tempo che vuoi. E\u2019 un rovello che ti sfinisce. Ci pensi in ogni istante: quando spingi, quando stai a ruota,\u00a0 quando la strada scende e sale. Ci pensi quando bevi,\u00a0 quando dai un cambio, quando leggi i distacchi, quando vedi che i chilometri passano ma non ti prendono. La accarezzi, ti sembra di toccarla ma pensi anche alla sconfitta. Pensi che dopo tanta fatica ti toccher\u00e0 giocartela.\u00a0 E cos\u00ec raccogli le ultime forze, stringi i cordini delle scarpe e incroci per l\u2019ultima volta lo sguardo complice del tuo compagno di strada. D\u2019ora in poi ognun per s\u00e8,\u00a0 senza rancore\u2026\u00a0Dario vince e Mattia perde ma poi si abbracciano. Ci fosse stato il pareggio tutto ci\u00f2 non sarebbe mai successo. Per questo il ciclismo \u00e8 lo sport pi\u00f9 bello che c\u2019\u00e8\u2026<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abLa vittoria contiene un brivido che \u00e8 persino difficile da descrivere, ma anche \u200bla sconfitta\u200b ha qualcosa di meraviglioso. Per chi \u00e8 abituato a vincere, la tentazione di sentirsi invincibili \u00e8 forte: la vittoria, a volte, pu\u00f2 rendere \u200barroganti \u200be condurre a pensarsi arrivati. La sconfitta, invece, favorisce \u200bla meditazione\u200b: ci si chiede il perch\u00e9 della sconfitta, si fa un esame di coscienza, si analizza il lavoro fatto. Ecco perch\u00e9, da certe sconfitte, nascono delle bellissime vittorie: perch\u00e9, individuato lo sbaglio, si accende \u200bla sete del riscatto\u200b. Mi verrebbe da dire che chi vince \u200bnon sa che cosa si perde\u200b\u00bb. 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