{"id":2911,"date":"2011-10-09T14:36:05","date_gmt":"2011-10-09T13:36:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=2911"},"modified":"2011-10-09T14:54:37","modified_gmt":"2011-10-09T13:54:37","slug":"gianni-poli-vi-spiego-perche-new-york-e-il-sogno-di-noi-maratoneti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/10\/09\/gianni-poli-vi-spiego-perche-new-york-e-il-sogno-di-noi-maratoneti\/","title":{"rendered":"Gianni Poli: &#8220;Vi spiego perch\u00e8 New York \u00e8 il sogno di noi maratoneti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/10\/poli1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2913\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/10\/poli1-300x240.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/10\/poli1-300x240.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2011\/10\/poli1.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La maratona \u00e8 ormai una passione anche italiana. Da Roma a Firenze, Da Venezia a Milano i numeri crescono e sono sempre di pi\u00f9 gli amatori ci provano. Ma per tutti il sogno resta New York, un rito che tra poco meno di un mese si ripeter\u00e0 e che porter\u00e0 sulle strade oltre 40mila appassionati. Staten Island, il Bronx, il Queensboro Brigde e l\u2019arrivo in Central Park fanno parte dell\u2019immaginario di ogni maratoneta lento o veloce che sia. Una volta nella vita si deve correre a New York. Una volta nella vita si pu\u00f2 anche vincere a New York. E venticinque anni fa a tagliare il traguardo della pi\u00f9 importante maratona del mondo era il nostro Gianni Poli, primo azzurro a scendere sotto le 2ore e 10 minuti sui 42 chilometri.<br \/>\n<strong>Quel giorno le ha cambiato la vita&#8230;<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, un po\u2019 s\u00ec. Se la maratona che ho vinto in Giappone, a Fukuoka, mi aveva fatto entrare nel giro degli atleti che contavano quella di New York mi ha dato la popolarit\u00e0. Chi vince nella Grande Mela mette il sigillo a una carriera. Io sinceramente quel giorno non me l\u2019aspettavo. Poi per\u00f2 al trentesimo chilometro quando ho visto l\u2019australiano De Castella che si staccava e sono rimasto solo ho cominciato a crederci. Gli ultimi 100 metri sono stati i pi\u00f9 lunghi della mia vita, non finivano pi\u00f9. Poi ho realizzato e mi sono reso conto di cosa avevo combinato&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Da Londra a Berlino sono tante le maratone famose ma perch\u00e9 tutti vogliono correre a New York?<\/strong><br \/>\n\u00abPerch\u00e9 non \u00e8 solo una gara. \u00c8 un evento che ti coinvolge prima, durante e dopo. Chi \u00e8 stato a New York lo sa. Scendi dall\u2019aereo, entri in un ristorante, cammini per strada e la gente ti ferma, ti chiede se sei venuto qui per la maratona, se corri, se \u00e8 la prima volta. \u00c8 una citt\u00e0 che respira e si muove con gli atleti, con gli appassionati. \u00c8 un clima unico, irripetibile. Chi ha gareggiato qui se lo ricorda per sempre\u00bb.<br \/>\n<strong>Lei dopo la vittoria l\u2019ha pi\u00f9 corsa?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, due volte. Nel \u201994 quando ho deciso di chiudere la mia carriera agonistica e nel 2001 dopo l\u2019attentato alle torri gemelle da semplice amatore, nelle retrovie e senza dirlo a nessuno. Ho pensato che fosse giusto esserci. Quella citt\u00e0 mi aveva dato tanto e io volevo testimoniarle la mia riconoscenza. Anche quella volta \u00e8 stata una gara indimenticabile seppur per ragioni diverse. La citt\u00e0 era spaventata, quasi spettrale ma quello \u00e8 stato il primo gradino su cui sono saliti i newyorchesi per ripartire&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Ora ci torna ogni anno. Non le viene voglia di riprovarci?<\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec per lavoro seguo tutte le edizioni della New York city marathon. Con l\u2019agenzia Victory organizziamo la trasferta e la guida tecnica per gruppi di appassionati. Mi piace riassaporare il clima sulla linea del traguardo, veder arrivare i campioni e poi tutti gli altri. Da qualche anno mi segue mia figlia che continua a ripetermi quando la far\u00f2 con lei. Sinceramente sto lasciando cadere un po\u2019 il discorso ma mi sa che prima o poi mi tocca&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>In tutti questi anni questa corsa \u00e8 diventato un vero business. Cosa \u00e8 cambiato?<\/strong><br \/>\n\u00abBeh, intanto sono cambiati i numeri. Da 15-20mila ad oltre 40mila ma forse anche di pi\u00f9. Il vecchio staff dell\u2019organizzazione \u00e8 stato quasi radicalmente sostituito e la maratona muove un gran giro d\u2019affari ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec. Ma lo spirito \u00e8 rimasto lo stesso. E poi gli americani alla loro maratona ci tengono, guai a chi gliela tocca. Pensi che all\u2019arrivo, dopo che uno magari ha corso per 5 ore \u00e8 costretto a incolonnarsi e fare una coda di tre o quattro chilometri prima di arrivare ai camion dove gli restituiscono la borsa con gli indumenti asciutti. Eppure non c\u2019\u00e8 una critica. nessuno si lamenta. Da noi in Italia non va proprio cos\u00ec&#8230;\u00bb.<br \/>\n<strong>Manca poco meno di un mese al via. Chi si doveva allenare lo deve gi\u00e0 aver fatto. Quali sono i consigli?<\/strong><br \/>\n\u00abQuando correvo tre settimane prima di una maratona io ero abituato a correre una mezza come test di gara. E questa \u00e8 una regola che pu\u00f2 valere anche per gli amatori. Il consiglio che mi sento di dare a chi va a correre a New York \u00e8 di partire adagio, tenere un ritmo regolare perch\u00e9 l\u2019ultima parte di questa corsa \u00e8 la pi\u00f9 difficile. E comunque non pensare a al record personale: \u00e8 un sogno, il vero consiglio \u00e8 quello di goderselo in pieno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La maratona \u00e8 ormai una passione anche italiana. Da Roma a Firenze, Da Venezia a Milano i numeri crescono e sono sempre di pi\u00f9 gli amatori ci provano. Ma per tutti il sogno resta New York, un rito che tra poco meno di un mese si ripeter\u00e0 e che porter\u00e0 sulle strade oltre 40mila appassionati. Staten Island, il Bronx, il Queensboro Brigde e l\u2019arrivo in Central Park fanno parte dell\u2019immaginario di ogni maratoneta lento o veloce che sia. Una volta nella vita si deve correre a New York. Una volta nella vita si pu\u00f2 anche vincere a New York. 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