{"id":29120,"date":"2021-01-07T12:06:27","date_gmt":"2021-01-07T11:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29120"},"modified":"2021-01-07T12:06:27","modified_gmt":"2021-01-07T11:06:27","slug":"il-ciclocross-fa-bene-a-fabio-aru-e-viceversa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/07\/il-ciclocross-fa-bene-a-fabio-aru-e-viceversa\/","title":{"rendered":"Il ciclocross fa bene a Fabio Aru ( e viceversa)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/07\/il-ciclocross-fa-bene-a-fabio-aru-e-viceversa\/fba\/\" rel=\"attachment wp-att-29122\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29122\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/fba-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/fba-300x213.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/fba-1024x727.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/fba-768x545.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/fba.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;era un volta il ciclocross,\u00a0 arte raffinata dell&#8217;andare in bici in equilibrio tra neve e fango, arte del guidare, del far fatica ancor pi\u00f9 che sulla strada se \u00e8 possibile, arte antica di un pedalare da cui il ciclismo tutto prende origine e a volte ritorna,\u00a0 sport meno patinato ma pi\u00f9 affascinante dove non c\u2019\u00e8 il fashion degli sprinter, le tute attillate delle crono o le bici sempre pi\u00f9 glamour di <strong>Giro<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Tour.<\/strong> Solo fango e fatica,\u00a0 gambe sporche, facce pure come capita alla\u00a0<strong>Roubaix<\/strong> e nelle classiche del Nord dove infatti\u00a0 \u00e8 una religione da migliaia e migliaia di tifosi. C&#8217;era una volta il ciclocross e per fortuna c&#8217;\u00e8 ancora, pi\u00f9 vivo e vivace che mai e in questi giorni\u00a0 pi\u00f9 attuale che mai con le foto di <strong>Fabio Aru<\/strong> che torna a sporcarsi le mani alla ricerca di una voglia, una forma e un&#8217; anima combattente che in queste ultime stagioni ha un po&#8217; smarrito. Fa bene il ciclocross a Fabio Aru che, come tanti, proprio cos\u00ec aveva cominciato. Gli fa bene tornare, infangarsi, dimenticare i truck lussuosi degli squadroni e andare alle gare in furgone,\u00a0 farsi la doccia con una tanica d&#8217;acqua, lavarsi la bici con una canna a gara finita. Fa bene il ciclocross a Fabio Aru ma anche viceversa perch\u00e8 in questi giorni da Ancona a Cremona a Porto sant&#8217;Elpidio si parla tanto e si scrive molto di ciclocross poprio perch\u00e8 in gara c&#8217;\u00e8 Fabio Aru, senza nulla togliere a tutti gli altri che come lui faticano, si sporcano e magari vanno anche pi\u00f9 forte a cominciare dal tre volte tricolore\u00a0 Gioele Bertolini, al campione d&#8217;Italia in carica\u00a0 Jakob Dorigoni,\u00a0 da\u00a0 Cristian Cominelli a Nadir Colledani, Davide Toneatti, Federico Ceolin, Samuele Leone, Daniele Braidot, \u00a0Marco Pavan, Stefano Capponi, Stefano Sala,\u00a0 Filippo Fontana\u00a0 tanto per non far nomi&#8230; Ma va cos\u00ec. Va cos\u00ec\u00a0 per gli sport &#8220;minori&#8221; che combattono la loro quotidiana battaglia alla conquista di qualche spazio tra pagine, pagine e pagine di calcio, tra var e moviole, tra le\u00a0 telenovele di Zaniolo e compagnia.\u00a0 Ieri \u00e8 andata in scena l\u2019ultima tappa del Giro d\u2019Italia di ciclocross, che ha visto Aru concludere in ottava piazza\u00a0 e ora,\u00a0 il corridore sardo della <strong>Qhubeka-Assos,<\/strong> correr\u00e0 i campionati italiani che sono in programma nel fine settimana a Lecce. Saranno un po&#8217; lo spartiacque che permetter\u00e0 al ct della nazionale azzurra di ciclocross <strong>Fausto Scotti<\/strong> di sciogliere le riserve su una sua eventuale convocazione per il mondiale che si correr\u00e0 a fine gennaio a Ostenda in Belgio: &#8220;Fabio sta correndo bene ed \u00e8 tornato a divertirsi- spiega Scotti- e ad oggi non mi sento di escluderlo ma neanche di garantirgli la convocazione, dobbiamo vedere come andranno i Campionati Italiani e poi il ritiro con la sua squadra. Non posso decidere solo con lui e comunque abbiamo ancora tutto il mese per pensarci\u201d. \u00a0Insomma se la gioca. Ma <strong>Fabio Aru<\/strong> in gara in un mondiale di ciclocross che si corre nel cuore delle Fiandre\u00a0 a fare da terzo incomodo alla sfida infinita tra <strong>Wout van Aert<\/strong> e <strong>Mathieu Van der Poel\u00a0<\/strong> sarebbe uno spot fantastico per il ciclocross, per il ciclismo tutto e anche per lui. Viceversa, appunto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;era un volta il ciclocross,\u00a0 arte raffinata dell&#8217;andare in bici in equilibrio tra neve e fango, arte del guidare, del far fatica ancor pi\u00f9 che sulla strada se \u00e8 possibile, arte antica di un pedalare da cui il ciclismo tutto prende origine e a volte ritorna,\u00a0 sport meno patinato ma pi\u00f9 affascinante dove non c\u2019\u00e8 il fashion degli sprinter, le tute attillate delle crono o le bici sempre pi\u00f9 glamour di Giro\u00a0e\u00a0Tour. Solo fango e fatica,\u00a0 gambe sporche, facce pure come capita alla\u00a0Roubaix e nelle classiche del Nord dove infatti\u00a0 \u00e8 una religione da migliaia e migliaia di tifosi. 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