{"id":29138,"date":"2021-01-11T12:48:38","date_gmt":"2021-01-11T11:48:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29138"},"modified":"2021-01-11T20:24:46","modified_gmt":"2021-01-11T19:24:46","slug":"il-marine-e-gli-spurs-quando-il-calcio-torna-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/11\/il-marine-e-gli-spurs-quando-il-calcio-torna-poesia\/","title":{"rendered":"Il Marine e gli Spurs, quando il calcio torna poesia&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/11\/il-marine-e-gli-spurs-quando-il-calcio-torna-poesia\/mari1-2\/\" rel=\"attachment wp-att-29157\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-29157\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/mari1-1-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/11\/il-marine-e-gli-spurs-quando-il-calcio-torna-poesia\/mari2\/\" rel=\"attachment wp-att-29147\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-29147\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/mari2-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/11\/il-marine-e-gli-spurs-quando-il-calcio-torna-poesia\/mari4\/\" rel=\"attachment wp-att-29149\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-29149\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/mari4-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/11\/il-marine-e-gli-spurs-quando-il-calcio-torna-poesia\/mari3\/\" rel=\"attachment wp-att-29148\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-29148\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/mari3-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/11\/il-marine-e-gli-spurs-quando-il-calcio-torna-poesia\/mari5\/\" rel=\"attachment wp-att-29158\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-29158\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/mari5-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/01\/11\/il-marine-e-gli-spurs-quando-il-calcio-torna-poesia\/mari6\/\" rel=\"attachment wp-att-29159\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-29159\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/01\/mari6-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La foto che sta facendo il giro della Gran Bretagna \u00e8 quella di <strong>Bayleigh Passant<\/strong> che, con le scarpe da calcio e la maglia ancora infangata, esce da un minimarket di Crosby, un paesino da 40mila anime sul mare a un tiro di schioppo da Liverpool,\u00a0 stringendo tra le braccia una decina di birre da offrire ai suoi tifosi. Passant, una ventina d&#8217;anni, operaio dal luned\u00ec al venerd\u00ec, \u00e8 il portiere titolare del <strong>Marine Football club<\/strong>, squadra con pi\u00f9 di un secolo di storia che gioca nella Northern Premier League Division One North West, l&#8217;ottava divisione inglese, la nostra seconda categoria.\u00a0 La storia comincia\u00a0 qui. Passant e compagni, una decina di giorni fa battono fa l&#8217;<strong>Havant and Waterlooville<\/strong> con un gol all&#8217;ultimo minuto del loro capitano, l&#8217;insegnante elementare <strong>Niall Cummin,<\/strong>\u00a0 e si qualificano per il terzo turno della <strong>Fa Cup,<\/strong> la coppa d&#8217;Inghilterra,\u00a0 il torneo pi\u00f9 antico del Paese,\u00a0 la sfida nata nel 1871 per dare gioia e sfogo a tutti quegli operai che nei giorni della settimana tirano di lima nelle fabbriche del Regno e la domenica mattina han voglia di tirar calci a un pallone sui campetti delle loro contee.\u00a0 Poi nella Coppa d&#8217;Inghilterra arrivano anche i grandi club e le sfide diventano altre anche se ogni tanto tornano ad attorcigliarsi con la storia e a raccontare vicende antiche. Proprio come quella che nel terzo turno mette di fronte al Marine nientemeno che il Tottenham di <strong>Jos\u00e8 Mourinho<\/strong>, di <strong>Harry Kaine<\/strong>, di <strong>Gareth Bale,<\/strong> di <strong>Heung-Min Son<\/strong>, di <strong>Dele Alli <\/strong>e di<strong> Joe Lewis <\/strong>uno degli uomini pi\u00f9 ricchi d&#8217;Inghilterra che da anni ormai vive a bordo di uno yacht da mille e una notte. Non \u00e8 mai successo.\u00a0 Mai in 140 edizioni della fa Cup si sono ritrovati di fronte due club cos\u00ec lontani per categoria, mai in campo sono scesi due mondi cos\u00ec diversi e distanti. Da una parte uno dei club pi\u00f9 titolati, ricchi e potenti della Premier, dall&#8217;altra una squadretta di amici che vivono sognando il calcio ma che ogni mattina si alzano e si rimboccano le maniche per portare a casa la pagnotta.\u00a0 Come <strong>Neil Young,<\/strong> il mister del Marine che fa il ferroviere sui treni di sua maest\u00e0 e che per giocarsi la sfida della sua vita si \u00e8 dovuto mettere in ferie. Marziani e terrestri, professionisti e amatori, sponsor e sottoscrizioni per comprarsi le divise,\u00a0 business e poesia che per una sera si incrociano sulla via del mare che si affaccia verso l&#8217;Irlanda e che portano a Crosby per un miracolo sportivo che sembra quello delle maree che ad ogni tramonto fanno apparire e scomparire le cento enormi statue di ghisa realizzate da <strong>Antony Gormley,<\/strong>\u00a0 in una delle installazioni pi\u00f9 famose del Regno Unito. Crosby \u00e8 soprattutto questo. E&#8217; un paesino di costa dove la vita scorre tranquilla tra pioggia , vento e mareggiate, tra il profumo della torba bruciata nei camini,\u00a0 tra un pub, una birra e la partita del Marine al Rosett Park che sta a nove chilometri in linea d&#8217;aria da Anfield Road. Per\u00f2 si vive bene tant&#8217;\u00e8 che da queste parti ha preso casa anche il mister dell&#8217;Everton <strong>Carletto Ancelotti<\/strong> che, per questa sfida con gli Spurs, ha prestato il proprio centro di allenamento ai ragazzi del presidente <strong>David Thompson <\/strong>e gli ha pure dato i\u00a0 filmati delle partite per studiare la tattica.\u00a0 Da dieci giorni, da quel gol al novantesimo contro l&#8217;Havant che ha spianato la strada a un sogno, da queste parti non si parla d&#8217;altro e, se non ci fosse stato il Covid che qui \u00e8 pi\u00f9 emergenza che altrove, \u00a0la sfida storica col Tottenham avrebbe portato tra biglietti venduti, curiosi e turisti oltre 100mila sterline. Va cos\u00ec. Ma non ci si perde d&#8217;animo. E allora, anche se i 380 posti della Travel Arena sono quasi deserti, per la sfida con gli Spurs i biglietti diventano virtuali e tra appassionati, vip e chi ha tanta voglia di poter dire un giorno &#8220;io c&#8217;ero&#8221;, se ne vendono pi\u00f9 di 20mila che vanno ad aggiungersi ad una lotteria che mette in palio maglie del Marine, gadgets, qualche birra e, per il vincitore, la possibilit\u00e0 di sedersi in panchina a guidare la squadra in un&#8217;amichevole.\u00a0 Tribune vuote ma tutto esaurito\u00a0 intorno alla rete di oltre due metri che serve a non far uscire il pallone che altrimenti finirebbbe nei giardinetti delle case che poi c&#8217;\u00e8 qualcuno che se lo tiene. Gente alle finestre, in cortile, sui davanzali. Al civico 39 tre ragazzi seguono la sfida con una bottiglia di spumante e, per star distanziati, si sono arrampicati sull&#8217;albero del giardino; al 49 una signora tifosa dei Reds (come quasi tutti qui) fa sapere a mister <strong>Jurgen Klopp<\/strong> con un cartellone scritto col pennarello che avrebbe tanto piacere di invitarlo a cena e non solo a cena&#8230;;\u00a0 al civico 21\u00a0 c&#8217;\u00e8 la signora Jones e al 21 il signor Nolan che fanno il tifo sorseggiando una pinta a una decina di metri da Mou.\u00a0 Che \u00e8 infreddolito e scuro in volto perch\u00e8 fino al 24mo del primo tempo il Marine tiene il campo e al 19 <strong>Neil Kengni<\/strong> lo fa sussultare con un tiro di controbalzo che si stampa sulla traversa a pochi centimetri dalla gloria: &#8221; Se perdiamo in premier \u00e8 colpa mia- aveva avvisato lo special one alla vigilia- ma se perdiamo qui la colpa \u00e8 di chi va in campo. E vincere senza guardare in faccia a nessuno \u00e8 il modo migliore per rispettare questi avversari&#8230;&#8221;. Ovviamente gli Spurs non perdono. Cinque a zero e pratica chiusa in una serata che permette al Tottenham di andare avanti in coppa alla ricerca di un trofeo che non mettono in bacheca ormai da 12 anni e al Marine di entrare nella storia del calcio inglese, e non solo inglese,\u00a0 per la via maestra. Finisce tra gli abbracci. Finisce in gloria, finisce con l&#8217;ex stella del Liverpool <strong>Jamie Carragher<\/strong> che abita qui\u00a0 che fa un donazione importante per aiutare i ragazzi del Merseyside a fare sport e finisce con il calcio che per una sera torna a regalare emozioni e poesia. Perche un calcio cos\u00ec\u00a0 come scriveva <strong>Pierpaolo Pasolini\u00a0<\/strong> &#8220;E&#8217; l\u2019ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. \u00c8 rito nel fondo, anche se \u00e8 evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio \u00e8 l\u2019unica rimastaci. Il calcio \u00e8 lo spettacolo che ha sostituito il teatro&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; La foto che sta facendo il giro della Gran Bretagna \u00e8 quella di Bayleigh Passant che, con le scarpe da calcio e la maglia ancora infangata, esce da un minimarket di Crosby, un paesino da 40mila anime sul mare a un tiro di schioppo da Liverpool,\u00a0 stringendo tra le braccia una decina di birre da offrire ai suoi tifosi. 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