{"id":29591,"date":"2021-03-17T18:54:58","date_gmt":"2021-03-17T17:54:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29591"},"modified":"2021-03-17T18:54:58","modified_gmt":"2021-03-17T17:54:58","slug":"i-ragazzi-ai-tempi-della-dad-chattano-mangiano-e-cucinano-e-lo-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/03\/17\/i-ragazzi-ai-tempi-della-dad-chattano-mangiano-e-cucinano-e-lo-sport\/","title":{"rendered":"I ragazzi ai tempi della Dad chattano, mangiano e cucinano: e lo sport?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/03\/17\/i-ragazzi-ai-tempi-della-dad-chattano-mangiano-e-cucinano-e-lo-sport\/dad\/\" rel=\"attachment wp-att-29596\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29596\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/dad-300x143.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/dad-300x143.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/dad-768x367.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/dad.jpg 1021w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quello che c&#8217;\u00e8 e quello che non c&#8217;\u00e8. C&#8217;\u00e8 la pandemia, c&#8217;\u00e8 il lockdown e c&#8217;\u00e8 il coprifuoco.\u00a0 C&#8217;\u00e8 una emergenza sanitaria, ce n&#8217;\u00e8 una economica e stiamo cominciando a fare i conti con una emergenza sociale soprattutto per quanto riguarda gli adolescenti che stanno crescendo senza scuola e senza sport. L&#8217;attivit\u00e0 sportiva \u00e8 stata, ad eccezione per gli atleti agonisti, di fatto cancellata, spazzata via da un anno di chiusura di impianti sportivi, campi di calcio, di basket e\u00a0 piscine. La scuola \u00e8 ridotta a un surrogato che si affida alla didattica a distanza con tutte le difficolt\u00e0 e tutti i limiti che la buona volont\u00e0 di tanti non basta a rendere dignitosa.\u00a0 E i numeri, come sempre, spiegano meglio di tante parole il &#8220;disastro&#8221; che si sta consumando. L&#8217;allarme arriva dallo\u00a0 studio di <strong>Parole O_Stili e Istituto Toniolo,<\/strong> condotto con il supporto tecnico di <strong>Ipsos<\/strong>: dopo un anno di didattica a distanza, oltre il 40% degli studenti ha percepito un peggioramento nelle proprie attivit\u00e0 di studio e il 65% fatica a seguire le lezioni. Il 96% durante la Dad ha chattato con i compagni, l\u201989% \u00e8 stato sui social media, l\u201988% ha consumato cibo e il 39% ha cucinato. L&#8217;indagine \u00e8 stata condotta su oltre 3.500 studenti della scuola secondaria di secondo grado e su circa 2.000 insegnanti della scuola primaria e secondaria. Tra le mancanze pi\u00f9 evidenti c\u2019\u00e8 la distanza \u201crelazionale\u201d tra i compagni di classe e tra studenti e professori: 1 su 4 ha sofferto un peggioramento del rapporto e del dialogo con l\u2019insegnante e il 77%\u00a0 non vede l&#8217;ora di tornare in presenza. &#8221; Studenti, docenti e genitori sono stati un po\u2019 abbandonati in questo lungo anno di didattica a distanza\u00a0 &#8211; afferma <strong>Rosy Russo,<\/strong> presidente di Parole O_Stili \u2013 Vivere il digitale non si improvvisa, richiede educazione e cultura. \u00c8 per questo che chiediamo al Ministero dell\u2019Istruzione di introdurre in tutte le scuole un\u2019ora di cittadinanza digitale alla settimana a partire dal mondo dell&#8217;infanzia&#8221;. &#8220;La didattica a distanza \u00e8 stata vissuta con molta difficolt\u00e0 e fatica dalla grande maggioranza degli studenti italiani.\u201d &#8211; afferma <strong>Alessandro Rosina,<\/strong> Docente di Demografia e Statistica Sociale (Universit\u00e0 Cattolica) e coordinatore scientifico di Laboratorio Futuro dell\u2019Istituto Toniolo \u2013 Non \u00e8 questa la scuola che desiderano. La mancanza dell\u2019interazione diretta, della dimensione relazionale di classe, assieme ad un uso delle nuove tecnologie adattate alle modalit\u00e0 di lezione tradizionale, ha impoverito tutte le dimensioni del processo formativo, riducendo motivazione e impegno soprattutto nelle componenti pi\u00f9 fragili a rischio di abbandono&#8221;.\u00a0 E il pericolo pi\u00f9 grande \u00e8 proprio questo visto che l&#8217;Italia con il 13.5 per cento \u00e8 uno dei Paesi europei dove si registra la percentuale pi\u00f9 alta di adolescenti che lasciano anzitempo gli studi dell&#8217;obbligo. Se poi si aggiunge che, solo in questo anno di pandemia, la previsione di abbandono dei ragazzi nei tesseramenti delle Federazioni sportive potrebbe raggiungere un -30 per cento la frittata \u00e8 fatta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quello che c&#8217;\u00e8 e quello che non c&#8217;\u00e8. 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