{"id":29605,"date":"2021-03-19T19:30:26","date_gmt":"2021-03-19T18:30:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29605"},"modified":"2021-03-19T19:49:58","modified_gmt":"2021-03-19T18:49:58","slug":"milano-sanremo-tutto-il-ciclismo-in-una-giornata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/03\/19\/milano-sanremo-tutto-il-ciclismo-in-una-giornata\/","title":{"rendered":"Milano Sanremo, tutto il ciclismo in una giornata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/03\/19\/milano-sanremo-tutto-il-ciclismo-in-una-giornata\/dan-3\/\" rel=\"attachment wp-att-29608\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29608\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/dan-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/dan-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/dan-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/dan.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E&#8217; una classica, un mondiale, un rito collettivo. Una gara senza pronostico, per velocisti ma non troppo, per scalatori ma non troppo, per favoriti ma non troppo. Sfida per uomini coraggiosi capaci di volate ad occhi chiusi e gomiti larghi, di picchiate gi\u00f9 dal Poggio,\u00a0 di fughe da 70 chilometri come quella di <strong>Michele Dancelli, <\/strong>cinquant&#8217;anni anni fa,\u00a0 che arriv\u00f2 da solo tra la folla impazzita e con <strong>Ernesto Colnago<\/strong>, bici in spalla, ad esultare sul tetto dell&#8217;ammiraglia. \u00a0La Milano-Sanremo \u00e8 tutto il ciclismo concentrato in una giornata che non finisce pi\u00f9 e che domani la Rai\u00a0 mander\u00e0 in onda dal primo all&#8217;ultimo minuto. Che \u00e8 una scommessa ma anche un gesto d&#8217;affetto importante che serve a conservare un patrimonio, perch\u00e8 poi lo sport, e i grandi eventi di sport, quando devi andarli a cercare tra\u00a0 piattaforme, highlits, codici d&#8217;accesso e smartcard perdono un po&#8217; del loro fascino fino a perdersi del tutto.\u00a0 La Sanremo invece resta l\u00ec. Come una volta, come sempre che \u00e8 il suo bello e il suo fascino. Resta l\u00ec da 112 anni che,\u00a0 quando tutto cominci\u00f2 nel 1907 davanti a un&#8217; osteria lungo il Naviglio Pavese: un&#8217;altra vita e un altro ciclismo.\u00a0 Al primo via, si presentarono trentatr\u00e9 dei sessantadue corridori iscritti.\u00a0 Pioveva e faceva freddo come spesso capita a marzo e come il meteo annuncia anche domani. Dubbi non ce ne furono e vinse il francese <strong>Lucien Petit-Breton<\/strong>, sotto contratto con la Bianchi, che complet\u00f2 i 281 chilometri del percorso a 26,206 chilometri all\u2019ora di media. Immagini sbiadite che per\u00f2, sempre pi\u00f9 spesso, rivivono nella riscoperta del ciclismo di una volta che sta tornando prepotentemente di moda con la passione del vintage. Da Milano a Sanremo storia di grandi imprese, di vittorie e di sconfitte, di primi e di ultimi perch\u00e8 pochi sport come il ciclismo e le sue classiche sanno anche celebrare chi arranca in retrovia. Ma anche storia di una citt\u00e0 che questa corsa l\u2019ha vissuta e la vive sulla sua pelle, nelle sue strade, nelle piazze, nei suoi luoghi pi\u00f9 simbolici. Dalla prima partenza della Conca Fallata a Porta Genova o alla Darsena dove la corsa part\u00ec quattro anni dopo. E domani la Grande Corsa riparte<strong>,<\/strong> torna sul percorso storico dopo la parentesi dello scorso anno quando tagli\u00f2 tra le valli per il no di alcuni sindaci della Riviera.\u00a0 Il rito si rinnova, si torna pedalare nella classica che una volta apriva una stagione che adesso invece gioca d\u2019anticipo in altri emisferi, in altri Paesi dove il ciclismo non esiste ma il business s\u00ec. Ma i grancorsini continuano a scrivere una storia a parte fatta di fatica oggi come allora quando si pedalava su bici, pesanti, senza cambi, con un solo rapporto da pianura e un solo rapporto da salita dall\u2019altra parte del mozzo della ruota. Una strada infinita, sempre pi\u00f9 o meno la stessa. Milano, la Darsena, Binasco, la Certosa, Pavia, Ovada, il passo del Turchino, Voltri e finalmente il mare. E ancora Varazze, Spotorno, Finale, Pietra, Alassio, Capo Mele e Capo Berta fino alla Cipressa che \u00abscrema\u00bb e al Poggio che \u00abdecide\u00bb. Non sempre per\u00f2, perch\u00e8 i conti si fanno in via Roma. Oggi, se tutto va come dovrebbe andare, a giocarsela dovrebbero essere <strong>Mathieu Van der Poel, Julian Alaphilippe e Wout Van Aert\u00a0<\/strong> anche se il sogno azzurro sarebbe quello di vedere arrivare a braccia alzate <strong>Vincenzo Nibali, Matteo Trentin<\/strong> o <strong>Alberto Bettiol.<\/strong> Comunque andr\u00e0 sar\u00e0 un successo,\u00a0 un&#8217;emozione \u00a0nella scia di Coppi, Bartali, Girardengo, della maglia di Eddie Merckx conservata tra cimeli che si ritrovano nella mostre che seguono da sempre la Sanremo e che ne custodiscono il mito. Bici ed eroi come sempre con la musica che li rincorre come le voci antiche del <strong>Quartetto Cetra.<\/strong> Che sembra ancora di sentirli: \u00abPassa la prima Milano-Sanremo e nel polverone ben presto scompar. Dio solo sa quando noi giungeremo, anche il Turchino dovremo scalar. Passa la prima Milano-Sanremo: Petit Breton, Pellissier, Garrigou! Ogni bicicletta chili 33 e una medaglietta solo ai primi tre. Si part\u00ec luned\u00ec e arrivammo di mercoled\u00ec. Come premio trovammo a Sanremo un bacio, un sorriso e un fior! Fiori di Sanremo per il vincitor\u00bb. Perch\u00e8 \u00abSanremo \u00e8 sempre Sanremo\u00bb anche se in bici \u00e8 tutta un\u2019altra musica\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; una classica, un mondiale, un rito collettivo. Una gara senza pronostico, per velocisti ma non troppo, per scalatori ma non troppo, per favoriti ma non troppo. 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