{"id":29860,"date":"2021-04-28T20:45:41","date_gmt":"2021-04-28T18:45:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29860"},"modified":"2021-04-28T23:49:13","modified_gmt":"2021-04-28T21:49:13","slug":"la-mia-bici-non-salvera-il-mondo-ma-e-la-bici-piu-bella-che-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/04\/28\/la-mia-bici-non-salvera-il-mondo-ma-e-la-bici-piu-bella-che-ce\/","title":{"rendered":"La mia bici non salver\u00e0 il mondo ma \u00e8 la bici pi\u00f9 bella che c&#8217;\u00e8&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/03\/28\/soli-al-comando-3\/macerone-5\/\" rel=\"attachment wp-att-29664\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29664\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/macerone-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/macerone-300x224.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/macerone-768x572.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/03\/macerone.jpg 812w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il piacere della bicicletta \u00e8 quello stesso della libert\u00e0, forse meglio della liberazione. Andarsene ovunque, in ogni momento, arrestandosi alla prima velleit\u00e0 di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servit\u00f9 come un treno&#8230;Alfredo Oriani, scrittore e intellettuale faentino del primo Novecento, spieg\u00f2 magistralmente cosa fosse per lui una bici.\u00a0 E probabilmente non servono altre parole. Ma ognuno in testa ha la sua bici: per gareggiare, per viaggiare, per andare piano o forte, per far fatica o per non farne affatto se mai \u00e8 possibile. La bici e tante cose insieme e alla fine finisce sempre per essere ci\u00f2 che \u00e8 il suo padrone, che le d\u00e0 forza, energia, che la fa vivere. Ci\u00f2 che una bici pu\u00f2 essere e diventa \u00e8 nell&#8217;anima, nella testa e nei muscoli di chi le monta in sella. La mia bici negli anni \u00e8 cambiata e ora va forse un po&#8217; pi\u00f9 piano fa qualche gara in meno ma va sempre pi\u00f9 lontano.\u00a0 Silenziosa prende strade pi\u00f9 solitarie quasi\u00a0 a non cercare guai.\u00a0 E&#8217; una bici prudente e a volte preoccupata. Un esercizio di pazienza e di volont\u00e0 che si allenano esattamente come si allenano i muscoli. E&#8217; il vento in faccia, purtroppo sempre. E&#8217; una salita perch\u00e8 il ciclismo ha senso solo in salita. E&#8217; una via pi\u00f9 lunga perch\u00e8 le scorciatoie non servono. E&#8217; l&#8217;alibi perfetto per una birra o un bicchiere di rosso. La mia bici \u00e8 uno scacciapensieri formidabile, capace di rimettere in ordine le idee quando si fanno pesanti e confuse. Non c&#8217;\u00e8 trucco: ma quando i conti non tornano, in bici tornano. La mia bici \u00e8 la magia che riempie gli occhi di gioia ai bambini cos\u00ec come agli adulti che, proprio per questo, restano per sempre un po\u2019 bambini. La mia bici non fa politica e non ha nessuna presunzione di salvare il mondo. E anche per questo \u00e8 la bici pi\u00f9 bella che c&#8217;\u00e8&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il piacere della bicicletta \u00e8 quello stesso della libert\u00e0, forse meglio della liberazione. Andarsene ovunque, in ogni momento, arrestandosi alla prima velleit\u00e0 di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servit\u00f9 come un treno&#8230;Alfredo Oriani, scrittore e intellettuale faentino del primo Novecento, spieg\u00f2 magistralmente cosa fosse per lui una bici.\u00a0 E probabilmente non servono altre parole. Ma ognuno in testa ha la sua bici: per gareggiare, per viaggiare, per andare piano o forte, per far fatica o per non farne affatto se mai \u00e8 possibile. 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