{"id":29907,"date":"2021-05-08T18:34:21","date_gmt":"2021-05-08T16:34:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29907"},"modified":"2021-05-08T19:45:36","modified_gmt":"2021-05-08T17:45:36","slug":"ganna-in-rosa-dove-eravamo-rimasti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/08\/ganna-in-rosa-dove-eravamo-rimasti\/","title":{"rendered":"Ganna in rosa: dove eravamo rimasti?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/08\/ganna-in-rosa-dove-eravamo-rimasti\/pippo\/\" rel=\"attachment wp-att-29910\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29910\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/pippo-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/pippo-300x198.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/pippo-1024x675.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/pippo-768x506.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/pippo.jpg 1174w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Da Palermo a Torino dove, nel Museo Egizio, in questi giorni \u00e8 esposta la maglia rosa di <strong>Fausto Coppi.<\/strong> Ma il presente \u00e8 il rosa di <strong>Filippo Ganna<\/strong> che per il secondo anno, unendo in una pedalata infinita Sicilia e Piemonte, si rimette addosso\u00a0 la maglia del Giro. Non accadeva dal 1984 che per due edizioni consecutive un italiano vincesse la prima tappa e l&#8217;ultimo a farlo era stato nientemeno che <strong>Francesco Moser.<\/strong> Quindi Ganna \u00e8 in ottima compagnia. Parte il Giro e lui arriva puntuale come i treni di una volta,\u00a0 si mangia quasi nove chilometri di prologo a quasi 59 all&#8217;ora. Pazzesco. Il 24enne campione del mondo della Ineos si mette dietro un altro ragazzone italiano della sua &#8220;razza&#8221; <strong>Edoardo Affini<\/strong> della Jumbo Visma che arriva a 10 secondi forse anche perch\u00e8 sbaglia una curva ma che spiega meglio di ogni altra chiacchiera quanto la pista sia una fucina di campioni e quanto il movimento azzurra goda di ottima salute. Ma torniamo a Ganna. Questo ragazzone di Verbania di\u00a0 un metro e 93 centimetri per 8o e passa chili, forse pi\u00f9 adatto al basket e alla pallavolo, \u00e8 la sintesi perfetta tra potenza e armonia e sembra \u201cprogettato\u201d apposta per andar forte in bici. E non solo a cronometro. Dove possa arrivare forse non lo sa neppure lui come ha fatto vedere lo scorso anno in salita schiantando tutti sulla Sila ma oggi sulle rive del Po spingendo un 60\u00d711,\u00a0 rapporto assurdo per tutti gli altri esseri umani, ha vinto senza dar neppure l&#8217;impressione di far fatica. Sembra fermo eppure vola che pi\u00f9 che un&#8217;immagine \u00e8 una premonizione di gloria cucita addosso a un predestinato. Scriveva quel genio di <strong>Gianni Brera<\/strong>: &#8220;In fondo, la bicicletta altro non \u00e8 che una povera bonaria concessione alla nostra ansia di andare. Dunque uno strumento.\u00a0 La costruirono utile ma certo antiestetico complemento della loro natura comune, uomini che il genio non innalzava. E rimase poi sempre com\u2019era, nel suo concetto fondamentale: un aiuto alle nostre povere gambe negate al moto veloce. Uno strumento suppletivo. Sinch\u00e9 non venne allo sport Fausto Coppi\u2026\u201d. C&#8217;\u00e8 una maglia rosa esposta al Museo Egizio e ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altra sulle spalle di un ragazzo che l&#8217;aveva indossata per la prima volta l&#8217;anno scorso a Palermo e oggi se l&#8217;\u00e8 ripresa a Torino. Dove eravamo rimasti?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da Palermo a Torino dove, nel Museo Egizio, in questi giorni \u00e8 esposta la maglia rosa di Fausto Coppi. Ma il presente \u00e8 il rosa di Filippo Ganna che per il secondo anno, unendo in una pedalata infinita Sicilia e Piemonte, si rimette addosso\u00a0 la maglia del Giro. 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