{"id":29920,"date":"2021-05-10T23:40:46","date_gmt":"2021-05-10T21:40:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29920"},"modified":"2021-05-11T12:12:19","modified_gmt":"2021-05-11T10:12:19","slug":"al-giro-vince-taco-mai-fidarsi-di-chi-spinge-i-rapporti-lunghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/10\/al-giro-vince-taco-mai-fidarsi-di-chi-spinge-i-rapporti-lunghi\/","title":{"rendered":"Al Giro vince Taco, mai fidarsi di chi spinge i rapporti lunghi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/10\/al-giro-vince-taco-mai-fidarsi-di-chi-spinge-i-rapporti-lunghi\/171306493-d8059e19-daff-43a8-92c2-33ee05c4e8ec\/\" rel=\"attachment wp-att-29921\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29921\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/171306493-d8059e19-daff-43a8-92c2-33ee05c4e8ec-300x170.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/171306493-d8059e19-daff-43a8-92c2-33ee05c4e8ec-300x170.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/171306493-d8059e19-daff-43a8-92c2-33ee05c4e8ec.jpg 735w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mai fidarsi di chi spinge i rapporti lunghi. Tre anni fa alla Dwars door Het Hageland, una delle classiche corse fiamminghe, in uno di quegli arrivi in cui in una manciata di secondi ti giochi una giornata di fatica\u00a0 tra muri, fango e sterrati vince Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert arriva terzo. \u00a0Nel bel mezzo, a una decina di centimetri,\u00a0 si piazza <strong>Taco van der Hoorn,<\/strong> un ragazzone olandese di un metro e novanta per una settantina di chili abbondanti nato 27 anni fa tra i canali di Rotterdam dove in bici si va da piccoli prima a scuola poi ovunque. Anche a far gare se uno ha talento. Ma la bici \u00e8\u00a0 \u00e8 strana oltre ad essere un mezzo meraviglioso. Cos\u00ec a nulla vale mettersi dietro a fenomeni come Van Aert se poi, un paio di anni dopo, fai fatica a trovare contratto perch\u00e8 ti dice male , perch\u00e8 mentre ti stai allenando sui Pirenei finisci sotto un&#8217;auto che ti spegne un bel po&#8217; di sogni e un pezzo di carriera.\u00a0 Addio contratti. Addio alla Jumbo-Visma che aveva scommesso su di te ma ora non ha pi\u00f9 voglia di scommesse al buio. <strong>Van der Hoorn<\/strong> frena. Ma non si ferma. Firma un contratto con la<strong> Beat cycling,<\/strong> una formazione continental che non \u00e8 probabilmente ci\u00f2 che sognava ma \u00e8 l&#8217;unico modo per restare a galla. Per non uscire dal giro scritto in minuscolo. Perch\u00e8 nel Giro, questa volta scritto in grande, ce lo riporta quest&#8217;anno\u00a0 la <strong>Intermarch\u00e9-Wanty-Gobert Mat\u00e9riaux,<\/strong> all\u2019esordio nella corsa rosa, una squadra non attrezzata per vincere negli sprint o negli arrivi in salita ma che le vittorie se le deve inventare proprio laddove non c&#8217;\u00e8 speranza. E oggi nella <strong>Biella-Canale, <\/strong>terza tappa dopo le schermaglie iniziali,\u00a0 la fuga di Van der Horn parte quasi subito insieme ad un manipolo di altri eroi di giornata: di speranze di arrivare al traguardo non ce ne sono. Un film gi\u00e0 visto. Buono per raccattare qualche inquadratura che fa felici i familiari e gli sponsor in attesa di rientrare nei ranghi per un finale gi\u00e0 scritto. Ma a tre chilometri dall&#8217;arrivo, dopo una giornata di fatica, l&#8217;olandese che a Rotterdam da piccolo pedalava su una mountainbike, \u00e8 ancora l\u00e0 davanti da solo. Mette gi\u00f9 la testa, non si gira e quei sedici secondi che lo separavano dal gruppo che non ha fatto i conti giusti li difende con il cuore e con i denti ma soprattutto con le gambe: &#8220;\u00c8 una vittoria incredibile- spiega al traguardo- penso di essermela meritata. Ancora non me ne rendo conto. C\u2019\u00e8 sempre il 0,5-1% di possibilit\u00e0 che la fuga ce la faccia, so che il percorso mi andava bene, anche nel finale ci ho creduto fino in fondo. Ci ho provato con l&#8217;idea in testa che sarei stato comunque l&#8217;ultimo ad arrendersi anche se dipendeva un po&#8217; da me e un po&#8217; dal gruppo&#8230;Per\u00f2 questa mattina non ci avrei creduto\u00bb.\u00a0 Non ci credeva Taco, non ci credeva Peter, non ci credeva Elia non ci credevano quasi tutti gli altri. Per\u00f2 alla fine \u00e8 andata come era andata tre anni fa ad Aarschot, nella provincia del Brabante Fiammingo in Belgio, quando Taco arriv\u00f2 tra Van de Poel e Van Aert, sconosciuto tra le promesse. Non fu un caso allora, non \u00e8 stato un caso oggi. Mai fidarsi di chi sa spingere i rapporti lunghi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mai fidarsi di chi spinge i rapporti lunghi. 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