{"id":29927,"date":"2021-05-11T19:27:17","date_gmt":"2021-05-11T17:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29927"},"modified":"2021-05-11T20:26:59","modified_gmt":"2021-05-11T18:26:59","slug":"de-marchi-in-rosa-il-sogno-del-rosso-di-buja","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/11\/de-marchi-in-rosa-il-sogno-del-rosso-di-buja\/","title":{"rendered":"De Marchi in rosa, il sogno del &#8220;Rosso di Buja&#8221;&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/11\/de-marchi-in-rosa-il-sogno-del-rosso-di-buja\/5953293_1813_giro_d_italia_2021\/\" rel=\"attachment wp-att-29934\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29934\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/5953293_1813_giro_d_italia_2021-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/5953293_1813_giro_d_italia_2021-300x164.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/5953293_1813_giro_d_italia_2021.jpg 380w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il &#8220;Rosso di Buja&#8221; si veste di rosa. Per <strong>Alessandro de Marchi,<\/strong>\u00a0 nato a Cividale del Friuli il 19 maggio di 34 anni fa ma cresciuto a Buja nel paese di sua madre, \u00e8 il sogno di una vita da ciclista che fa piangere di gioia, che ti fa sgranare gli occhi, ti cambia i connotati forse anche il rosso dei capelli dove finisci per mettere le mani grandi da ciclista perch\u00e8 proprio non riesci a crederci. Un sogno infinito, impalpabile, ricorrente e assillante come spesso diventano i sogni quando gli anni passano e ti sfiorano il dubbio e la paura di non riuscire a realizzarli. Un sogno cominciato una domenica mattina quando, in una sagra di paese, a sette anni vinse la sua prima garetta in una gimcana in mountainbike organizzata dalla societ\u00e0 ciclistica Bujese. Cos\u00ec nascono i grandi amori, quasi sempre per caso. E poi, sempre per caso,\u00a0 diventano sogni, rincorsi per chiss\u00e0 quante migliaia di chilometri, per 85 tappe,\u00a0 per 11 anni da professionista, per mille volte. &#8220;Non mi far piangere&#8230;- dice ai microfoni della Rai subito dopo l&#8217;arrivo- Sono frastornato, ho solo voglia di starmene un po&#8217; da solo in camera e forse solo domattina comincer\u00f2 a godermi questa giornata che dedico a mia moglie Anna e a me stesso&#8221;. I corridori\u00a0 al traguardo fanno sempre fatica a mettere in ordine i pensieri,\u00a0 tormentati come sono dalla stanchezza, dalla delusione o dalla gioia. <strong>Alessandro De Marchi\u00a0<\/strong> non fa eccezione, c&#8217;\u00e8 un rosa che colora una carriera vissuta in avanscoperta, coraggiosa e combattiva. Un rosa che gli fa brillare gli occhi che lo emoziona, che lo fa sentire spaesato e fuoriposto: &#8220;Erano un paio di giorni che questa idea mi ronzava per la testa- racconta- E stamattina quando ho visto che la fuga in cui mi sono infilato prendeva tanto vantaggio e poteva arrivare al traguardo sono andato in confusione. Anche perch\u00e8 \u00e8 stata un tappa in cui \u00e8 successo di tutto. Ad un certo punto pensavo di aver perso l\u2019occasione e mi sarebbe spiaciuto veder svanire tutto ancora una volta per un mio errore. Invece la vecchia regola di non mollare mai ha funzionato&#8230;&#8221;. Funziona spesso, non sempre. Ma stavolta le cose sono andate come \u00e8 giusto che andassero in una quarta tappa\u00a0 vinta da \u00a0<strong>Joseph Lloyd Dombrowski<\/strong> che \u00e8 un racconto di altri tempi. Pioggia, freddo,\u00a0 25 uomini in fuga, distacchi, salite e discese, traguardi che non arrivano mai, maglie che passano di mano, facce stravolte che diventano maschere.\u00a0 Ma dopo 187 chilometri da Piacenza a Sestola\u00a0 basta un secondo posto per premiare una vita in fuga.\u00a0 Per vestire di rosa il &#8220;Rosso di Buja&#8221; e cambiare per sempre un storia sportiva e forse non solo sportiva.\u00a0 &#8220;Tutti, all\u2019inizio della giovent\u00f9 sanno qual \u00e8 la propria Leggenda Personale- scrive sul suo sito Alessandro De Marchi citando Paolo Coelho-\u00a0 In quel periodo della vita tutto \u00e8 chiaro, tutto \u00e8 possibile. Ma poi, a mano a mano che il tempo passa, una misteriosa forza comincia a tentare di dimostrare come sia impossibile. Forze che sembrano negative, ma che in realt\u00e0 preparano il tuo spirito e la tua volont\u00e0. Perch\u00e9 esiste una grande verit\u00e0 su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volont\u00e0, \u00e8 perch\u00e9 questo desiderio \u00e8 nato nell\u2019anima dell\u2019Universo. Quella cosa rappresenta la tua missione sulla terra&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il &#8220;Rosso di Buja&#8221; si veste di rosa. Per Alessandro de Marchi,\u00a0 nato a Cividale del Friuli il 19 maggio di 34 anni fa ma cresciuto a Buja nel paese di sua madre, \u00e8 il sogno di una vita da ciclista che fa piangere di gioia, che ti fa sgranare gli occhi, ti cambia i connotati forse anche il rosso dei capelli dove finisci per mettere le mani grandi da ciclista perch\u00e8 proprio non riesci a crederci. 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