{"id":29996,"date":"2021-05-18T23:06:10","date_gmt":"2021-05-18T21:06:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=29996"},"modified":"2021-05-18T23:07:15","modified_gmt":"2021-05-18T21:07:15","slug":"il-7-novembre-si-corre-la-maratona-di-new-york-e-passata-a-nuttata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/18\/il-7-novembre-si-corre-la-maratona-di-new-york-e-passata-a-nuttata\/","title":{"rendered":"Il 7 novembre si corre la maratona di New York:  \u00e8 passata &#8216;a nuttata&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/05\/18\/il-7-novembre-si-corre-la-maratona-di-new-york-a-nuttata-e-passata\/b_new-york-annullata\/\" rel=\"attachment wp-att-29999\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29999\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/B_new-york-annullata-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/B_new-york-annullata-300x180.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/B_new-york-annullata-768x460.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/05\/B_new-york-annullata.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>I <strong>New York Road Runners,<\/strong> dopo un vertice con i funzionari dello Stato, della citt\u00e0 e con i responsabili sanitari statunitensi, hanno annunciato che il 7 novembre si correr\u00e0 la 50esima edizione della\u00a0 <span style=\"color: #000000\">maratona<\/span> di New York.\u00a0 Ed \u00e8 un annuncio che aspettavano un po&#8217; tutti, non solo i maratoneti. La sensazione \u00e8 che se tra sei mesi trentatremila atleti saranno al via sul ponte di Verrazzano il peggio sar\u00e0 alle spalle. Che se si corre a New York poi si potr\u00e0 correre ovunque. Che se si ricomincia qui si pu\u00f2 ricominciare in ogni altro luogo del mondo e che i conti con il virus saranno finalmente regolati.\u00a0 Gi\u00e0 perch\u00e8 la maratona di new York non \u00e8 solo una maratona. Nel 1970 quando l\u2019avventura cominci\u00f2 al via c\u2019erano 127 podisti.\u00a0 Qualche anno fa\u00a0 sul traguardo di <strong>Central Park<\/strong>\u00a0il sindaco di New York<strong>\u00a0Bill De Blasio<\/strong> aveva premiato il milionesimo concorrente arrivato al traguardo. Un numero infinito, inimmaginabile che per\u00f2 d\u00e0 il senso di cosa sia diventata questa corsa, di cosa sia diventata questa maratona che non sar\u00e0 la pi\u00f9 bella e la pi\u00f9 antica ma per gli americani e non solo per loro\u00a0 \u00e8 la sfida possibile,\u00a0 \u00e8 il totem che ognuno pone in cima ai suoi sogni e alla sua volont\u00e0. New York \u00e8 la \u201cterra promessa\u201d di un popolo che non vuole avere rimpianti: cos\u00ec la pensano gli americani, cos\u00ec hanno cominciato a pensare tutti quelli che atterrano qui da ogni spazio del mondo per correre 42 chilometri che poi racconteranno a figli e nipoti. Ed ogni anno c&#8217;\u00e8 un ottimo motivo per esserci. Cos\u00ec and\u00f2 dopo l&#8217;attentato alle Torri Gemelle, cos\u00ec dopo quello di Boston e cos\u00ec andr\u00e0 il prossimo 7 novembre. Punto e a capo. Si ricomincia e si ricomincia proprio da New York con un &#8220;io c&#8217;ero&#8221; che avr\u00e0 il sapore speciale di un ritorno alla normalit\u00e0 che forse solo in questo anno abbiamo imparato ad apprezzare.\u00a0 Trentatremila atleti che, prendendo in prestito le parole del direttore di gara Ted Metellus, &#8220;metteranno in mostra la forza, l&#8217;ispirazione e la determinazione della nostra grande citt\u00e0&#8221;. Ci sar\u00e0 la fila. Ci sar\u00e0 la corsa per essere presenti dopo che lo scorso anno anche la New York City Marathon aveva alzato bandiera bianca al cospetto di una pandemia che, dopo aver messo in ginocchio Cina ed Europa, metteva con le spalle al muro anche gli States.\u00a0 Cos\u00ec \u00e8 andata. Il mondo si \u00e8 preso una pausa in attesa di tempi migliori. Che non \u00e8 ancora detto\u00a0 che siano arrivati ma se il 7 novembre trentatremila persone dopo essersi commosse ascoltando l&#8217;inno americano quasi per magia cominceranno a correre significa che &#8220;a nuttata&#8221; \u00e8\u00a0 passata. Correre a New York \u00e8 il coronamento di un sogno che a volte ti fa nascere e rinascere. O almeno ricominciare. Perch\u00e8 in quel fiume di gente c\u2019\u00e8 dentro di tutto, con la corsa che diventa il modo per riscattarsi, per prendersi una rivincita, per dimostrare a se stessi che non c\u2019\u00e8 difficolt\u00e0, sfortuna, malattia o destino contro cui non si possa lottare, combattere e magari vincere. Basta crederci e basta volerlo. \u00a0New York sono tante storie o forse una storia sola.\u00a0 Ma mai come questa volta vale la pena di raccontarla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I New York Road Runners, dopo un vertice con i funzionari dello Stato, della citt\u00e0 e con i responsabili sanitari statunitensi, hanno annunciato che il 7 novembre si correr\u00e0 la 50esima edizione della\u00a0 maratona di New York.\u00a0 Ed \u00e8 un annuncio che aspettavano un po&#8217; tutti, non solo i maratoneti. La sensazione \u00e8 che se tra sei mesi trentatremila atleti saranno al via sul ponte di Verrazzano il peggio sar\u00e0 alle spalle. Che se si corre a New York poi si potr\u00e0 correre ovunque. 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