{"id":30182,"date":"2021-06-13T18:15:53","date_gmt":"2021-06-13T16:15:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=30182"},"modified":"2021-06-13T18:16:47","modified_gmt":"2021-06-13T16:16:47","slug":"il-medico-morire-di-sport-fate-i-controlli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/06\/13\/il-medico-morire-di-sport-fate-i-controlli\/","title":{"rendered":"Il cardiologo: &#8220;Morire di sport? Fate i controlli&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/06\/13\/il-medico-morire-di-sport-fate-i-controlli\/eriksen-danimarca-europei-infarto-ansa-2\/\" rel=\"attachment wp-att-30185\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-30185\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/06\/eriksen-danimarca-europei-infarto-ansa-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/06\/eriksen-danimarca-europei-infarto-ansa-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/06\/eriksen-danimarca-europei-infarto-ansa-2.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cristian Eriksen<\/strong> ha tenuto il mondo col fiato sospeso ieri pomeriggio e ora sta meglio. Anzi, si pu\u00f2 dire bene. &#8220;Se n\u2019era andato, praticamente era morto- ha spiegato stamattina in conferenza stampa <strong>Morten Boesen,<\/strong> responsabile medico della nazionale della Danimarca, tra i primi ad intervenire- Era in arresto cardiaco. Non so come abbiamo fatto a rimetterlo al mondo&#8230;&#8221;. Ma si pu\u00f2 pu\u00f2 rischiare di morire di sport? \u00abCerto, si pu\u00f2 ma la probabilit\u00e0 \u00e8 molto bassa- spiega il professor <strong>Giuseppe de Angelis<\/strong> primario di cardiologia dell\u2019ospedale di Rho- Ovvio che quando succede a persone giovani che stanno facendo sport fa pi\u00f9 scalpore. Per\u00f2 si tratta di eccezioni, il fenomeno \u00e8 basso anche se non \u00e8 zero e comunque i casi di morte improvvisa in genere nascondono sempre patologie cardiache che in condizioni normali sono silenti\u00bb. Ogni anno nel nostro Paese la morte improvvisa colpisce 60mila persone e l\u201980 per cento dei casi \u00e8 dovuto a cause vascolari, il resto ad aneurisma cerebrale o dell\u2019aorta. \u00abI dati riguardano la popolazione generale- spiega il professore De Angelis- molto spesso persone ipertese o con patologie legate al diabete. Nella popolazione giovane invece la morte improvvisa \u00e8 legata a patologie aritmiche o patologie muscolari cardiache che non si manifestano in condizioni di normalit\u00e0 e potrebbero anche non manifestarsi mai. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una scintilla che pu\u00f2 innescarle come una forte condizione di stress oppure lo sforzo di una attivit\u00e0 sportiva agonistica\u00bb. Difficile coglierne i segnali. Difficile perch\u00e8 durante una gara o una prestazione fisica intensa un atleta allenato \u00e8 generalmente abituato a convivere con fatica e dolori quindi spesso tende a sottovalutare i segnali o addirittura a non coglierli. I dati di uno studio pubblicato nel 2006 dalla societ\u00e0 italiana di cardiologia dello sport evidenzia come le fasce pi\u00f9 a rischio siano quelle tra 40 e i 50 anni e tra i 50 ed i 60 e il maggior numero di decessi si verificano nel calcio seguito dal ciclismo, dal podismo. Ma evidenzia soprattutto come la morte improvvisa durante l\u2019attivit\u00e0 sportiva sia un evento davvero raro che coinvolge tra 0.5 e i 3 decessi ogni 100mila atleti. Per\u00f2 l\u2019effetto sociale e mediatico \u00e8 devastante, tanto da far sembrare che abbia un\u2019incidenza addirittura maggiore rispetto alla popolazione generale. Conta l\u2019aspetto emotivo perch\u00e8 spesso a morire sono volti noti. Da Renato Curi, mediano del Perugia, al cestista Luciano Vendemini morti in campo nel 1977, da Vigor Bovolenta che si accasci\u00f2 nel 2012 sul campo di pallavolo al mediano del Livorno Nestore Morosini che sempre in quell\u2019anno perse la vita in una partita contro il Pescara, a Davide Astori morto nella note in albergo alla vigilia di una gara.\u00a0 \u00abE i professionisti in genere sono pi\u00f9 allenati e controllati- spiega il professor De Angelis- Per chi invece fa sport amatorialmente il problema \u00e8 relativamente diverso. Chi fa attivit\u00e0 agonistica deve sottoporsi oggi ad una visita sportiva generale che dopo un\u2019anamnesi su eventuali patologie familiari prevede un esame delle urine, un esame spirometrico ed un esame cardiologico basale a cui segue un esame cardiologico sotto sforzo. Ovviamente la capacit\u00e0 predittiva di questo test \u00e8 bassa e permette di evidenziare patologie latenti nel 60 per cento dei casi. Solo nel caso si evidenzi ad una patologia si procede ad un esame di secondo livello come possono essere un\u2019ecografia cardiaca o una scientigrafia. E solo se c\u2019\u00e8 un altissimo sospetto di patologia cardiaca evidenziata dagli esami precedenti e da una familiarit\u00e0 con casi di morte improvvisa si pu\u00f2 pensare ad una coronografia ch\u00e8 \u00e8 un esame invasivo e quindi raramente viene proposto ad una persona sana\u00bb. Quindi buona regola, nonostante non metta al riparo completo da ogni rischio, resta quella di fare almeno ogni anno la visita cardiologica prima di avvicinarsi alla pratica sportiva. Che comunque porta benefici, perch\u00e8 su questo pare non esserci dubbi. \u00abStudi confermano che l\u2019attivit\u00e0 sportiva blanda per chi si avvicina da uno stato di sedentariet\u00e0 riduce la mortalit\u00e0 del 50 per cento e aumenta di 15 anni l\u2019aspettativa di vita- spiega il primario di cardiologia di Rho- Il vantaggio si vede meno quando l\u2019attivit\u00e0 sportiva diventa intensa e importante, un impegno quotidiano intenso che poi porta a mezze maratone, a maratone, al triathlon. In questo caso \u00e8 obbligatorio il buonsenso perch\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 estenuante pu\u00f2 diventare e pericolosa e quindi provocare un deterioramento muscolare e coronarico. Quindi va assolutamente rispettato un giorno di riposo ogni settimana che serve a rigenerare il miocardio che \u00e8 un muscolo e non va affaticato quotidianamente. Bisogna con il riposo dare la possibilit\u00e0 all\u2019organismo di scaricare le tossine. Lo sport comunque \u00e8 fondamentale ed \u00e8 giusto farlo. Per\u00f2 ascoltando sempre i segnali che arrivano dal proprio corpo, rispettando la stanchezza e non avere la presunzione a sessant\u2019anni di fare cose e seguire prestazioni da trentenni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cristian Eriksen ha tenuto il mondo col fiato sospeso ieri pomeriggio e ora sta meglio. Anzi, si pu\u00f2 dire bene. &#8220;Se n\u2019era andato, praticamente era morto- ha spiegato stamattina in conferenza stampa Morten Boesen, responsabile medico della nazionale della Danimarca, tra i primi ad intervenire- Era in arresto cardiaco. Non so come abbiamo fatto a rimetterlo al mondo&#8230;&#8221;. Ma si pu\u00f2 pu\u00f2 rischiare di morire di sport? \u00abCerto, si pu\u00f2 ma la probabilit\u00e0 \u00e8 molto bassa- spiega il professor Giuseppe de Angelis primario di cardiologia dell\u2019ospedale di Rho- Ovvio che quando succede a persone giovani che stanno facendo sport fa [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/06\/13\/il-medico-morire-di-sport-fate-i-controlli\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30182"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30182"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30182\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30188,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30182\/revisions\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}