{"id":30280,"date":"2021-06-30T20:10:22","date_gmt":"2021-06-30T18:10:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=30280"},"modified":"2021-06-30T20:10:22","modified_gmt":"2021-06-30T18:10:22","slug":"morton-esce-dal-gruppo-e-fa-il-tour-da-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/06\/30\/morton-esce-dal-gruppo-e-fa-il-tour-da-solo\/","title":{"rendered":"Morton esce dal gruppo e fa il Tour da solo"},"content":{"rendered":"<div class=\"dcr-zjgnrw\">\n<div class=\"dcr-zllqar\" data-print-layout=\"hide\">\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/06\/30\/morton-esce-dal-gruppo-e-fa-il-tour-da-solo\/lach\/\" rel=\"attachment wp-att-30287\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-30287\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/06\/lach-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/06\/lach-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/06\/lach-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/06\/lach-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/06\/lach.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lo scorso anno <strong>Lachlan Morton<\/strong> aveva deciso di correre il Giro d&#8217;Italia per fatti suoi, un po&#8217; per sport e un po&#8217; per avventura ma poi la sua squadra, la\u00a0 <strong>Ef Education First,<\/strong> lo aveva convocato e gli era toccato correrlo sul serio con un bel pettorale cucito sulla schiena .\u00a0 Per la cronaca, alla fine era arrivato 111mo a 5 ore e qualche minuto dal <strong>Tao Geoghegan Hart<\/strong> che aveva messo dietro tutti un po&#8217; a sorpresa. Ma quella di Morton , australiano di Port Macquarie, una citt\u00e0 costiera del Nuovo Galles, \u00e8 una storia di ciclismo che porta su altre strade. E porta lontano.\u00a0 E cos\u00ec qualche giorno fa in Bretagna , quando \u00e8 partito il Tour numero 108,\u00a0 si \u00e8 presentato anche lui\u00a0 per pedalare ma non in gruppo, non in squadra per dare una mano al suo capitano <strong>Hugh Carty.<\/strong> Si presentato a Brest su una bici da viaggio con tanto di portapacchi su cui ha caricato una tenda, un fornello,\u00a0 alcune vettovaglie e la biancheria per affrontare il lungo viaggio.\u00a0 Il Tour si \u00e8 messo in testa di farlo in solitaria, come lo facevano i pionieri all&#8217;inizio del secolo, percorrendo tappa dopo tappa tutta la strada che faranno i suoi compagni per arrivare a Parigi il 18 luglio qualche ora prima degli altri.\u00a0 Il Tour di <strong>Lachlan Morton<\/strong> non sar\u00e0 di\u00a0 3mila e400 chilometri\u00a0 ma di oltre 5mila e 500 perch\u00e8 l&#8217;australiano far\u00e0 in bici anche i trasferimenti che le squadre faranno comodamente\u00a0 in bus e caravan.\u00a0 Una fatica assurda che lo porter\u00e0 a scalare 65.500 metri di dislivello, a pedalare almeno 12 ore ogni giorno senza nessuna giornata di riposo. E ovviamente niente hotel, niente pranzi e cene organizzati dai nutrizionisti, niente rifornimenti in corsa, niente\u00a0 body lavati di fresco, bagni ghiacciati e massaggi, niente medici e fisioterapisti. Niente di niente, come una volta all&#8217;inizio del XX secolo quando le tappe iniziavano prima dell&#8217;alba ed erano senza tempo. &#8220;Sar\u00e0 una corsa in solitaria per ritrovare lo spirito originale del Tour- ha spiegato l&#8217;australiano in una intervista al <strong>Guardian<\/strong> pochi giorni fa-\u00a0 Una sfida d&#8217;altri tempi quando i ciclisti pedalavano per tutta la notte, si riparavano le bici da soli,\u00a0 dormivano male nei campi e nei fossati e mangiavano dove e quando potevano. Quando il direttore del Tour voleva sostanzialmente un solo finisher&#8230;&#8221;. Sembra una punizione ma non lo \u00e8. Chi ama il ciclismo d&#8217;avventura va su queste strade e l&#8217;australiano si \u00e8 gi\u00e0 cimentato su sfide di lunga distanza: tre anni fa ha corso la Kokopelli Trail negli Stati Uniti, nel 2019 ha percorso tutta la Gran Bretagna, da nord a sud, per oltre 2mila chilometri e l&#8217;anno scorso si \u00e8 schierato alla partenza della\u00a0 Transib\u00e9rica. \u00a0&#8220;Avevo pensato di farlo l&#8217;anno scorso durante il Giro, ma alla fine ho dovuto correrlo- spiega il 29enne australiano- ma l&#8217;idea mi \u00e8 rimasta in testa cos\u00ec ho pensato di farlo durante il Tour.\u00a0 Non sono sicuro di arrivare alla fine. Devo evitare di rimanere bloccato dalla carovana della corsa e so che tutto dipende da me dall&#8217;alimentazione al sonno, dalle ore della giornata in cui pedaler\u00f2. Preferisco evitare le ore notturne non solo per i pericoli ma perch\u00e8 \u00e8 tutto pi\u00f9 difficile visto che \u00e8 mentalmente pi\u00f9 faticoso\u00a0 perch\u00e9 hai molto meno da guardare e tutto ci\u00f2 che vedi \u00e8 solo la macchia di luce sulla strada davanti a te&#8230;&#8221;. Una sfida personale, un viaggio dei sogni che per\u00f2 ha anche una finalit\u00e0 solidale e servir\u00e0 per raccogliere fondi per la <strong>Fondazione World Bicycle Relief,<\/strong> la Ong creata 15 anni fa dall&#8217;amministratore delegato di Sram, che produce biciclette per i paesi africani donandole a chi ne ha bisogno e formando squadre in loco per la manutenzione e la riparazione. A dare una mano a Morton come sponsor ci saranno, ovviamente la sua squadra, la\u00a0 EF Education First e Rapha che hanno gi\u00e0 donato\u00a0 500 biciclette per sostenere un progetto che ha gi\u00e0 raccolto pi\u00f9 di 170.000 euro. E&#8217; un altro ciclismo. Probabilmente pi\u00f9 romantico. Un ciclismo che torna indietro nel tempo o che forse se ne va\u00a0 parecchio pi\u00f9 avanti, lontano\u00a0 dalle logiche dei grandi sponsor, dal rollerball che sono diventati gli arrivi delle grandi corse, da radioline, frenesia e business. E&#8217; un ciclismo pi\u00f9 romantico o forse\u00a0 solo pi\u00f9 folle. Perch\u00e8, come ha detto scherzando <strong>Jonathan Vaughters,<\/strong> il team manager della Education fisrt quando gli hanno chiesto dell&#8217;idea di Lachlan, delle due l&#8217;una: &#8220;Non so cosa abbia in mente e non credo che nessuno di noi sappia se ce la far\u00e0 o meno. Ma la terapia non ha funzionato\u2026E&#8217; fuori di testa\u201c.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo scorso anno Lachlan Morton aveva deciso di correre il Giro d&#8217;Italia per fatti suoi, un po&#8217; per sport e un po&#8217; per avventura ma poi la sua squadra, la\u00a0 Ef Education First, lo aveva convocato e gli era toccato correrlo sul serio con un bel pettorale cucito sulla schiena .\u00a0 Per la cronaca, alla fine era arrivato 111mo a 5 ore e qualche minuto dal Tao Geoghegan Hart che aveva messo dietro tutti un po&#8217; a sorpresa. Ma quella di Morton , australiano di Port Macquarie, una citt\u00e0 costiera del Nuovo Galles, \u00e8 una storia di ciclismo che porta [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/06\/30\/morton-esce-dal-gruppo-e-fa-il-tour-da-solo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30280"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30280"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30280\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30289,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30280\/revisions\/30289"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30280"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30280"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30280"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}