{"id":30398,"date":"2021-07-18T20:12:37","date_gmt":"2021-07-18T18:12:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=30398"},"modified":"2021-07-18T20:12:37","modified_gmt":"2021-07-18T18:12:37","slug":"claudia-dal-coma-alle-paralimpiadi-di-tokyo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/07\/18\/claudia-dal-coma-alle-paralimpiadi-di-tokyo\/","title":{"rendered":"Claudia, dal coma alle paralimpiadi di Tokyo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/07\/18\/claudia-dal-coma-alle-paralimpiadi-di-tokyo\/cla\/\" rel=\"attachment wp-att-30399\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-30399\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/cla-300x269.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/cla-300x269.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/cla-768x687.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/cla.jpg 849w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lo schianto a settanta all\u2019ora nella discesa della \u00abzingara morta\u00bb, nel Beneventano, settima tappa di un Giro d\u2019Italia-donne che si ferm\u00f2 senza fiato quando si ritrov\u00f2 sull\u2019asfalto\u00a0<strong>Claudia Cretti<\/strong>\u00a0che non si muoveva pi\u00f9. \u00c9 il 7 luglio di quattro anni fa e per la venticinquenne ciclista di Costa Volpino, nella Bergamasca, la vita si ferma. Tre settimane in coma, due complicate operazioni alla testa e poi una lunga riabilitazione per ricominciare a far tutto anche le cose pi\u00f9 semplici: dai primi passi, al mangiare, al bere, alle parole che non ricordava pi\u00f9. Una salita infinita, durissima, di quelle che non ti permettono di immaginare la fine, dove non si scollina mai. E invece no. Nella testa di Claudia, che non ha nessuna intenzione di rinunciare alla sua vita, \u00abgira e rigira\u00bb una frase di\u00a0<strong>Alex Zanardi<\/strong>\u00a0che aveva conosciuto al Coni di Roma durante una premiazione, un anno prima dell\u2019incidente: \u00abNon guardare la met\u00e0 che non hai ma quella che ti \u00e8 rimasta\u2026\u00bb le aveva detto il campione olimpico di handbike raccontando lo schianto nella Formula Indy che gli aveva portato via entrambe le gambe. Un \u00abmotto\u00bb che lei \u00abtraduce\u00bb,con pragmatismo orobico, in \u00abfai il meglio che puoi con quello che hai\u2026\u00bb. E d\u00e0 l\u00ec riparte con l\u2019aiuto fondamentale della sua famiglia che in tutti questi anni la incoraggia anche quando riprende a pedalare pensando, giustamente, che quello sia l\u2019inizio della sua rinascita. Avanti adagio, piccoli progressi ma costanti tant\u2019\u00e8 che in bici qualche anno fa ci torna sul \u00abserio\u00bb, a gareggiare come atleta paralimpica con il Team Femminile \u00abBorn to Win\u00bb di\u00a0<strong>Roberto Baldoni.<\/strong>\u00a0Lei, che ha gi\u00e0 vinto ai mondiali juniores una medaglia d\u2019argento nell\u2019inseguimento, torna anche in nazionale paralimpica nella categioria C4, quella dove gareggiano atleti con disabilit\u00e0 lievi postumi di traumi cerebrali. Una cronometro vinta a Marostica, una corsa a Bassano del Grappa, due titoli nazionali, una medaglia d\u2019argento nella Coppa del Mondo di paraciclismo pochi mesi fa a Ostenda in Belgio. Insomma un\u2019altra vita, una storia di grande tenacia che pu\u00f2 essere presa ad esempio. Cos\u00ec ieri l\u2019azzurra viene premiata dal Consiglio regionale \u00abper la sua capacit\u00e0 di rialzarsi, ritornando a vincere con passione ed entusiasmo\u00bb. Una cerimonia ufficiale al Belvedere di Palazzo Pirelli che \u00e8 un inno alla caparbiet\u00e0 e alla speranza e che vuole anche essere di buon auspicio perch\u00e8 l\u2019azzurra possa essere grande protagonista alle prossime Paralimpiadi di Tokyo. \u00abNon me l\u2019aspettavo- spiega- per me questo premio \u00e8 una soddisfazione grandissima e lo dedico innanzitutto alla mia famiglia. Questi riconoscimenti mi rendono felice tanto quanto le vittorie sportive, perch\u00e8 significa che c\u2019\u00e8 chi crede in me\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo schianto a settanta all\u2019ora nella discesa della \u00abzingara morta\u00bb, nel Beneventano, settima tappa di un Giro d\u2019Italia-donne che si ferm\u00f2 senza fiato quando si ritrov\u00f2 sull\u2019asfalto\u00a0Claudia Cretti\u00a0che non si muoveva pi\u00f9. \u00c9 il 7 luglio di quattro anni fa e per la venticinquenne ciclista di Costa Volpino, nella Bergamasca, la vita si ferma. Tre settimane in coma, due complicate operazioni alla testa e poi una lunga riabilitazione per ricominciare a far tutto anche le cose pi\u00f9 semplici: dai primi passi, al mangiare, al bere, alle parole che non ricordava pi\u00f9. 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