{"id":30427,"date":"2021-07-24T21:01:39","date_gmt":"2021-07-24T19:01:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=30427"},"modified":"2021-07-24T21:01:39","modified_gmt":"2021-07-24T19:01:39","slug":"carapaz-oro-olimpico-nel-ciclismo-qui-e-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/07\/24\/carapaz-oro-olimpico-nel-ciclismo-qui-e-ora\/","title":{"rendered":"Carapaz oro olimpico nel ciclismo: qui e ora"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/07\/24\/carapaz-oro-olimpico-nel-ciclismo-qui-e-ora\/crpaz\/\" rel=\"attachment wp-att-30431\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-30431\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/crpaz-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/crpaz-300x203.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/crpaz-1024x693.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/crpaz-768x520.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/07\/crpaz.jpg 1202w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Qui e ora<\/em>. <strong>Richard Carapaz<\/strong> sale sul Monte Olimpo e dopo una gara durissima, dopo 234 chilometri,\u00a0 dopo pi\u00f9 di sei ore di fatica,\u00a0dopo aver scalato\u00a0 4865 metri di dislivello, dopo aver sudato l&#8217;anima, dopo aver staccato anche l&#8217;americano <strong>Brandon Martin<\/strong> compagno di fuga,\u00a0 dopo essersi messo alle spalle due fenomeni come <strong>Wout Van Aert<\/strong> e <strong>Tadej Pogacar<\/strong> si presenta solitario sul rettilineo dell\u2019autodromo Fuji Speedway per prendersi la medaglia che vale di pi\u00f9, quella olimpica, quella che resta per sempre. <em>Hic et nunc<\/em> perch\u00e8 l&#8217;Olimpiade, anche questa olimpiade tormentata, \u00e8 la vittoria di tutte le vittorie, \u00e8 il sogno di ogni atleta, \u00e8\u00a0 l&#8217;assoluto che uno si immagina\u00a0 possa capitargli. E se capita la storia diventa il racconto della vita, diventa la fotografia di un Paese che trattiene il fiato, chiude le serrande e si mette davanti alla tv, si lustra gli occhi e alla fine si d\u00e0 un pizzicotto sulla guancia perch\u00e8 non riesce a credere che, dopo <strong>Jefferson Perez<\/strong>\u00a0 nella marcia alle olimpiadi di Atlanta nel \u201996,\u00a0 \u00e8 arrivato un altro oro. \u00a0<em>Qui e ora.<\/em> La storia \u00a0di <strong>Richard Carapaz<\/strong>, 28 anni,\u00a0 comincia\u00a0 in Ecuador una mattina di tanti anni fa quando suo padre, in una discarica del municipio di El Carmelo nel Canton Tulcan, recupera una biciclettina abbastanza malandata. Per\u00f2 gliela rimette in sesto e gliela regala. Da l\u00ec \u00e8 un attimo ritrovarsi a 15 anni a pedalare nella Carchense Panavial-Courage, squadra di dilettanti della Provincia del Carchi, fianco a fianco con speranze e campioni. Ed \u00e8 un attimo anche cominciare a vincere\u00a0 la Vuelta del Guatemala o il titolo Panamericano Under 23. Si comincia sempre cos\u00ec. <em>Qui ed ora<\/em> anche allora. Ma il tempo fila via veloce e due anni fa, tutto vestito di rosa, Carapaz entra da vincitore nell&#8217;Arena di Verona. Il Giro numero 102 \u00e8 suo.\u00a0 Un trionfo quasi da\u00a0 sconosciuto\u00a0 che arriva dopo una vittoria alla\u00a0 Vuelta a Navarra e un quarto posto nella Vuelta a Castillo y Leon . Poca cosa perch\u00e8\u00a0 il Giro e il Giro soprattutto in Ecuador dove il ciclismo \u00e8 lo sport pi\u00f9 seguito. Cos\u00ec la vicenda di Carapaz diventa il racconto nazionale, diventano feste, foto, riscatti e sogni che si avverano. Diventa\u00a0 il podio al Tour di quest&#8217;anno e\u00a0 diventa una medaglia d&#8217;oro alle pendici del monte Fuji che non sar\u00e0 il Monte Olimpo ma ci assomiglia parecchio. Diventa una fiaba con il lieto fine se si pensa che solo un anno fa il campione della Ineos Grenadiers non si poteva neppure allenare e si occupava del bestiame della sua famiglia nella fattoria di Carchi: &#8220;Ho lavorato duro per essere qui- dice al traguardo- E&#8217; un momento fantastico per me e ancora non riesco a crederci&#8230;&#8221;. Avr\u00e0 tutto il tempo per farlo. <em>Qui e ora<\/em> \u00e8 solo il tempo di godersi la gloria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Qui e ora. Richard Carapaz sale sul Monte Olimpo e dopo una gara durissima, dopo 234 chilometri,\u00a0 dopo pi\u00f9 di sei ore di fatica,\u00a0dopo aver scalato\u00a0 4865 metri di dislivello, dopo aver sudato l&#8217;anima, dopo aver staccato anche l&#8217;americano Brandon Martin compagno di fuga,\u00a0 dopo essersi messo alle spalle due fenomeni come Wout Van Aert e Tadej Pogacar si presenta solitario sul rettilineo dell\u2019autodromo Fuji Speedway per prendersi la medaglia che vale di pi\u00f9, quella olimpica, quella che resta per sempre. 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