{"id":30595,"date":"2021-08-25T20:02:19","date_gmt":"2021-08-25T18:02:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=30595"},"modified":"2021-08-25T20:02:20","modified_gmt":"2021-08-25T18:02:20","slug":"salite-silenziose-alla-ricerca-del-tempo-che-fu-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/08\/25\/salite-silenziose-alla-ricerca-del-tempo-che-fu-2\/","title":{"rendered":"Salite silenziose alla ricerca del tempo che fu&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/08\/25\/salite-silenziose-alla-ricerca-del-tempo-che-fu-2\/macerone-6\/\" rel=\"attachment wp-att-30596\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-30596\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/08\/macerone-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/08\/macerone-300x224.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/08\/macerone-768x572.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/08\/macerone.jpg 812w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Strade silenziose e salite silenziose. Dove un tempo passavano tutti, dove ora non passa pi\u00f9 nessuno. Quasi nessuno. Strade da intenditori, da appassionati,\u00a0 da innamorati di un andare lento capace di raccontare storie andate per chi \u00e8 capace di ascoltarle. E la bici, le ruote della bici,\u00a0 scrivono romanzi scricchiolando sull\u2019asfalto. Tra Molise e Abruzzo. Da Cerro al Volturno ad Alfedena, fino a Barrea, \u00a0Pescasseroli e ritorno. Pi\u00f9 di un centinaio di chilometri nel parco d\u2019Abruzzo su \u00e8 gi\u00f9 per salite e discese da San Francesco alla mitica\u00a0<strong>Sferracavalli<\/strong>\u00a0deviazione non necessaria ma quasi obbligatoria per chi ama pedalare arrampicandosi su strade mitiche e solitarie. Deviazione che spiega pi\u00f9 di ogni racconto qual \u00e8 l\u2019essenza del ciclismo, che ha un senso solo in salita e che spiega quale sia la differenza tra pedalare sulle provinciali trafficate della padania e le vie abbandonate di un pezzo di Parco che sembra un luogo dello spirito . La salita che da Castel di Sangro sale a Roccaraso e la continuazione del\u00a0<strong>Macerone<\/strong>\u00a0che da Isernia sale a Rionero Sannitico. Strade note al Giro D\u2019italia, strade di grandi imprese e di grandi campioni. Stessi panorami, stessi tornanti, \u00a0pi\u00f9 o meno stesse pendenze. Stessa \u201cpasta\u201d insomma. Da queste\u00a0parti in dialetto \u00a0la chiamano\u00a0<strong>\u201cSferracavalli\u201d<\/strong>\u00a0perch\u00e8 la salita che va da\u00a0<strong>Castel di Sangro<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Roccaraso<\/strong>\u00a0\u00e8 talmente ripida che tanti anni fa chi fa la faceva a cavallo perdeva i ferri che stavano sotto gli zoccoli. Poi sono arrivate le auto. Si va su in seconda e a volte anche in prima a meno che non nevichi perch\u00e8 allora non bastano neppure le gomme termiche: servono le catene. E infatti ricordo che una quarantina di anni fa i ragazzi che volevano raggranellare qualche lira si appostavano all\u2019inizio della Sferracavalli proprio per montar catene ai turisti che arrivavano da<strong>\u00a0Napoli<\/strong>\u00a0per andare a sciare sulle piste\u00a0 dell\u2019\u00a0<strong>Aremogna.<\/strong>\u00a0Ora , da quando dalla parte opposta della valle, \u00e8 stata aperta la nuova \u00a0superstrada la<strong>\u00a0Sferracavalli<\/strong>\u00a0\u00e8 diventata una strada per pochi appassionati. Soprattutto per ciclisti. Che qui ci provano e si mettono alla prova. E\u2019 quasi un esame di laurea: se sali qui vai quasi dappertutto. Una decina di chilometri che lasciano il segno, soprattutto nelle gambe. Con due o tre tratti dritti che non finiscono mai \u00a0dopo il bivio che porta a\u00a0<strong>Roccacinquemiglia<\/strong>. E si sale anche per andare l\u00ec. Un paesino che domina la valle\u00a0 fatto di case in pietra e con una piazza d\u2019altri tempi dove c\u2019\u00e8 una luce che sembra di essere in un angolo di Grecia. C\u2019\u00e8 anche un ufficio postale che apre tre giorni la settimana per gli anziani che devono spedire qualche raccomandata o, pi\u00f9 cosa pi\u00f9 importante, ritirare la pensione. Un altro mondo dove il tempo pare quasi essersi fermato. Come su queste salite silenziose, dove la bici ritrova il tempo che fu\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Strade silenziose e salite silenziose. Dove un tempo passavano tutti, dove ora non passa pi\u00f9 nessuno. Quasi nessuno. Strade da intenditori, da appassionati,\u00a0 da innamorati di un andare lento capace di raccontare storie andate per chi \u00e8 capace di ascoltarle. E la bici, le ruote della bici,\u00a0 scrivono romanzi scricchiolando sull\u2019asfalto. Tra Molise e Abruzzo. 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