{"id":30823,"date":"2021-10-03T23:50:46","date_gmt":"2021-10-03T21:50:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=30823"},"modified":"2021-10-04T10:41:22","modified_gmt":"2021-10-04T08:41:22","slug":"prosecco-una-pedalata-che-risveglia-i-sensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/10\/03\/prosecco-una-pedalata-che-risveglia-i-sensi\/","title":{"rendered":"Prosecco, una pedalata che risveglia i sensi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/10\/03\/prosecco-una-pedalata-che-risveglia-i-sensi\/pro_b_passaggio-tra-i-vigneti-3-2\/\" rel=\"attachment wp-att-30824\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-30824\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/10\/Pro_b_Passaggio-tra-i-vigneti-3-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/10\/Pro_b_Passaggio-tra-i-vigneti-3-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/10\/Pro_b_Passaggio-tra-i-vigneti-3-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/10\/Pro_b_Passaggio-tra-i-vigneti-3-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/10\/Pro_b_Passaggio-tra-i-vigneti-3-2.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Parti da Valdobbiadene e, senza andare a medie siderali, vieni raggiunto dall\u2019auto del fine gara a sei chilometri dal traguardo, dopo quattro ore e spiccioli\u00a0 di onesto e gaudente\u00a0 pedalare. E il risultato \u00e8 fantastico perch\u00e8 nel mezzo c\u2019\u00e8 tutta una corsa chiusa al traffico , senza un\u2019auto che una, senza rumori se non il frusciare delle bici e senza pericoli perch\u00e8, grazie ai tanti volontari e grazie agli alpini che qui sono di casa,\u00a0 \u00e8 tutto presidiato,\u00a0 controllato, indicato. C\u2019\u00e8 una pettorina gialla e una penna nera in ogni punto i cui serve, ci sono transenne, fettucce e birilli bianchi e rossi a chiudere trattorie pericolose, ad evitare intrusioni a far s\u00ec he una giornata di sport resti tale e quale. Ben fatto. Cos\u00ec dovrebbe essere sempre: dovrebbe essere la regola ma nel marasma delle granfondo del Belpasese ogni tanto purtroppo sfugge, ma qui \u00e8 diverso perch\u00e8 come sottolinea con orgoglio il suo organizzatore <strong>Massimo Stefani<\/strong> la Prosecco una granfondo non \u00e8. E&#8217; un&#8217;altra storia, un&#8217;altra narrazione come va tanto di moda dire adesso che parte dal ciclismo per arrivare poi a raccontare luoghi, persone, territorio, tradizioni e la voglia di tornare insieme\u00a0 scacciando le recenti paure. E&#8217;\u00a0 la festa a pedali che ti aspetti, un viaggio in bici da godere con tutti i sensi. Con la vista, perch\u00e8 se queste colline sono diventate patrimonio dell&#8217;Unesco un motivo ci sar\u00e0 e basta guardarsi intorno per capirlo.\u00a0 Con l&#8217;olfatto perch\u00e8 in questa stagione si sente il profumo del mosto in una vendemmia che \u00e8 un bel via vai di trattori che strabordano di uva e di lavoro sapiente e appassionato. Da godere con il gusto leggendo i menu delle osterie che la domenica qui preparano lo \u201cspiedo\u201d o la \u201csopa coada\u201d la zuppa di piccione con il pane raffermo. E da godere facendo la fatica che serve perch\u00e8 l&#8217;emozione di pedalare su queste strade tra borghi e vigneti forse\u00a0 fa dimenticare che non c&#8217;\u00e8 un metro di pianura quindi i muscoli, che hanno ottima memoria,\u00a0 alla fine poi ti riportano alla realt\u00e0&#8230; La Prosecco \u00e8 un brindisi senza fine, il diciottesimo della serie, dove qualcuno \u201csmanetta\u201d ma molti se la godono, dove non si sgomita e non si limano le ruote, dove in un giorno annunciato di pioggia alla fine poi spunta anche il sole. Diventa un \u201cmangia e bevi\u201d che spesso porta la catena sul 39 ma anche un ristoro con il Prosecco e gli scampi freschi, premio pi\u00f9 che meritato alla fine della salita di Ca\u2019 del Poggio dove passa anche il Giro ma che sembra pi\u00f9 un muro del Fiandre . E si fermano tutti. Mettono i Garmin in pausa, alzano i calici,\u00a0 e si prendono il tempo che serve. E\u2019 un buon pedalare che porta sotto il Duomo di Valdobbiadene\u00a0 oltre duemila ciclisti che arrivano da 22 Paesi. Un bel colpo d\u2019occhio che parte con il crescendo\u00a0 rossiniano del \u201cNessun dorma\u201d e un areo che passa a volo radente liberando il Tricolore per una bella emozione che coinvolge tutti e per un record destinato a crescere perch\u00e8 tra chi pedala il passa-parola vale pi\u00f9 del marketing e da queste parti la bici si sposa a perfezione con un turismo lento e rispettoso che ti prende i tempi cronometrati solo su tre salite. Ed \u00e8 una \u201cgeniata\u201d perch\u00e8 cos\u00ec la gente non si scanna e non si prende troppo su serio. In gruppo ci sono anche tante facce note. C\u2019\u00e8 \u201cEl Diablo\u201d\u00a0 <strong>Claudio Chiappucci<\/strong>, il re della Milano-Sanremo 1991, che liquida la pratica con\u00a0<em>nonchalance<\/em> perch\u00e8 gli anni passano ma la classe resta. \u00a0<strong>Marco Saligari<\/strong> che il Giro lo segue in moto per la Rai e qui invece pedala. Ci sono tanti nomi e cognomi importanti che hanno fatto conoscere il Veneto al mondo che si leggono sulla schiena scritti sui pettorali che raccontano di una passione che da queste parti porta cittadine e paesi a fermarsi per una mezza giornata senza far troppe storie. Piano o forte alla fine pedalano tutti.\u00a0 Pedalano, faticano, si guardano intorno, si fermano, brindano e ripartono. Qui va cos\u00ec. E la bici diventa l&#8217;alibi perfetto per regalarsi una domenica da incorniciare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Parti da Valdobbiadene e, senza andare a medie siderali, vieni raggiunto dall\u2019auto del fine gara a sei chilometri dal traguardo, dopo quattro ore e spiccioli\u00a0 di onesto e gaudente\u00a0 pedalare. E il risultato \u00e8 fantastico perch\u00e8 nel mezzo c\u2019\u00e8 tutta una corsa chiusa al traffico , senza un\u2019auto che una, senza rumori se non il frusciare delle bici e senza pericoli perch\u00e8, grazie ai tanti volontari e grazie agli alpini che qui sono di casa,\u00a0 \u00e8 tutto presidiato,\u00a0 controllato, indicato. 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