{"id":31046,"date":"2022-01-16T18:19:35","date_gmt":"2022-01-16T17:19:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=31046"},"modified":"2022-01-17T09:39:02","modified_gmt":"2022-01-17T08:39:02","slug":"cera-una-volta-loratorio-per-fortuna-ce-ancora-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/01\/16\/cera-una-volta-loratorio-per-fortuna-ce-ancora-i\/","title":{"rendered":"Cera una volta l&#8217;oratorio e , per fortuna, c&#8217;\u00e8 ancora&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/01\/16\/cera-una-volta-loratorio-per-fortuna-ce-ancora-i\/prete-calcio\/\" rel=\"attachment wp-att-31403\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-31403\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/01\/prete-calcio-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/01\/prete-calcio-300x217.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/01\/prete-calcio.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;erano una volta gli oratori e, in una sonnacchiosa domenica di paese, tornano alla mente. Tanti anni fa non \u00e8 che si potesse troppo scegliere. Se non c&#8217;era troppo da studiare per il luned\u00ec la festa trascorreva tra la partita di calcio la domenica mattina e un pomeriggio a scelta tra il cinema di seconda visione\u00a0 oppure l&#8217;oratorio. Questo passava il convento e soprattutto permetteva la &#8220;mancettta&#8221; che ti obbligava a far di conto perch\u00e8, se facevi il fenomeno la domenica, poi tiravi la cinghia per tutta la settimana. Cos\u00ec il pomeriggio volava via tra il ping pong, il calciobalilla, una cioccolata calda con la panna e un rientro verso casa in bici prima che facesse buio giusto in tempo per vedere i gol del campionato che avevi immaginato ascoltando la radio a Novantesimo Minuto. Belli per\u00f2 gli oratori. Belli perch\u00e8 allora, e per fortuna anche oggi, erano un luogo che dava una possibilit\u00e0 a tutti. Non servivano iscrizioni, tessere, certificati&#8230;Si andava, si entrava\u00a0 e si giocava: alti, bassi, grassi, magri, belli brutti, maschi, femmine&#8230; Di solito a calcio ma spesso anche a basket, a pallavolo, a palla prigioniera a ci\u00f2 che capitava. Essere capaci non era un requisito richiesto. Tutti in campo facendo le squadre a pari e dispari e dividendosi in modo equo fenomeni e &#8220;pippe&#8221; con il Don ad arbitrare. Il bello degli oratori, che in Italia sono 8.245 e sono \u00a0frequentati dall\u201980% dei ragazzi fra gli 8 e gli 11 anni di cui uno su due straniero \u00e8,\u00a0 come ha spiegato l&#8217;arcivescovo di Milano monsignor <strong>Mario Delpini<\/strong>, &#8220;che sono ancora un luogo profetico dove la fede non \u00e8 un fatto privato&#8221;. La platea \u00e8 vasta: solo in Lombardia tra preadolescenti e adolescenti\u00a0 vengono frequentati da 470.000 ragazzi circa. Belli gli oratori perch\u00e8 non sono &#8220;club&#8221; dove entrano solo i soci, perch\u00e8 anche oggi, in un mondo dove tutto\u00a0 si compra e si paga, si entra gratis e perch\u00e8 sono un avamposto che, virus permettendo, permette ancora ai ragazzi di parlarsi, guardarsi negli occhi, di ridere, scherzare, suonare, cantare e litigare. Ripete spesso <strong>Papa Francesco<\/strong> che &#8220;nell&#8217;educazione abita il seme della speranza&#8221;. E gli oratori, al di l\u00e0 delle convinzioni religiose di ognuno,\u00a0 restano un luogo di educazione e di confronto dei processi educativi. Vale per tutto. Per la fede, la crescita, lo sport. S\u00ec,\u00a0 anche per lo sport. Fare sport in un&#8217;oratorio non \u00e8 come fare sport in una delle tante societ\u00e0 sportive che, con altre prospettive, svolgono quotidianamente un grandioso lavoro di reclutamento e di formazione dei ragazzi. N\u00e8 meglio, n\u00e8 peggio ma diverso. Fare sport in oratorio \u00e8 un&#8217;altra opzione, \u00e8 una sfida che punta a non lasciare nessuno indietro, \u00e8 un campionato a s\u00e8 dove giocano tutti, dove si vince, si perde e si vince anche se si perde.\u00a0<strong>Pierpaolo Triani,<\/strong> docente di Pedagogia generale dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica qualche tempo fa spiegava durante una giornata di studio che \u00abL\u2019educazione \u00e8 un fenomeno collaborativo e per affrontare le sfide educative attuali c\u2019\u00e8 bisogno di oratori vitali, capaci di elaborare nuove proposte&#8230;&#8221;. Che ovviamente si spera continuino ad arrivare. Perch\u00e8 c&#8217;erano una volta gli oratori ma c&#8217;\u00e8 tanto bisogno che ci siano ancora&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;erano una volta gli oratori e, in una sonnacchiosa domenica di paese, tornano alla mente. Tanti anni fa non \u00e8 che si potesse troppo scegliere. 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