{"id":31053,"date":"2021-11-12T13:25:36","date_gmt":"2021-11-12T12:25:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=31053"},"modified":"2021-11-12T16:35:25","modified_gmt":"2021-11-12T15:35:25","slug":"addio-a-galeazzi-cantore-di-emozioni-che-restano-per-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/11\/12\/addio-a-galeazzi-cantore-di-emozioni-che-restano-per-sempre\/","title":{"rendered":"Addio a Galeazzi, cantore di emozioni che restano per sempre"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/11\/12\/addio-a-galeazzi-cantore-di-emozioni-che-restano-per-sempre\/images-6\/\" rel=\"attachment wp-att-31055\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-31055\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/11\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"301\" height=\"168\" \/><\/a>Se alla fine degli anni &#8217;80, ai Giochi di Seul, l&#8217;Italia\u00a0 divent\u00f2 un &#8220;popolo di Abbagnale&#8221; scoprendo il canottaggio il merito fu di Giuseppe, Carmine e Peppiniello di Capua ma anche di<strong> Giampiero Galeazzi.<\/strong> Oro nel &#8220;due con&#8221; e un racconto al\u00a0 cardiopalma che consegn\u00f2 al Mito i cavalieri dell&#8217;acqua ma anche &#8220;Bisteccone&#8221;. Che poi uno ci finisce quasi sempre per caso nella storia. E non ne esce pi\u00f9.\u00a0 Resta in mezzo a un racconto che all&#8217;inizio non si rende neanche conto che sar\u00e0 per sempre, diventer\u00e0 un tormentone eterno. E lo capisci quando per caso lo riascolti. Magari sei l\u00ec, in piedi di fianco alla cucina che stai preparando un caff\u00e8, e torni a sederti sul divano, perch\u00e8 riconosci una voce che ti riporta indietro nel tempo e che continua, nonostante gli anni, a farti emozionare. E allora si ricomincia. Da <strong>Claudio Gentile<\/strong> che strappa la maglia di Zico , a\u00a0 <strong>Adriano Panatta<\/strong> sul centrale di Roma o al Roland Garros, Da <strong>Gustavo Thoeni<\/strong> alla nazionale di Volley di <strong>Julio Velasco<\/strong> che tutto vincevano.\u00a0 Da<strong> Stefano Baldini<\/strong> che vola negli ultimi quattro chilometri verso il Panatinaik\u00f2 a <strong>Paolo Bettini<\/strong> con la sua volata olimpica di Atene fino a <strong>Sonny Colbrelli,<\/strong> ultimo della lista che vince la Roubaix. Ci sono vittorie, medaglie e campioni ma poi ci sono le voci e ogni grande impresa ha la sua. Ci si lascia cullare da telecronache fantastiche, dalla gioia, dalla potenza di una frase che sembra una banalit\u00e0 ma che poi\u00a0 resta l\u00ec e torna quando meno te l&#8217;aspetti. E&#8217; la magia della narrazione, di un urlo che sottolinea un gesto e lo consacra per sempre. C&#8217;\u00e8 un cantore per ogni impresa. Anzi molte imprese diventano\u00a0 un po\u2019 pi\u00f9 imprese delle altre\u00a0 proprio perch\u00e8 c\u2019\u00e8 una grande voce a raccontarle. Come\u00a0\u00a0il mondiale della banda\u00a0 <strong>Bearzot<\/strong>\u00a0 quando fu\u00a0<strong>Nando Martellini<\/strong> dal Bernabeu a incorniciare la storia ripetendo per tre volte quel \u201cCampioni del mondo\u201d. Come il \u201cIl cielo \u00e8 azzurro sopra Berlino\u201d di <strong>Marco Civoli<\/strong>\u00a0 con la nazionale di <strong>Marcello Lippi<\/strong>, come la medaglia olimpica di Maratona di Baldini e il &#8220;Bravo, bravo, bravo&#8221; di <strong>Franco Bragagna. <\/strong>Come il fantastico racconto di\u00a0 <strong>Francesco Repice<\/strong> che ha sublimato l&#8217;Europeo degli azzurri questa estate a Wembley.\u00a0 E come le vittorie olimpiche dei fratelli <strong>Abbagnale<\/strong>\u00a0e di\u00a0\u00a0<strong>Antonio Rossi<\/strong>\u00a0 e <strong>Beniamino Bonomi<\/strong> spinti al traguardo da <strong>Giampiero Galeazzi, <\/strong>in un crescendo rossiniano che ha tenuto un popolo , che remi\u00a0 e barche non sapeva neppure cosa fossero, incollato al teleschermo grazie alla competenza e alla passione di un ex canottiere\u00a0 che poi con il microfono ha cambiato per sempre il giornalismo sportivo. Una rivoluzione fatta sul campo con i suoi racconti, le sue telecronache e con le sue invenzioni come quella delle interviste a bordo campo nel calcio rincorrendo i protagonisti, oppure negli spogliatoi bagnato fradicio per i gavettoni dei calciatori che lo consdieravano uno di loro.\u00a0 Coppe, scudetti, Davis, mondiali, olimpiadi Galeazzi c&#8217;era. C&#8217;era sempre. E con Galeazzi (e con quelli come Galeazzi)\u00a0 il sogno \u00e8 per sempre, e torna ogni volta che la\u00a0 voce ricompare. Torna la pelle d\u2019oca per\u00a0 &#8220;emozioni \u201d che non si immaginava di raccontare\u201d e che invece \u00e8 diventano un pezzo di storia. Della storia di molti di noi. Per imprese formidabili per chi le fa, per chi le vive e per chi le racconta. E soprattutto oggi dove\u00a0 tutto \u00e8 sempre eccezionale, straordinario, fantastico anche quando non lo \u00e8, dove tutto \u00e8 sempre pi\u00f9 urlato che poi quando bisogna cambiare davvero tono il &#8220;tono giusto&#8221;\u00a0 non si trova pi\u00f9, servirebbe forse fare un passo indietro. Servirebbero ancora telecronisti come &#8220;bisteccone&#8221; che per\u00f2 oggi saluta e se ne va&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se alla fine degli anni &#8217;80, ai Giochi di Seul, l&#8217;Italia\u00a0 divent\u00f2 un &#8220;popolo di Abbagnale&#8221; scoprendo il canottaggio il merito fu di Giuseppe, Carmine e Peppiniello di Capua ma anche di Giampiero Galeazzi. Oro nel &#8220;due con&#8221; e un racconto al\u00a0 cardiopalma che consegn\u00f2 al Mito i cavalieri dell&#8217;acqua ma anche &#8220;Bisteccone&#8221;. Che poi uno ci finisce quasi sempre per caso nella storia. 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