{"id":31069,"date":"2021-11-14T18:17:52","date_gmt":"2021-11-14T17:17:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=31069"},"modified":"2021-11-14T18:17:52","modified_gmt":"2021-11-14T17:17:52","slug":"faniel-il-terzo-posto-a-new-york-e-lorgoglio-del-tricolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/11\/14\/faniel-il-terzo-posto-a-new-york-e-lorgoglio-del-tricolore\/","title":{"rendered":"Faniel, il terzo posto a New York e l&#8217;orgoglio del Tricolore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2021\/11\/14\/faniel-il-terzo-posto-a-new-york-e-lorgoglio-del-tricolore\/thumbnail_pro_faniel-con-la-medaglia-di-new-york\/\" rel=\"attachment wp-att-31070\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-31070\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/11\/thumbnail_Pro_Faniel-con-la-medaglia-di-New-York-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/11\/thumbnail_Pro_Faniel-con-la-medaglia-di-New-York-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/11\/thumbnail_Pro_Faniel-con-la-medaglia-di-New-York-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/11\/thumbnail_Pro_Faniel-con-la-medaglia-di-New-York-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2021\/11\/thumbnail_Pro_Faniel-con-la-medaglia-di-New-York.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019infanzia ad Asmara dove viveva a 2400 metri di quota. I viaggi a piedi con la famiglia verso il mare e le corse in salita per tornare a casa. L\u2019ammirazione per i genitori che hanno combattuto come partigiani nella guerra per l\u2019indipendenza dell\u2019Eritrea. L\u2019arrivo in Italia, nel Bassanese, a 12 anni. Il primo, svogliato approccio con la corsa\u00a0 quando venne notato in una gara scolastica da\u00a0 <strong>Vittorio Fasolo<\/strong> che lo distolse un po&#8217; dal calcio che era la sua unica passione. La cittadinanza italiana alla fine del 2015 che resta un grande orgoglio, il debutto nella maratona l\u2019anno successivo con il terzo posto di Firenze, la vittoria a Venezia con il Venice Marathon club e l\u2019approdo al professionismo vero e proprio con l\u2019ingresso nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro. E poi il record italiano della maratona migliorando il tempo di <strong>Stefano Baldini<\/strong> nell\u2019ultima gara prima dell\u2019arrivo della pandemia. Eyob Faniel, il maratoneta azzurro\u00a0 che dopo 24 anni ha riportato il tricolore sul podio di di New York, \u00e8 tutto qui. Ieri a Castelfranco Veneto \u00e8 stato il protagonista del<strong> Prodeco Day per lo sport,<\/strong> l\u2019evento che ha riunito una platea di sportivi e appassionati, arrivati nella sede di Prodeco Pharma per conoscere da vicino l\u2019atleta italiano del momento, l&#8217;azzurro pi\u00f9 veloce di tutti in maratona. &#8220;Prima del record italiano avrei dovuto gareggiare a Lake Biwa, in Giappone, ma decisi di anticipare l\u2019impegno e andare a Siviglia- racconta- Sono stato fortunato. A Lake Biwa non si \u00e8 mai corso e io mi sono goduto la prima parte del lockdown da fresco primatista italiano. Il difficile \u00e8 stato dopo, quando l\u2019attivit\u00e0 non riprendeva e anche a me sono mancati gli obiettivi\u201d. Faniel ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita e l&#8217;incontro l&#8217;incontro con Prodeco Pharma qualche mese prima dell\u2019Olimpiade. \u00a0Al suo fianco la fisioterapista <strong>Mara Mezzalira,<\/strong> il nutrizionista <strong>Luca Simoni<\/strong> e, in collegamento dal Kenya, il nuovo allenatore <strong>Claudio Berardelli<\/strong> che ha preso il testimone da <strong>Ruggero Pertile<\/strong>\u00a0 &#8220;In questa azienda mi sono subito sentito come a casa e ho pensato che questa collaborazione avrebbe potuto aiutarmi- ha spiegato-\u00a0 Ho capito l\u2019importanza di una corretta integrazione per favorire il recupero dalla fatica, un aspetto che spesso noi atleti trascuriamo. Tutto lo staff\u00a0 ha la mia stessa determinazione e insieme faremo grandi cose&#8221; Il terzo posto a New York \u00e8 arrivato dopo un viaggio di 56 ore che per un errore sul cognome l\u2019ha bloccato in aeroporto ma ci\u00f2 non ha impedito a Faniel di fare una gara tutta d&#8217;attacco pi\u00f9 per coraggio che per incoscienza: &#8220;Per me \u00e8 stato un orgoglio\u00a0 perch\u00e8 da ragazzo sognavo gi\u00e0 in italiano- ha spiegato- Un orgoglio mettermi quel tricolore sulle spalle che gli organizzatori hanno dovuto in fretta e furia tirar gi\u00f9 da un pennone perch\u00e8 non avevano previsto che un italiano arrivasse sul podio&#8221;. Un podio nella maratona pi\u00f9 famosa al mondo che ha emozionato un po&#8217; tutti e ora fa sognare l\u2019Italia che corre. \u201cNew York \u00e8 stata la mia rivincita- ha raccontato Faniel- Dal risultato negativo della gara olimpica \u00e8 nato il terzo posto. E chiss\u00e0 cosa sarebbe successo se al 26\u00b0 km non fosse comparso quel dolorino al piede che mi ha consigliato prudenza. Sono sempre lo stesso Eyob, ma con pi\u00f9 determinazione. Per questo, dico a tutti: credete sempre in voi stessi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019infanzia ad Asmara dove viveva a 2400 metri di quota. I viaggi a piedi con la famiglia verso il mare e le corse in salita per tornare a casa. L\u2019ammirazione per i genitori che hanno combattuto come partigiani nella guerra per l\u2019indipendenza dell\u2019Eritrea. L\u2019arrivo in Italia, nel Bassanese, a 12 anni. Il primo, svogliato approccio con la corsa\u00a0 quando venne notato in una gara scolastica da\u00a0 Vittorio Fasolo che lo distolse un po&#8217; dal calcio che era la sua unica passione. 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