{"id":31325,"date":"2022-01-02T19:49:18","date_gmt":"2022-01-02T18:49:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=31325"},"modified":"2022-01-03T00:53:28","modified_gmt":"2022-01-02T23:53:28","slug":"se-il-ciclocross-torna-di-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/01\/02\/se-il-ciclocross-torna-di-moda\/","title":{"rendered":"Se il ciclocross torna di moda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/01\/02\/se-il-ciclocross-torna-di-moda\/pid\/\" rel=\"attachment wp-att-31327\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-31327\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/01\/pid-300x246.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/01\/pid-300x246.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/01\/pid-768x630.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/01\/pid.jpg 944w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Chiss\u00e0 se a Hulst in Olanda nella coppa del mondo di ciclocross fa pi\u00f9 notizia la vittoria di <strong>Thomas Pidcock,<\/strong>\u00a0 il 22 enne della Ineos gi\u00e0 oro nella mountainbike ai Giochi di Tokyo, oppure la sconfitta di <strong>Wout Van Aert<\/strong> che, attardato da un problema alla sua bici, interrompe una striscia di sette vittorie consecutive. Dettagli. Che nulla aggiungono allo spettacolo del ciclocross. Che \u00e8 sempre stato ed ora (giustamente) sta tornando di moda, terra di conquista di grandi squadre e grandi campioni, teatro di imprese d&#8217;altri tempi e senza troppi calcoli. Un mondo a s\u00e8. Un\u00a0 pianeta che brilla, sempre meno palestra open air di\u00a0 chi vuol svernare in attesa delle gare sulla strada. \u00a0Pi\u00f9 o meno stessa bici , stesse maglie, stessa fatica. Ma il ciclocross \u00e8 un\u2019altra cosa. Basta guardarli in faccia i corridori.\u00a0 Bastava guardare la faccia sporca e felice di <strong>Lucinda Brand<\/strong> che\u00a0 oggi in Olanda ha trionfato tra le donne o del giovane britannico che a maggio correr\u00e0 il Giro per capire\u00a0 bene che cos\u2019\u00e8. Il fango racconta tutto il fascino di un sport antico e glorioso da quando \u00e8 nato, alla fine dell\u2019Ottocento nelle pianure della Francia e del nord Europa, quando i ciclisti che non avevano timore di uscire dalle vie principali e si azzardavano a pedalare tra campi e sentieri. Le strade erano spesso piene di buche o segnate dai solchi lasciati dai carri e per questo in molti passaggi bisognava smettere di pedalare, scendere di sella e continuare con la bici in spalla. Ci\u00f2 era e ci\u00f2 \u00e8 rimasto per una specialit\u00e0 che riporta indietro nel tempo, quando a sporcarsi la faccia e le gambe di terra c\u2019erano anche i campioni e che, non \u00e8 un caso,\u00a0 stanno tornando da <strong>Mathieu Van Der Poel<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Wout Van Aert<\/strong>, tanto per citarne un paio. Bici e fango che poi sono la storia di tutto il ciclismo ciclismo stampata sulla facce piene di gioia di<strong>\u00a0 Moser, Ballerini, Colbrelli<\/strong> che alzano le braccia sul traguardo del Velodrome di Roubaix. Che \u00e8 la maglia sporca di <strong>Vincenzo Nibali<\/strong> che pedala sul pav\u00e8 verso Arenberg nella giornata in cui fa capire a tutti che vincer\u00e0 il Tour de France. Si vuole distinguere ma forse non c&#8217;\u00e8 molto da distinguere. Il fango \u00e8 l\u2019inchiostro con cui si scrivono pagine indimenticabili dello sport. E\u2019 la polvere magica che ci fa tornare un po\u2019 tutti bambini quando si aspettava la pioggia per andare a giocare al campo. E\u2019 il coraggio di provarci lo stesso anche quando non si potrebbe o non si dovrebbe. Il fango \u00e8 l\u2019essenza del cross, di un ciclismo forse meno aristocratico per\u00f2 pi\u00f9 epico dove per vincere bisogna sporcarsi le mani e non solo quelle.\u00a0 E\u2019 il fango che esalta i gesti e il racconto. Che sfigura le facce, che cancella gli sponsor delle maglie, che rende tutto e tutti uguali. La differenza la fanno i sorrisi. La differenza la fa la gioia che si legge al traguardo sulle facce di tutti quelli che sono arrivati alla fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chiss\u00e0 se a Hulst in Olanda nella coppa del mondo di ciclocross fa pi\u00f9 notizia la vittoria di Thomas Pidcock,\u00a0 il 22 enne della Ineos gi\u00e0 oro nella mountainbike ai Giochi di Tokyo, oppure la sconfitta di Wout Van Aert che, attardato da un problema alla sua bici, interrompe una striscia di sette vittorie consecutive. Dettagli. Che nulla aggiungono allo spettacolo del ciclocross. 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