{"id":31625,"date":"2022-02-25T21:24:22","date_gmt":"2022-02-25T20:24:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=31625"},"modified":"2022-02-25T21:24:22","modified_gmt":"2022-02-25T20:24:22","slug":"ucraina-lo-sport-non-puo-chiamarsi-fuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/02\/25\/ucraina-lo-sport-non-puo-chiamarsi-fuori\/","title":{"rendered":"Ucraina: lo sport non pu\u00f2 chiamarsi fuori"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2022\/02\/25\/ucraina-lo-sport-non-puo-chiamarsi-fuori\/mali\/\" rel=\"attachment wp-att-31632\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-31632\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/02\/mali-300x208.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/02\/mali-300x208.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/02\/mali-1024x710.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/02\/mali-768x533.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2022\/02\/mali.jpg 1139w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dentro o fuori? Pu\u00f2 lo sport chiamarsi fuori dalla politica, da questa guerra in Ucraina cos\u00ec assurda e cos\u00ec vicina? No, non pu\u00f2. E allora si pu\u00f2 discutere all&#8217;infinito sul significato dei simboli.\u00a0 Se ha valore che oggi le partite del campionato siano iniziate\u00a0 cinque minuti dopo? Se ha valore spostare la finale della Champions da San Pietroburgo a Parigi, se hanno valore le squadre che scendono in campo con maglie, cartelli, scritte di condanna. Se ha valore l&#8217;esultanza triste di <strong>Ruslan Malinowskyi<\/strong> dopo i due goal all&#8217;Olimpiakos. Se ha valore che l&#8217;allenatore italiano dello Shakhtar Donetsk, <strong>Roberto De Zerbi<\/strong>,\u00a0 sia rimasto l\u00ec con i suoi ragazzi e se quello rumeno della Dinamo Kiew,\u00a0 <strong>Mircea Lucescu,<\/strong> abbia fatto la stessa cosa nell&#8217;altra citt\u00e0 sotto tiro. Si pu\u00f2 discutere se serva o meno a qualcosa scriversi &#8220;no war&#8221; su una guancia,\u00a0 stringersi a cerchio a centrocampo, se basta inginocchiarsi&#8230; Certo \u00e8 pi\u00f9 efficace, come qualcuno sta facendo, rinunciare alle sponsorizzazioni russe, far saltare accordi e contratti, annullare il gran premio di Formula Uno a Sochi. Ma anche il resto conta. E vale. La simbologia dello sport ha un valore alto. Sono simbolo gli atleti per ci\u00f2 che fanno e, nel bene e nel male, vengono portati ad esempio ed emulati. I regimi fascisti in Italia e Germania li presentavano alla stregua di guerrieri della nazione. Sono simbolo certe vittorie e certe sconfitte perch\u00e8 raccontano storie che si tramandano e perch\u00e8 la letteratura di propaganda bellica ha spesso utilizzato metafore sportive per descrivere o giustificare i conflitti.\u00a0 \u00a0Sono state un simbolo le imprese sportive negli anni della <strong>Guerra Fredda,<\/strong> &#8220;sfide&#8221; tra i sistemi capitalistici e quelli comunisti.\u00a0 E&#8217; simbolo lo sport\u00a0 nella storia utilizzato spesso da governanti e dittatori come strumento di\u00a0 celebrazione\u00a0 del potere,\u00a0 della forza e di presunte superiorit\u00e0 militari e non solo militari. Lo stesso <strong>Pierre de Coubertin,<\/strong> fondatore delle moderne Olimpiadi,\u00a0 considerava lo sport come strumento di pacificazione ma anche mezzo per per promuovere nella giovent\u00f9 francese la disciplina militare. Durante la Prima guerra mondiale pi\u00f9 volte nella tregua di Natale vennero organizzate nella &#8220;terra di nessuno&#8221; partite di calcio tra squadre di nemici, come espressione della loro &#8220;buona volont\u00e0&#8221;. E qualche volta lo sport \u00e8 riuscito anche a fermarli i conflitti sebbene temporaneamente come ad esempio\u00a0 alla fine degli Anni 60 in Nigeria quando l&#8217;arrivo di<strong> Pel\u00e8\u00a0<\/strong> decret\u00f2 una tregua nella sanguinosa Guerra civile del Biafra.\u00a0 Sono state sfide politiche Iran-USA ai Mondiali di calcio di Francia 1998 &#8221;\u00a0 e quella tra\u00a0 Argentina ed Inghilterra nel giugno del 1986, allo Stadio Azteca di Citt\u00e0 del Messico che regolava i conti dopo il blitz inglese alle Malvinas. E&#8217; un simbolo politico assoluto \u00e8 il gol di mano di <strong>Diego Maradona<\/strong>: &#8221; la mano de Dios&#8221;.\u00a0 E si potrebbe continuare. Sport e politica s&#8217;intrecciano, si scontrano, si affrontano ma seguono una strada comune.\u00a0 Come aveva scritto <strong>George Orwell<\/strong> in &#8220;The sporting spirit&#8221; nel 1945 pochi mesi dopo la fine del secondo conflitto mondiale raccontandone pi\u00f9 le miserie che le virt\u00f9,\u00a0 lo sport \u00e8 &#8220;Una guerra senza spari&#8221;. Quindi lo sport non pu\u00f2 chiamarsi fuori. Neppure da ci\u00f2 che sta accadendo in Ucraina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dentro o fuori? Pu\u00f2 lo sport chiamarsi fuori dalla politica, da questa guerra in Ucraina cos\u00ec assurda e cos\u00ec vicina? No, non pu\u00f2. E allora si pu\u00f2 discutere all&#8217;infinito sul significato dei simboli.\u00a0 Se ha valore che oggi le partite del campionato siano iniziate\u00a0 cinque minuti dopo? 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